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Mamadou Tounkara Lazio
Fonte foto: Account Instagram Tounkara @tounka71ra

La vita umana non è altro che un gioco della Follia, diceva Erasmo da Rotterdam nel suo “Elogio della Follia”. Questa frase sembra essere perfetta per descrivere la carriera di Mamadou Tounkara, uno dei tanti talenti che rischia di perdersi per i suoi limiti caratteriali e la sua stravaganza. L’attaccante della Lazio ne ha combinato un’altra delle sue. Il 21enne spagnolo è stato tra i protagonisti del derby Primavera giocatosi il 23 dicembre, e non solo per aver realizzato i due gol che hanno permesso ai biancocelesti di acciuffare il 2-2. Infatti il classe 1996 è stato espulso per aver colpito, a palla lontana, con un calcio un avversario. Questo gli è costato un mese di squalifica.

TOUNKARA, DAL PUGNO AGLI INSULTI SOCIAL

Non è la prima volta che Tounkara sale alla ribalta per episodi di questo tipo. Come dimenticare infatti il pugno rifilato a un tifoso, reo di aver avuto qualcosa da ridire a l’allora capitano della Lazio Lucas Biglia, durante Lazio-Chievo. Un gesto che ha portato alla comminazione del Daspo, ossia il divieto di partecipare alle manifestazione sportive. Non certo un qualcosa di cui vantarsi per un calciatore. E tra l’altro la mini rissa non è stata ben digerita dalla parte più calda del tifo biancoceleste, come dimostrato da uno striscione apparso qualche giorno dopo in quel di  Formello: “Keita-Tounkara, abbassate la cresta o ve la tagliamo noi”. Parole a dir poco eloquenti. Ma il 21enne scuola Barcellona fa parlare di sé anche sui social, dove è molto attivo. Non è certo passato inosservato un poco elegante insulto all’ex capitano della Roma Francesco Totti, definito pezzo di m… per una spinta a Felipe Anderson. Solo strascichi da derby? Forse, ma di certo Tounkara fa notizia più fuori che dentro al campo.

TOUNKARA, QUANTE ATTESE DELUSE

Eppure il suo arrivo a Formello era stato accolto con tanto ottimismo. Doveva essere lui. insieme all’ex figliol prodigo Keita il futuro della Lazio. Un addio al Barcellona, a causa di alcuni infortuni e della sua indisciplina, che lo rendevano poco gradito a Guardiola: erano queste le credenziali, che lo rendevano un’autentica scommessa. A far da contorno però un talento puro e cristallino, accompagnato da un carattere a dir poco difficile da gestire. Alto 1,84, forte fisicamente, ma allo stesso tempo agile e veloce, Tounkara si mette in mostra nella Lazio Primavera, con cui conquista un campionato, una Coppa Italia e una Supercoppa. E allora ecco che, nell’estate del 2013, l’allora allenatore dei capitolini Vladimir Petkovic lo vuole fortemente con sé al ritiro ad Auronzo di Cadore. L’esordio tra i grandi arriva il 18 maggio del 2014, in Lazio-Bologna. In prima squadra però lo spazio è poco e allora ecco che inizia la girandola di prestiti, tra Crotone e Salernitana. L’esplosione però non arriva e il ritorno alla base è cosa inevitabile. Il resto è storia recente, compresi i 4 minuti in Pescara-Lazio della passata stagione. Un continuo elogio alla follia, ben distante però da quello letterario di Erasmo da Rotterdam.

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