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Vincenzo Montella, conferenza stampa Genoa-Milan
Fonte: AC Milan

Da quel 27 novembre è passato quasi un mese esatto. Un periodo di riflessione e allontanamento che ha fatto bene decisamente più a Vincenzo Montella che al Milan, dato che il primo si è riposato trovando un nuovo incarico e il secondo, il Diavolo, è finito dalla padella alla brace. L’Aeroplanino ha già chiamato l’aeroporto San Pablo di Siviglia per prenotare una pista d’atterraggio: il nuovo sodalizio con i Rojiblancos è dunque ufficiale, e il contratto, di cui dovranno essere rivelate le cifre, avrà la durata complessiva di un anno e mezzo. La trattativa si è aperta grazie a un canale che è partito direttamente dalla Spagna, con il club andaluso che ha esonerato il nuovo allenatore di questa stagione, il Toto Berizzo, per motivi che sommariamente, agli occhi di tutti, non sono risultati proprio chiarissimi. Il tecnico veniva da un periodo decisamente straziante per lui e la sua famiglia: a novembre gli era stato diagnosticato un tumore alla prostata, e nonostante tutto, il club aveva deciso di non licenziarlo e anzi, ha sensibilizzato parecchio l’ambiente del Sanchez Pizjuan onde aiutare la sua causa e fargli sentire il più possibile tutta la solidarietà del Futbol Club de Sevilla.

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FONTE: Calciomercato24

Invece, dopo il suo ritorno in panchina a metà dicembre, gli scarsi risultati e un’altalena di prestazioni poco convincenti hanno portato la dirigenza a scommettere sul suo esonero, con tutti i ringraziamenti e i doveri del caso; evidentemente, al di là dell’aspetto precipuamente sportivo, il club andaluso ha voluto tagliare i ponti con una questione parecchio delicata, ovvero quella della malattia del Toto, che in ogni caso, aveva convissuto fino ad oggi fra le critiche di stampa e parte dei tifosi, tanto per i risultati quanto per un gioco non propriamente convincente. Così la società ha scelto di cambiare guida tecnica e nella ressa di nomi auto candidati o spinti da alcuni dirigenti si è scelto di puntare su Vincenzo Montella, da ormai ex allenatore del Milan individuato come uno dei profili tattici più interessanti del panorama calcistico attualmente senza panchina.

Montella-Siviglia: strade contingenti

Dopo gli ottimi risultati ottenuti grazie al triennio fiorentino e alla ancor più previa esperienza siciliana a Catania, Montella era giunto a Milano in seguito alla triste parentesi alla Sampdoria, un periodo che non era riuscito a combaciare con gli splendidi anni da giocatore in maglia blucerchiata. Il suo approdo a quella che è stata, a sua dire, la propria squadra del cuore è stata una scommessa vinta da Berlusconi, da subito convinto della bontà del precedente lavoro di Montella, ma che poi bacchetterà più e più volte durante la stagione: insomma, il solito rapporto del Cavaliere con gli allenatori. Fatto sta che a un’annata tribolata ma comunque positiva non è corrisposto un felice inizio di nuovo campionato, che dopo l’altisonante spesa estiva conben 11 nuovi acquisti, ha condotto all’esonero anticipato di Montella con il Milan fuori dalla zona Europa e tanta, tantissima delusione per i punti persi. Decisamente stressato da critiche e pressioni, Montella ha vissuto questo mese di stop per resettare tutto dopo un anno e mezzo costantemente nel mirino di stampa e tifosi di un club importante, mentre a Siviglia, nonostante il blasone della squadra, le attenzioni sul ruolo del tecnico sono in parte meno oppressive. Di fatto il club andaluso è una delle migliori formazioni in Spagna e, straordinariamente in controtendenza con il suo passato recente, attualmente il Siviglia deve giocarsi gli ottavi di Champions League contro il Manchester United, una missione tanto unica quanto rara visto che i biancorossi erano abituati alla sinfonia dell’Europa League, competizione vinta consecutivamente per tre volte sotto la gestione Emery. Con un organico di buon livello Berizzo è stato esonerato mentre la squadra – reduce da un periodo non positivo, un punto nelle ultime tre gare – è al quinto posto a -2 dal Real quarto e a -5 dal Valencia terzo: insomma, nulla di esageratamente drammatico, eppure, troppo poco per la dirigenza del club. L’occasione per Montella di recuperare punti sulle squadre di poco più avanti e portare nella prossima stagione gli andalusi di nuovo in Champions League è un’occasione particolarmente invitante. A seguirlo nella sua nuova avventura iberica ci sarà Enzo Maresca, quest’anno inizialmente sulla panchina dell’Ascoli in Serie B e dopo l’esonero di qualche settimana fa rimasto svincolato: per l’ex giocatore di Palermo e Siviglia pronto un ruolo da secondo allenatore nello stadio che lo ha visto giocare per ben quattro stagioni.

