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Sono ormai passati 12 anni dall’ultima vittoria in Coppa del Mondo dell’Italia: nel 2006, infatti, la nostra Nazionale guidata da Marcello Lippi sconfisse la Francia nella finale di Berlino, conquistando il suo quarto titolo Mondiale. Da allora in poi solo delusioni per la nostra selezione: nel 2010 e nel 2014 fuori ai gironi, mentre quest’anno l’Italia guarderà soltanto da spettatrice i Mondiali di Russia in tv. Per tornare a fasti più intriganti, abbiamo deciso di “scovare”, uno per uno, i protagonisti di quella gloriosa estate: cosa fanno? Dove sono? Giocano ancora o si dilettano in altro? Le risposte sono disparate, alcune assolutamente sorprendenti. Una cosa è certa: non dimenticheremo mai questi 23 calciatori che, a modo loro, sono riusciti a riscrivere la Storia.

Ecco cosa fanno i Campioni del Mondo 2006 dell’Italia

Iniziamo, ovviamente, dai portieri. Incredibilmente Gigi Buffon gioca ancora: tra i tre convocati per quel Mondiale è l’unico in attività. Attualmente è fermo ai box per un problema fisico e Szczesny lo sta sostituendo momentaneamente come portiere della Juventus, in attesa di farlo permanentemente dall’anno prossimo: Buffon infatti ha annunciato che questo sarà il suo ultimo anno, dopodiché si ritirerà. Purtroppo per lui non potrà prendere parte all’ultimo Mondiale della carriera e chiuderà la sua avventura calcistica senza vincere l’Europeo, sfiorato in un paio di occasioni. Un sogno però può restare ancora vivo: la Champions League con i bianconeri. Il secondo portiere di quella spedizione era Marco Amelia: il romano sembra essersi ormai ritirato dopo l’ultima esperienza al Vicenza e attualmente occupa il ruolo di commentatore tecnico per la Rai. Lo abbiamo potuto ascoltare, ad esempio, nella recente partita di Coppa Italia Napoli-Atalanta. Infine, Angelo Peruzzi: ritiratosi un paio di anni dopo la vittoria con l’Italia, ha occupato ruoli dirigenziali in Nazionale. Adesso però svolge il ruolo di club manager per uno dei club con cui ha vissuto grandi avventure in carriera, la Lazio.

Vecchietti arrembanti

Un paio di difensori che parteciparono alla spedizione tedesca giocano ancora. In primis ricordiamo Andrea Barzagli, che dovrebbe essersi ritirato dalla Nazionale ma che continua a giocare (e anche bene) con la maglia della Juventus. Anche Cristian Zaccardo è però ancora attivo: dopo essere balzato agli onori della cronaca per essersi proposto all’Inter e aver messo un annuncio su Linkedin, l’ex Palermo e Milan ha trovato spazio nell’Hamrun Spartans, club del campionato maltese. Tutti gli altri difensori hanno scelto la strada del divenire allenatori. Il capitano Fabio Cannavaro allena il Guanghzou Evergrande, in Cina, Fabio Grosso invece sta cercando di portare il Bari in Serie A dopo tanti anni di progetti interessanti ma fallimentari per il club. Alessandro Nesta ha allenato per un paio di anni il Miami FC, anche se attualmente è senza panchina nonostante fosse stato opzionato per guidare il Crotone dopo l’esonero di Nicola, mentre Gianluca Zambrotta – dopo aver guidato Chiasso e Dehli Dynamos – attualmente fa l’assistente di Fabio Capello al Jiangsu Suning. Infine, Marco Materazzi ha allenato per tre stagioni (vincendo anche il campionato) gli indiani del Chennaiyin mentre invece Massimo Oddo sta dimostrando tutto il suo valore da quando ha preso in mano le redini dell’Udinese, con risultati oltre ogni immaginazione.

Donnarumma Gattuso
Donnarumma abbraccia Gattuso dopo Milan-Bologna – FOTO: AC Milan

Capitan presente e un Ringhio in panchina

Tra i centrocampisti l’unico ancora in attività è Daniele De Rossi che, dopo il ritiro di Totti, finalmente ha ereditato la fascia di capitano della sua amata Roma. Gennaro Gattuso invece, dopo aver avuto esperienze agrodolci in altre piazze, ha praticamente raggiunto il suo sogno da allenatore: lavorare per il Milan. Starà a Ringhio – almeno per ora – provare a riportare il club rossonero in alto dopo l’esonero di Montella. Andrea Pirlo si è recentemente ritirato dopo una carriera più che luminosa, conclusa nella MLS. L’oriundo Camoranesi sta invece lavorando per perfezionarsi, sempre come allenatore: dopo qualche piccola avventura davvero dimenticabile con Coras de Tepic, Tigre e Cafetaleros de Tapachula, l’ex esterno di Verona e Juventus ha studiato a Coverciano per ottenere la licenza UEFA B/UEFA A. Potremmo quindi vederlo presto in qualche panchina italiana minore come primo allenatore o in Serie B ed A come assistente. Simone Barone, l’uomo a cui fu negato un gol già fatto contro la Repubblica Ceca dal killer instinct di Inzaghi, attualmente allena la selezione Under 16 della Juventus. La “pecora nera” del gruppo azzurro è invece l’altro Simone, Perrotta: parliamo dell’unico ex calciatore che ha scelto di proseguire la sua vita lontano dal mondo del calcio, anche se negli anni scorsi è stato anche nel Consiglio Federale della FIGC ed ha lavorato come opinionista in Italia e in Svizzera.

Suonare ancora il violino

Alberto Gilardino è l’unico “superstite” dell’attacco dell’Italia 2006: attualmente gioca in Serie B, nello Spezia. Gli altri attaccanti si sono tutti ritirati: Francesco Totti lo ha fatto l’anno scorso e adesso occupa un ruolo dirigenziale sempre nella sua Roma. Alessandro Del Piero è un ex calciatore dal 2015 e adesso fa l’opinionista per Sky Sport mentre Luca Toni dopo il ritiro ha avuto una breve esperienza dirigenziale con il Verona, per poi rassegnare le dimissioni e fare l’opinionista su TV8 per le gare di Europa League. Filippo Inzaghi ha allenato la Primavera e la prima squadra del Milan e, nel secondo caso, le cose non sono andate benissimo. Adesso sta puntando alla promozione con il suo Venezia in Serie B, dopo aver messo a segno un double in Serie C nell’annata precedente. Infine, il più “disastrato” di tutti i calciatori dell’Italia in quel Mondiale sembra essere Vincenzo Iaquinta: dopo il ritiro e il patentino da allenatore ottenuto l’ex attaccante, autore del gol del 2-0 contro il Ghana nella fase a gironi, ha dovuto smentire una sua presunta infatuazione per la droga. Recentemente però è andato sotto processo per detenzione abusiva di armi da fuoco, nell’ambito di un procedimento che vede accusato il padre di avere rapporti con la ‘ndrangheta.