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FONTE: Daily Express

Qualcuno ce l’ha fatta. Pep Guardiola ed il suo Manchester City hanno assaggiato il sapore amaro della prima sconfitta in Premier League. Autore dell’impresa un allenatore che nei confronti del catalano ha un rapporto particolare: Jurgen Klopp. Il tedesco è l’allenatore che per più volte in carriera è riuscito a sconfiggere quel gigante della panchina che è Guardiola. In dodici confronti contro l’allenatore catalano, Klopp ha conquistato sei successi diventando la bestia nera del tecnico del Manchester City e confermandosi primatista in questa speciale classifica precedendo Mourinho (4) e Wenger (3).

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FONTE: The Caverage

Klopp ce l’ha fatta … ma che fatica !

Il Liverpool è una squadra pazza, pienamente in linea con l’involucro figurativo creato in quasi tre anni da Klopp, giunto a dicembre 2015 sulla panchina di Anfield. Stasera lo spregiudicato e non-stop pressing di attaccanti e centrocampisti, unito alla spettacolare capacità tecnica di giocatori definitivamente consacrati come top player, hanno regalato agli spettatori di Liverpool-Manchester City la migliore prestazione in termini di cattiveria agonistica dei Reds in stagione. Come l’anno scorso, la squadra di Klopp riesce a decodificare il fitto sistema di passaggi della squadra di Guardiola, che si scioglie nel secondo tempo quando prende tre gol nel giro di nove minuti: Firmino, Manè e Salah avevano messo definitivamente fine alla partita, eppure il Manchester City ha avuto la forza di segnare due gol facendo scomodare l’ugola di Klopp in panchina, fino a quel momento pronta solo per urlare al fischio finale.

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FONTE: Hindustan Times

Di fatto il Liverpool ha rischiato di pareggiare una partita giocata con l’atteggiamento più corretto da utilizzare contro la squadra che per statistiche e per giudizi in questo momento è la migliore del mondo. Gli ospiti lo hanno dimostrato segnando tre gol in una delle loro peggiori prestazioni della stagione, la cui unica sconfitta era arrivata a dicembre in trasferta con lo Shakthar ma che già da alcune partite (il 2-1 allo scadere contro il Southampton, il 2-1 in rimonta contro il Bristol in EFL e nello 0-0 contro il Palace) aveva mostrato un principio di stanchezza e mancanza di lucidità nella manovra.

Il ritorno del gegenpressing 

Nel match di stasera il City è stato abilmente condotto all’errore dall’elemento che maggiormente ha contribuito a rendere celebre Klopp fin dai tempi del Mainz. Il gegenpressing voluto dall’allenatore tedesco è stata un’arma letale nei confronti dell’avversario, che per la prima volta ha trovato una squadra che ha aggredito alto e ha rinunciato ad un’attesa ostinata dietro la linea del pallone. La fisicità di Can, la velocità di Manè e Salah hanno tartassato dal primo all’ultimo minuto la mediana e la la coppia di centrali del City, che come testimonia il secondo e il terzo gol, ha sofferto tremendamente il fiato sul collo degli uomini di Klopp. In più, il Liverpool ha saputo ottimizzare al meglio occasioni d’oro, che raramente il Manchester City permette agli avversari. Il gol del Bristol con Robins è stato figlio di una situazione simile a quella cercata e ottenuta da Klopp, ovvero, pressare il portatore di palla tecnicamente più in difficoltà (in quell’occasione Mangala). Guardiola aveva schierato la miglior formazione e l’allenatore tedesco ha dovuto imporre un attacco progressivo a tutti i portatori di palla, come ha testimoniato la generosa rincorsa al pallone di Robertson a un quarto d’ora dalla fine.

Il gol di Gundogan ha ulteriormente testimoniato come l’acquisto di Virgil Van Dijk sia stato essenziale: la coppia Lovren-Matip, seppur strutturato su due buone individualità, nel complesso commette errori imperdonabili, appunto come quelle del terzo gol del City. Evidentemente Klopp stava aspettando l’innesto del centrale olandese proprio per sostituire il troppo carente difensore croato, già nella partita contro il Tottenham in palese difficoltà contro avversari di livello. Tuttavia la vittoria dei Reds ha avuto origine anche grazie al particolare stato di grazia di alcuni calciatori come Wijnaldum o Firmino, che sono scesi a “sporcarsi le mani” e ad unirsi al pressing coattivo; il centrocampista olandese ha raggiunto una maturazione che molti si aspettavano completa già da qualche mese, e finalmente quel momento di estrema competenza sembra essere giunto. Per non parlare di Emre Can, in pieno stile Liverpool nonostante sia quasi scontato il suo prossimo passaggio alla Juventus. Il centrocampista turco ha messo in campo tutte le sue qualità da battaglia ponendosi come schermo tra la difesa e il centrocampo: il suo lavoro di interdizione lo ha esaltato nella doppia azione di recupero palla e scarico, la sua migliore qualità insieme alla prestanza fisica.

emre can
FONTE: The Sun

Klopp ha battuto con merito Guardiola in una sfida ideologica giocata su livelli tecnico-atletici esponenziali. La filosofia tutta corsa e sovrapposizione del tedesco ha avuto la meglio sulla scientifica qualità del palleggio del catalano e messo fine all’imbattibilità in terra inglese del City. Il Liverpool continua nei suoi progressi in termini di risultato raggiungendo la quinta vittoria consecutiva e piazzandosi al terzo posto dietro al Manchester United. Il City, dal canto suo, sente questa sconfitta più come qualcosa di personale, di interiore, di idealistico. Klopp ha messo a nudo i difetti di una squadra che fino ad oggi sembrava perfetta. Tuttavia il primo posto solitario a +15 è una certezza che poche ideologie potranno sovvertire, ma almeno per una sera, dopo l’uno a zero della scorsa stagione, il Liverpool e Klopp hanno avuto la meglio sul sistema calcio di Guardiola, il miglior allenatore del mondo.

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