Il Barcellona si regala la Liga: al Santiago Bernabeu finisce 0-3

Il Barcellona si regala la Liga: al Santiago Bernabeu finisce 0-3

Epilogo abbastanza impensabile quello che dopo tre minuti di recupero si è concretizzato al Bernabeu: il Barcellona ha vinto 0-3 in casa del Real Madrid mettendo una grossa pietra sopra le chance dei Blancos di riaprire la propria corsa alla Liga. Una partita in cui si sono visti ampiamente le identità tattiche scelte dai due mister nel primo tempo, mentre nella ripresa ha dominato più il monologo di alcuni giocatori, tra cui spiccano in positivo Sergi Roberto, Messi e Keylor Navas, in negativo Carvajal, Kovacic e Benzema. In generale, tutto il Real è stato clamorosamente deludente, in particolare quando dagli uomini di Zidane ci si aspettava una reazione più aggressiva e fuorviante dopo il primo gol di Suarez (54′). Invece il Barca ha annichilito il Real con il palleggio e la pressione alta, proprio quel sistema con cui nel primo tempo Zidane aveva pensato di bloccare gli schemi di Valverde. Il soliloquio dei blaugrana sul terreno del Bernabeu è risultato vittorioso anche grazie alla superiorità numerica creata dall’espulsione di Carvajal, reo di un palese fallo di mano che ha poi condotto alla marcatura di Messi su rigore (64′). Barca che vince con ampio merito attentando durante la partita più e più volte contro la porta di Navas, forse il migliore del Madrid ma responsabile della rete di Vidal (92′). Al contrario dalle parti di Ter Stegen il Real è apparso opaco e decisamente inconcludente, e anche se qualcosa in più si è visto con gli ingressi di Bale e Asensio il portiere tedesco ha passato un pomeriggio abbastanza tranquillo. Messi si porta a +14 sul Real Madrid (che ha una gara in meno) staccando paurosamente anche le altre inseguitrici, e se i catalani potranno festeggiare un Natale non solo come primatisti ma anche da vincenti; al contrario, Zidane dovrà capire bene come impostare la gestione della squadra per i mesi futuri. In casa Real si prospettano vacanze tenebrose.

Real Madrid, Ronaldo assente ingiustificato

Dopo lo 0-3 è abbastanza lampante come nelle geometrie del Real Madrid non solo non abbia funzionato qualcosa, ma che già in fase di impostazione Zidane abbia optato per alcune scelte fallaci. Subire tre reti e non segnarne neanche una è un sintomo chiaro e tondo dell’erroneità totale della partita dei Blancos: lenti e confusionari dietro, opachi e troppo testardi davanti. Ronaldo ha perso amaramente il confronto contro il nemico storico Pique, mentre Benzema, fischiatissimo all’uscita, ha scritto una pessima pagina di storia personale nel Clasico con una delle peggiori prestazioni di sempre. Zidane ci ha messo del suo per la scelta di Kovacic, che per quanto fiducioso e mentalmente pronto ha sbagliato limpidamente agli occhi di tutti sul primo gol del Barcellona; il croato ha avuto il compito fisso per tutti i 90′ di tampinare Messi e in parte ci è anche riuscito, salvo poi cadere come tutti i compagni imperterrito sotto le giocate semplici ma eleganti della Pulce. L’espulsione di Carvajal è stata solo una conseguenza determinata dalla totale fallacia del blocco difensivo madridista, che sugli inserimenti di Paulinho e gli scambi Iniesta-Jordi Alba a sinistra ha dato prova di aver molte difficoltà nelle letture. Le sole note positive – decisamente poche – sono giunte da Keylor Navas, autore di numerose ottime parate ma colpevole sul tris di Vidal, e da Toni Kroos, che seppur meno scintillante delle altre volte ha comunque mostrato di saper gestire lo sconforto e le difficoltà del secondo tempo della partita. Poche azioni e tanta noia nel gioco del Real, una partita impostata sull’uno contro uno tra Blancos e Blaugrana che ha consegnato la superiorità di gioco agli ospiti, mentre i padroni di casa, quelli che dovevano vincere assolutamente, si sono intrecciati con la loro stessa trappola.

MIGLIORE IN CAMPO: Keyolr Navas

PEGGIORE IN CAMPO: Daniel Carvajal 

Barcellona: sogni d’oro Chiquito, la Liga è un tappeto rosso

Forse neanche nei suoi sogni nel lussuoso Eurostar Madrid Hotel Ernesto Valverde aveva immaginato un epilogo così storico al suo primo Clasico. Come Guardiola, Valverde non ha avuto paura di giungere a Madrid a fare la partita secondo i propri canoni tattici, tra palleggio e verticalizzazioni, e ulteriormente la superiorità tecnica dei suoi ha fatto il resto, contro un Madrid che sinceramente, forse, neanche lui si aspettava così docile. La bravura del Barca è stata anche quella di saper gestire la sterilità offensiva dei padroni di casa, che senza dubbio senza gli interventi di Pique e le diagonali perfette dei terzini non avrebbe avuto la casella dei gol vuota. Con Messi molto più centrale e basso a ricevere palla il gioco sulle fasce è stato di una meravigliosa fluidità, e non è un caso che Sergi Roberto si sia messo in mostra con grande lustro. Il canterano è quello che forse è uscito con la testa più alta di tutti nel collettivo catalano, e la prestazione del Bernabeu è una piacevole conferma dell’incredibile stagione che sta svolgendo sotto la gestione del Chiquito. Di fatto anche Luis Suarez è stato un toro inferocito e non potevano mancare duelli e botte con un po’ tutta la retroguardia del Real, e il gol, il terzo in sei giorni, è un’altra testimonianza di come sia nelle prestazioni che nel tabellino il suo miglioramento è concretamente aumentato. Valverde ha vinto la sfida con Zidane nonostante il blocco a uomo degli avversari avesse regalato agli spettatori un primo tempo un po’ avaro di emozioni, e l’ex Bilbao, pazientemente, ha saputo gestire la gara ed espugnare il Bernabeu con intelligenza e netta, indiscutibile superiorità. Dal lirismo di Iniesta alla corsa di Jordi Alba, dai tackle di Pique all’intelligenza di Rakitic, il Barcellona ha giocato una partita splendida in una delle fasi più delicate della stagione.

MIGLIORE IN CAMPO: Sergi Roberto

PEGGIORE IN CAMPO: Vermaleen