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Il calcio di punizione di Kolarov - FONTE Twitter @ASRoma

Tre sconfitte ed un pareggio, questo il bilancio della Roma prima della tempestiva sosta di gennaio. Un periodo no per la squadra di Di Francesco, il classico colpo psicologico avuto dopo l’ennesimo scontro diretto perso contro la Juventus. Eppure i giallorossi credevano nello scudetto, come dichiarato dallo stesso allenatore ai primi di dicembre, ma dopo non aver superato la prova del nove, proprio Di Francesco ha ammesso che la squadra non è ancora pronta per un obiettivo del genere. Un’ammissione giusta e quanto mai opportuna, per ripartire più carichi, consci del fatto che la Roma deve continuare l’avventura in Champions League e puntare ad un obiettivo più credibile (un onorevole terzo posto). Serviva un salto di qualità, una prova collettiva di maturità che non è arrivata anche a causa di cali fisici naturali e problemi di spogliatoio con Nainggolan protagonista. L’episodio del centrocampista belga ha minato la tranquillità di un ambiente già elettrico e forse ha contribuito alla sconfitta contro l’Atalanta, ultimo capitolo prima della sosta, ma la squadra aveva già mostrato di essere in debito d’ossigeno contro Sassuolo e Torino.

Kolarov, pedina fondamentale e uomo spogliatoio

Il giorno dopo il ko dell’Olimpico sono state tante le indiscrezioni riportate dai media. Tra queste anche uno sfogo concitato di Aleksandar Kolarov, divenuto immediatamente leader dello spogliatoio: “Io sto qui a farmi il c**o, avete rotto, vaglielo a dire a quello che quando sbaglia neppure chiede scusa”. Parole pronunciate tra il primo ed il secondo tempo ed a quanto pare indirizzate a Florenzi. Episodio che sottolinea ancora di più l’importanza assunta da Kolarov come uomo spogliatoio rispettato da tutti e come colonna in campo della Roma, un capitano senza fascia. Arrivato tra lo scetticismo e le critiche dei tifosi per il suo trascorso con la maglia della Lazio, l’ex terzino del Manchester City ha subito catturato l’attenzione e si è imposto per la personalità mostrata e le prestazioni in campo. 24 presenze, 3 gol ed otto assist a certificare una condizione fisica e psicologica superiore rispetto ai compagni di squadra. Una manna per chi lo ha acquistato al Fantacalcio, ma soprattutto il miglior acquisto di Monchi nella sua prima sessione di calciomercato come direttore sportivo della Roma.

Kolarov e tutti i primati in campionato

La strapotenza di Kolarov si evince anche nelle classifiche provvisorie stilate durante questa sosta. Dopo 20 partite, il terzino è primo tra i difensori per tiri (41), per occasioni create (48), per cross fatti (149), per passaggi in attacco (401) e per dribbling riusciti (36). Una vera spina nel fianco sulla sinistra, una sorta di regista che imposta ed è decisivo per la manovra offensiva della Roma. Senza dimenticare le sue doti sulle palle inattive, fondamentali per sbloccare partite bloccate ed insidiose. Alla prima giornata di campionato una sua punizione permise alla Roma di battere proprio quell’Atalanta che il 6 gennaio si è presa la meritata rivincita all’Olimpico. Una seconda giovinezza romana che Kolarov non vuole sciupare: “Come ho dato il 100% alla Lazio ed al Manchester City, lo farò anche qui”. Queste le sue parole pronunciate appena arrivato a Roma, promesse mantenute da vero professionista. Al rientro dalla sosta ci sarà subito lo scontro diretto in chiave Champions con l’Inter e Di Francesco ripartirà ancora una volta proprio dallo zar, carico e voglioso di dimostrare ancora una volta, a 32 anni, di essere tra i migliori terzini sinistri in circolazione.