Montella e la Spagna: può funzionare

Sperare in un futuro felice è uno degli obbiettivi della nuova avventura spagnola di Montella, come già detto, alla prima esperienza estera da allenatore dopo il periodo da calciatore al Fulham, in Inghilterra.

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FONTE: Daily Mail

Con il Siviglia Montella avrebbe in rosa parecchi giocatori che conoscono il calcio italiano e in particolare lo stesso allenatore: da Banega a Kjaer passando per el Mudo Vazquez, nella rosa rojiblanca ci sono anche due vecchie conoscenze personali dell’ex tecnico del Milan, vale a dire Luis Muriel e Joaquin Correa. El Tucu ha lasciato Genova proprio dopo l’exploit in maglia blucerchiata, uno dei pochi che nel travagliato periodo di Montella al Ferraris si era messo in luce. Di fatto, l’aspetto tecnico non preoccupa l’ex Milan, dato che al Sanchez Pizjuan c’è una rosa competitiva e di ottimo livello, un organico costruito per reggere tre competizioni – non ultima la Champions League – e che è ancora in corsa su ogni versante (Liga, Champions League, Copa del Rey). Non c’è da indugiare sul fatto che a gennaio Montella potrebbe richiedere alcuni acquisti provenienti proprio dal campionato italiano, ma di base, la squadra attuale del Siviglia ha parecchi elementi con cui poter soddisfare i principi  dell’allenatore napoletano.

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Steve N’Zonzi è uno dei migliori giocatori del Siviglia. Centrocampista duttile e molto fisico, è stato cercato anche dalla Juve

Uno dei problemi del Siviglia di Berizzo era la difficoltà nel concretizzare le palle gol e trovare una corretta fluidità di gioco, e se la difesa aveva subito non pochissimi gol (22), l’attacco è stato decisamente il vero crucio del Toto: 20 reti in Liga in 17 incontri, una media di 1,71 punti per match. La mediocre qualità delle statistiche del Siviglia di Berizzo possono essere una buona base per il futuro lavoro di Montella, che anche in quanto a modulo, non dovrebbe trovare una squadra totalmente estranea ai suoi dictat tattici. Il Siviglia 2017-2018 si è raramente discostato dal 4-2-3-1 impostato da Berizzo, e al di fuori di tale schema al Sanchez Pizjuan si è visto solo il 4-3-3, modulo decisamente più congeniale alle idee di Montella.

C’è un po’ di tutto nella rosa del Siviglia, soprattutto a centrocampo, mentre in attacco, non mancano esterni veloci (un po’ alla Deulofeu, per esempio Nolito) e tecnici (Sanabria o lo stesso Correa); c’è da vedere cosa deciderà di fare Montella con la gran quantità di trequartisti presenti in rosa, visto che nella sua carriera di allenatore non è sempre sembrato troppo dedito alla cura di quel ruolo: Vazquez, Ganso ma anche Banega, il Siviglia ha una grande abbondanza in quel ruolo, e magari, onde ottimizzare la qualità tecnica di quei giocatori, qualcuno potrebbe essere dirottato verso altre zone del campo.

Tuttavia solo nell’ultimo periodo fiorentino l’Aereoplanino ha scelto più volte la soluzione dell’uomo dietro le punte facendolo, più che altro, in situazioni di adattamento alle squadre avversarie. Non c’è una grande abbondanza di punte centrali, ma sia Muriel che Ben Yedder sono dei centravanti molto apprezzati da Montella, che a differenza di Bacca possono giocare meglio spalle alla porta e soprattutto lontano da essa, partecipando cospicuamente alla fase di manovra.

In generale il Siviglia è una squadra che per tradizione ha sempre provato a giocare a calcio palla a terra e il suo pubblico è abituato a vedere giocatori capaci di tenere testa alle grandi squadre. Un po’ come il suo milieu italiano, Montella si ritrova in un club di medio alto livello con ottimi giocatori e buone premesse, che dopo un inizio di stagione fallimentare possono concretizzare le chance di rivalsa dell’ex allenatore rossonero. Questa esperienza sarà un successo? Difficile dirle sin da ora, ma tutti, in fin dei conti, hanno sempre considerato il calcio di Montella un po’ spagnolo.

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