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fonte foto: www.atalanta.it

Da sempre l’Atalanta è stata in grado di sfornare talenti già pronti per il calcio che conta, come i recentissimi casi di Caldara acquistato già dalla Juventus, Gagliardini poi trasferitosi nello scorso gennaio all’Inter e Kessie e Conti passati in estate al Milan.  L’attenzione per il settore giovanile da parte della società bergamasca continua ad assumere un valore di primaria importanza con investimenti annuali sostanziali pari a circa sei milioni di euro come svelato in una recente intervista a Luca Percassi, figlio del presidente Antonio, ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”: “Noi non portiamo a casa utili ma investiamo ogni anno. E i risultati del settore giovanile non arrivano per caso: Gasperini ha fatto maturare velocemente i frutti del grande lavoro di scouting di Sartori e Costanzi. Ogni anno 6 milioni vengono destinati ai giovani e alle strutture che verranno ampliate: finora abbiamo speso quasi 50 milioni”.  E i risultati si vedono anno dopo anno. La Primavera dell’Atalanta, capolista ed allenata da Massimo Brambilla, sta dimostrando di essere un vero e proprio rullo compressore collezionando nelle prime quindici partite di campionato 10 vittorie, 3 pareggi e soltanto due sconfitte. Gran parte del merito va indubbiamente alla stella dell’attacco bergamasco, Musa Barrow, autore già di 19 reti condite da cinque assist.

Atalanta, conosciamo meglio Musa Barrow

Attaccante gambiano, classe 1998, Barrow è diventato in poco tempo il nuovo gioiello dell’Atalanta. Per lui l’inizio di stagione è stato fenomenale con un poker rifilato alla Roma a Trigoria e con una doppietta messa a segno ieri contro la Juventus. Inoltre, il giovane centravanti, che si allena quasi sempre agli ordini di Gasperini, è stato convocato in Coppa Italia con i più grandi. Nella sua giovanissima carriera Barrow non inizia a giocare da attaccante come ha svelato in un’intervista ai microfoni di “alfredopedulla.it” il suo scopritore, Gigi Sorrentino, avvocato che viaggia spesso in Africa: “In una delle mie missione africane ero convinto di aver individuato il nuovo Kakà. Evidentemente mi sbagliavo perché con l’Atalanta spadroneggia da punta centrale nel 4-3-3. E vi racconto un episodio divertente di qualche tempo fa: mi telefona l’ex Albinoleffe Poloni e si complimenta con me per aver preso un attaccante così forte. Gli spiego che Barrow è soprattutto un trequartista, convinto che lui avesse sbagliato durante la partita che stava guardando dal vivo. Invece mi richiama e mi dice “guarda che è il tuo, non gioca da trequartista”. Gli avevano cambiato ruolo, ma il rendimento era sempre altissimo. Pensavo di aver scoperto il nuovo Kakà, ora è primattore del 4-3-3. È tutto destro, ma se la cava col sinistro: se guardate i quattro gol alla Roma scoprite un repertorio straordinario. Un addetto ai lavori, non chiedetemi il nome che è top secret, mi sta facendo ponti d’oro per avere il mandato visto che chiaramente tutti si stanno accorgendo di Musa. Non sono geloso, ma vado avanti per la mia strada e mi affido ai suoi ulteriori margini di miglioramento. È legatissimo alla mamma visto che ha perso il papà, ci abbiamo messo ben due anni per avere il visto dall’ambasciata. E quando posso, corro a Bergamo per mangiare messicano, come piace a lui…”.

Veloce, rapido, Barrow è un’autentica spina nel fianco per le difese avversarie, come si nota soprattutto nell’azione del secondo gol dell’Atalanta contro la Juventus nella sfida di ieri pomeriggio. Il gambiano sfugge a Vogliacco, capitano dei bianconeri, e s’invola verso la porta difesa da Loria.

Per lui a fine partita sono arrivati anche i complimenti dell’allenatore della Primavera della Juventus, Alessandro Dal Canto: “Barrow è uno dei tanti fuoriquota che ci sono a questo livello, ne abbiamo anche noi. Ma l’Atalanta ne ha trovato uno forte che sposta gli equilibri. Per me è pronto per giocare fra i grandi. È una punta che segna tantissimo e per questo incide parecchio. Nel salto alle prime squadre, tra i professionisti, per un giocatore in uscita dal vivaio il gradino che manca è l’adeguamento a una competizione in cui è fondamentale l’approccio alle singole partite. Con la recentissima riforma dei campionati Primavera adesso ci sono anche le retrocessioni, quindi si gioca per obiettivi ed è stato fatto un passo in avanti. Per impattare le gare in una serie B, per dire, bisogna tener conto che se i risultati mancano dietro l’angolo ci sono le contestazioni e magari il cambio della guardia in panchina. Tutti ingredienti che nell’Under 19 non ci sono e a cui il giovane deve abituarsi”. (calcioatalanta.it)

 

In area di rigore Barrow è, poi, letteralmente micidiale, ma l’attaccante dell’Atalanta è molto bravo anche ad aiutare la squadra giocando da sponda per i compagni.

Ora il sogno dell’attaccante gambiano è quello di esordire in Prima Squadra come lui stesso ieri ha svelato ai microfoni del sito ufficiale dell’Atalanta: “La squadra gioca molto bene e non molla mai. Ora sono a 19 gol, ma il mio obiettivo è quello di arrivare a 30/35 reti, anche per avere una chance con i ‘grandi’. Il presidente è molto contento, lo sono anch’io”. Gian Piero Gasperini, sempre molto attento alle dinamiche dei giovani della Primavera, potrebbe dargli a breve una chance in Serie A anche come conseguenza della finestra di calciomercato. L’Atalanta ha a disposizione tre punte: Petagna, Cornelius e Vido. Quest’ultimo, classe ’97 arrivato in estate dal Milan, ha collezionato quattro presenze in stagione e forte non è ritenuto pronto per affrontare il campionato di Serie A. Un possibile trasferimento in prestito, aprirebbe le porte della prima squadra a Musa Barrow come terzo attaccante della rosa. Una pedina che a partita in corso potrebbe far saltare il banco.