domenica, Dicembre 5, 2021

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Manchester City-Tottenham 4-1, guardiolismo alla massima espressione

Oramai si contano sulle dita di una mano le squadre che in questa stagione sono riuscite a mettere in difficoltà il Manchester City. A parte Everton e Wolverhampton nessun club è riuscito a impedire la vittoria agli Sky Blues di Pep Guardiola. Una squadra compatta e studiata che sa offrire al proprio pubblico prestazioni di violenza pura, come accaduto contro il Tottenham, letteralmente “spazzati via” dall’uragano di casa. Un sonoro e pesante 4-1 che ridimensiona Pochettino dopo le due vittorie consecutive contro Stoke (5-1) e Brighton (2-0). De Bruyne e compagni hanno annichilito totalmente l’avversario spingendo sull’acceleratore fin da subito, limitando le offensive degli Spurs a qualche mera ripartenza e al bel gol nel finale di Eriksen (92′), verrebbe da dire, quasi immeritato. Di fatto il City è apparso in difficoltà solo nel primo quarto d’ora della ripresa, dove i londinesi avevano preso più e più volte la guida del gioco e la squadra di Guardiola era invece costretta a coprirsi. Ma il cinismo e la stregoneria di certe giocate hanno lasciato imperterrita tutta la difesa del Tottenham, che è crollata sotto il colpo di testa di Gundogan (14′), il tiro incrociato di De Bruyne (70′), il tap-in (80′) e il gol a porta vuota (90′) di Sterling. Ancora una volta, il Manchester City vince contro una grande e lo fa battendola con stile. E in questa stagione sono sei su sei.

Manchester City, finiti gli aggettivi

Basterebbe guardare uno spezzone di soli cinque minuti di Manchester City-Tottenham per rendersi conto di come la squadra di Guardiola si sia conquistata la vittoria con ampio merito contro un avversario di livello ma comunque inferiore. Un pressing organizzato e esplosivo nella mediana bassa avversaria e continui (come al solito) cambi di gioco hanno reso fallace ogni tentativo di difesa del Tottenham, che ha perso parecchi palloni e ha avuto molta difficoltà a dialogare con il reparto avanzato. De Bruyne ha dato l’ennesima prova di come il suo talento sia oramai su livelli marziani e, come se non bastasse, ha partecipato attivamente a tre dei quattro gol. Le parole di Guardiola “E’ il giocatore più forte che io abbia mai allenato” gli stanno rendendo onore. Promosse a pieni voti le ottime prestazioni di Sterling e Aguero, entrambi generosi con i compagni e aggressivi sul portatore di palla; la difesa ha leggermente scricchiolato in rare occasioni ma ad ogni modo la partita di stasera ha confermato l’impermeabilità quasi assoluta del reparto arretrato di Guardiola, che pure stasera annoverava fra gli indisponibili Stones, Kompany e Mendy. L’intuizione dell’allenatore catalano di schierare Fernandinho da solo in mediana e una linea a quattro davanti a lui ha aiutato il City a bloccare sul nascere la costruzione del Tottenham, e in ogni caso, avere un sufficiente numero di attaccanti in caso di riconquista immediata del pallone. È veramente difficile capire quando arriverà un club che in Inghilterra possa insegnare a Guardiola la parola sconfitta, perché in questa stagione il Manchester City è a tutti gli effetti la quintessenza del calcio contemporaneo con tutti i concetti costruiti dall’allenatore catalano ma portati alla massima velocità e qualità. L’unico rischio è che la squadra sia già al suo punto più alto prestazionale ed un eventuale calo, in concomitanza con la Champions League, potrebbe evitare ciò che a tutti adesso appare scontato: un dominio incontrastato in Inghilterra ed in Europa.

MIGLIORE IN CAMPO: De Bruyne

PEGGIORE IN CAMPO: Delph

TOTTENHAM, ¡Ay! Dolores

All’Etihad Guardiola ha impartito una severa lezione di calcio agli Spurs che a Manchester hanno provato solo a tratti a fare la partita ma sbattendo contro un muro. Al di là dei meriti del City, il Tottenham ha palesato comunque parecchi errori individuali, nonché una generale apatia con cui la squadra ha indecorosamente concluso il match. A parte il gol di Eriksen arrivato a tempo scaduto, Kane e compagni sono stati in balia del City troppo a lungo, e anche quando hanno avuto la possibilità di fare male sono stati ingenui e poco coordinati. Ci si aspettava qualcosa in più da Son, anche se il coreano è stato comunque tra i più positivi. Deludente al contrario è stato Dele Alli, fantasticamente arginato da Fernandinho ma anche palesemente in difficoltà personale nell’uno contro uno. In generale tutto il Tottenham ha avuto problemi, tanto la squadra quanto i singoli, e se è vero che l’attacco ha steccato clamorosamente è pure vero che la difesa ha visto aprirsi dei varchi clamorosi, e in velocità i vari Vertonghen e Rose non hanno potuto niente contro gli assi degli Sky Blues. Nella prossima gara gli Spurs se la vedranno a Wembley con il Burnley, e visto lo spirito, non è detto che la partita sia meno angusta di questa …

MIGLIORE IN CAMPO: Eriksen

PEGGIORE IN CAMPO: Dele Alli 

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