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Il calciomercato di gennaio è iniziato da pochissimo ma abbiamo già potuto assistere a vari colpi davvero costosi. I più importanti sono sicuramente quelli di Coutinho e Van Dijk, che si sono spostati a peso d’oro verso Barcellona e Liverpool. Per la maggior parte degli appassionati stiamo parlando di giocatori validi ma strapagati, in un calcio dai valori economici sempre più esagerati che aveva iniziato con questa tendenza sin dall’affare Higuain, passando poi per Neymar e Dembélé. La causa reale di come sia potuta avvenire questa costosa rivoluzione è molto difficile da individuare ma il giornalista Paolo Condò ha provato a farlo in un articolo per La Gazzetta Dello Sport, analizzando la situazione in maniera molto dettagliata.

Condò sull’influenza del Qatar nelle supervalutazioni dei calciatori

“Il Barcellona ha investito in agosto 105 milioni su Dembélé del Borussia Dortmund e, cronaca di questi giorni, la bellezza di 160 su Coutinho del Liverpool. Forti del mega incasso in arrivo, i Reds a loro volta avevano già girato 85 milioni al Southampton per il difensore Van Dijk”, osserva l’opinionista di Sky. Secondo il suo parere, il denaro utilizzato per queste operazioni sarebbe ‘dopato’, poiché frutto di una valutazione errata da parte del Barcellona, che si sentiva sicuro con la clausola rescissoria, senza però aver fatto i conti con i soldi provenienti dal Qatar del PSG. “Il doping cui facciamo riferimento è quello dell’ipervalutazione. Neymar è costato tanto perché il PSG ha pagato la sua clausola di rescissione, una cifra che il Barcellona – ovviamente sbagliando – valutava sinonimo di incedibilità”. Fondamentalmente, Condò sostiene che l’operazione Neymar abbia in qualche maniera ‘corrotto’ quelle successive e finirà per fare lo stesso anche per operazioni di mercato future. Neymar al PSG ha di fatto dato il via ad un effetto domino, che avrà conseguenza pesantissime sia per quanto riguarda la valutazione dei calciatori che l’esborso di grandi somme di denaro da parte dei club più potenti del mondo. Per chiarire meglio la situazione Condò porta all’attenzione di tutti un altro esempio: “Stesso discorso è stato quello di Mbappé, con il Monaco che per favorire il PSG ha accettato di cedergli Mbappé in prestito, ma col prezzo già fissato a 180 milioni. Cosa succederà d’ora in poi nelle trattative esterne a quel giro? Se i 160 milioni per Coutinho venissero presi a riferimento, ogni clausola applicata al mercato italiano diventerebbe bassa (i 110 milioni per Icardi) se non addirittura ridicola (i 28 per Mertens)”. La sostanza riguarda proprio i soldi qatarioti: il fair play finanziario sembra decisamente troppo depotenziato per affrontare le superpotenze arabe, che possono permettersi (e potranno farlo in futuro) di spendere cifre assurde per falsare il mercato. Un’analisi attenta e certamente condivisibile, nei confronti di un modus operandi che cambierà per sempre il calciomercato.