martedì, Dicembre 7, 2021

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Serie A e scontri diretti: i paragoni tra le quattro big

Con la vittoria di ieri sera della Juventus contro la Roma si sono ufficialmente conclusi gli scontri diretti tra le prime quattro squadre del campionato di Serie A, anche se il confronto tra Inter e Lazio dell’ultima giornata potrebbe notevolmente mischiare le carte in tavola. Per adesso, però, vanno analizzati i primi verdetti: la questione resta importante perché gli scontri diretti possono essere fondamentali in un campionato estremamente equilibrato come questo, che rischia di arrivare alla fine senza un vero padrone. E, fino ad ora, tra le quattro maggiori pretendenti al titolo, soltanto una può sorridere davvero mentre le altre alternano risultati comunque positivi a veri e propri scivoloni in tal senso. Il girone di ritorno darà risposte definitive ma quello d’andata, in effetti, ha già regalato indicazioni piuttosto difficili da sottovalutare.

Serie A: il bilancio negli scontri diretti

Distribuzione equa

In ordine di classifica, iniziamo dalla capolista Napoli. Gli azzurri posseggono un bottino piuttosto equo per quanto concerne gli scontri diretti, anche se evidentemente non esaltante. La squadra di Sarri ha infatti sbancato l’Olimpico di Roma grazie a Insigne ma, al tempo stesso, nelle due gare del San Paolo contro Inter e Juventus ha raccolto solamente un punto, frutto del pari contro i nerazzurri, perdendo invece contro i bianconeri. In entrambe le gare il Napoli non ha segnato gol, una vera rarità per il club che da anni vanta l’attacco migliore del torneo. Tramutando tutto in numeri, i partenopei hanno collezionato 4 punti su 3 gare disponibili, segnando una rete e subendone un’altra. Soprattutto contro Inter e Juventus il Napoli aveva l’opportunità di allungare e dare uno strappo potenzialmente già decisivo al campionato. Il fatto che non sia riuscito nell’impresa – peraltro con due partite in casa che, dunque, saranno in trasferta al ritorno – sta a significare che servirà, rispetto alle altre, una costanza differente negli altri incontri, perché negli scontri tra big il Napoli ha dimostrato di avere qualche lacuna di troppo per essere una squadra in testa al torneo.

Felici e contenti

Tra le quattro di testa la squadra che sta messa meglio è sicuramente la Juventus. I Campioni d’Italia in carica sono infatti imbattuti negli scontri diretti: ieri hanno annichilito la Roma, precedentemente era arrivato un pareggio all’Allianz Stadium contro l’Inter e una vittoria al San Paolo contro il Napoli. Soprattutto la vittoria contro i partenopei ha dato nuova linfa vitale ai bianconeri, che rischiavano di finire addirittura a -7 e che ora si trovano invece solo a un punto dagli azzurri. Il computo totale vede la Juventus raccogliere 7 punti in 3 gare, con 2 gol segnati ma nessuno subito. Proprio la ritrovata forza difensiva (la Juve non prende gol da 8 gare di fila tra campionato e coppe) sta riproponendo fortemente i bianconeri come favoriti per lo Scudetto, mascherando il disagio di non riuscire a chiudere le gare indirizzate positivamente e mettendo una pezza su qualche limite più evidente rispetto agli anni scorsi.

Sorrisi a metà

L’Inter si trova invece in un limbo molto particolare: è imbattuta in tutti gli scontri diretti principali ma ha vinto solo quello con la Roma, pareggiando a reti bianche sia contro la Juventus che contro il Napoli. Il totale vede i nerazzurri collezionare 5 punti in 3 gare, con 3 reti siglate e una sola subita. Il problema è che l’Inter, rispetto soprattutto a bianconeri e partenopei, nell’ultimo periodo sta peccando di costanza soprattutto contro le piccole: le sconfitte non preventivate contro Udinese e Sassuolo rischiano di far perdere terreno alla squadra di Spalletti, che peraltro ora dovrà difendersi dall’assalto della Lazio nella prossima giornata. Se vuole inseguire ambizioni più grandi di un piazzamento europeo l’Inter dovrà cercare però di vincere più scontri diretti e avrà l’opportunità di farlo. Soprattutto in virtù del calendario, che dovrà portare tutte le prime tre a San Siro nel girone di ritorno.

Florenzi
Florenzi conclude durante Juventus-Roma – FOTO: profilo ufficiale Twitter Alessandro Florenzi

Pagella insufficiente

Disastroso è stato invece il cammino d’andata negli scontri diretti per la Roma: la squadra allenata da Di Francesco è l’unica tra le quattro a non aver mai vinto uno scontro al vertice. Anzi, la Roma li ha persi tutti: 1-3 contro l’Inter e doppio 1-0 contro Napoli e Juventus, con i numeri che evidenziano un solo gol fatto, 5 subiti e la miseria di 0 punti in 3 gare. Tra le prime quattro la Roma è sicuramente la squadra maggiormente in costruzione: a giugno si è cambiato tanto e lo si è fatto anche bene, secondo molti. Aver perso tutti i confronti principali è però sintomo di una mancanza di maturità che deve evidentemente ancora emergere in una squadra giovane, ambiziosa e talentuosa ma con ampi margini di miglioramento. In questo caso, però, il calendario potrebbe non aiutare: soltanto la Juventus dovrà giocare all’Olimpico. E l’incubo degli scontri diretti potrebbe proseguire anche al ritorno.

Chi è favorito?

La domanda principale resta quella riguardante le maggiori chance di una o dell’altra compagine. Come detto, la Juventus è sicuramente la squadra messa meglio: giocherà in casa lo scontro diretto contro l’altra concorrente principale per il campionato, il Napoli, e alla Vecchia Signora basterà cercare di non perdere contro le altre per aumentare le sue possibilità. Il Napoli, di contro, dovrà accumulare più punti possibili in precedenza per arrivare allo scontro dello Stadium con un vantaggio ampio se vuole davvero provare a vincere il campionato. All’Inter non può più bastare rimanere imbattuta: deve vincere di più contro le grandi, soprattutto nel caso in cui qualche piccola facesse degli scherzi. La Roma – che però, ricordiamolo, ha pur sempre una partita in meno – invece non può fare calcoli: che si tratti di Scudetto o piazzamento Champions deve vincere almeno un confronto con un’altra big per sperare. Mai come quest’anno gli scontri diretti torneranno decisivi. E, a questo punto, potrebbe vincere davvero il migliore.

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