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Roberto Inglese
Roberto Inglese - FOTO: pagina Facebook ufficiale Chievo Verona

Quando si parla di calciomercato, si sa, nulla è come sembra. Accordi già raggiunti possono essere disattesi, messi in dubbio da desideri non corrisposti, volontà differenti rispetto a ciò che si immaginava. Le resistenze (neanche troppo velate) di Roberto Inglese circa la possibilità di trasferirsi al Napoli già durante questa sessione di mercato invernale, collimano con quelle del club azzurro che pare intenzionato a virare su un altro profilo e attendere il recupero di Milik, atteso a giorni da un importante controllo medico in grado di stabilire il momento in cui potrà tornare a disposizione di Maurizio Sarri. A spaventare l’attuale attaccante del Chievo Verona, non è tanto il fatto di misurarsi con una realtà totalmente agli antipodi rispetto a quella gialloblù, quanto semmai il timore di non essere all’altezza di una squadra come il Napoli, cresciuta esponenzialmente in questi ultimi anni fino a divenire la principale antagonista della Juventus.

Inglese dice “no” tra dubbi, timori e un precedente che fa paura

“Nel Napoli non so se sarò all’altezza, non mi vergogno a dirlo.” Parole forti e dense di significato quelle del cannoniere del Chievo Verona, 7 gol all’attivo in questo campionato, promesso sposo del Napoli che l’aveva acquistato l’estate scorsa lasciandolo ancora per una stagione in Veneto. Dubbi inaspettati per un giocatore che dovrebbe essere entusiasta di approdare in una big e invece riflette attentamente sulla scelta che si appresta a fare, pensando che probabilmente restare fino al termine della stagione agli ordini di Maran possa essere la soluzione migliore prima di tuffarsi nella nuova avventura partenopea. Nessuno ne parla, ma è evidente che nella mente dei calciatori che vengono accostati al Napoli prevale il ricordo della disastrosa esperienza in azzurro vissuta da Pavoletti durante la seconda metà della scorsa stagione (10 presenze complessive senza segnare nemmeno un gol). Facile intuire come anche per lo stesso Inglese entrare nei meccanismi del gioco di Sarri a stagione in corso possa nascondere qualche insidia di troppo, senza contare che all’ombra del Vesuvio avrebbe comunque davanti a sé gli inamovibili Insigne, Mertens e Callejon. La retromarcia di Inglese, complice anche il recupero record che sembra poter dare a Milik la speranza di rientrare in gruppo molto prima del previsto, ha fatto sì che il ds Giuntoli spostasse le sue attenzioni su Verdi, elemento in grado di garantire un ricambio all’altezza agli esterni d’attacco, indispensabili per il tecnico toscano.

La macchina perfetta

Un anno fa di questi tempi, dopo il primo infortunio occorso all’attaccante polacco, l’acquisto di Pavoletti sembrava poter essere il giusto rinforzo nel ruolo di punta centrale. Dopo aver “bruciato” Gabbiadini, evidentemente non adatto a svolgere i compiti richiesti, l’intuizione di schierare Mertens al centro del tridente aveva già prodotto risultati insperati; nonostante tutto il Napoli scelse di investire in modo significativo nell’acquisto di un altro attaccante, sottovalutando i rischi che una scelta simile poteva nascondere. Forte dell’esempio fornito, è chiaro come decidere di anticipare l’arrivo di Inglese potesse rappresentare la scelta più logica per ovviare al secondo grave infortunio di Milik, eppure quella che sembrava essere una formalità si è pian piano tramutata in un nulla di fatto. Nemmeno il Chievo è al momento più tanto convinto di lasciar partire a cuor leggero uno dei suoi uomini migliori, nonostante una posizione di classifica apparentemente tranquilla, ma è la ferma volontà del giocatore ad aver cambiato le carte in tavola. Il Napoli di Maurizio Sarri è una macchina talmente perfetta da incutere timore nell’animo di chi ha la grande opportunità di salirci a bordo. Per meritarsela fino in fondo occorrono voglia e predisposizione, umiltà e flessibilità. Un discorso ad ampio raggio che riguarda anche Verdi, indicato dal tecnico azzurro come la prima scelta assoluta. Approfittando della sosta, l’esterno del Bologna sta riflettendo attentamente sull’eventualità di cimentarsi a stagione in corso con la prima grande occasione della sua carriera, tentato dal restare in Emilia fino al termine del campionato e rinviare a giugno il matrimonio annunciato. Nel frattempo il Napoli – bello e impossibile – attende l’evolversi del mercato, sempre più tentato dal restare così com’è per provare a strappare alla Juventus il trono di campione d’Italia.