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Vieira
Vieira con il trofeo della Premier League - FOTO: Twitter

La situazione dell’Arsenal quest’anno sta diventando sempre più tesa: i Gunners sono reduci da una sconfitta incredibile in casa del Bournemouth e la Champions League è sempre più lontana data la classifica. L’unico obiettivo concreto rimasto alla squadra di Wenger è l’Europa League ma la fiducia dei tifosi nei confronti del club sta pian piano scemando. In questo momento la squadra londinese si trova addirittura al sesto posto, a ben 5 punti di ritardo dal quinto occupato dal Tottenham: sicuramente non un risultato incoraggiante per la squadra, che per il secondo anno consecutivo potrebbe non prendere parte alla Champions e rischia persino di restare fuori dalla prossima Europa League. Uno dei maggiori problemi per Wenger resta il centrocampo, un reparto che negli anni ha visto alternarsi vari calciatori, tutti con l’obiettivo di sostituire un titano che aveva dominato per anni la mediana: il francese Patrick Vieira. Ebbene, tra scommesse perse e giocatori non all’altezza, quasi nessuno è stato in grado di raccoglierne l’eredità.

L’Arsenal ha bisogno di trovare un nuovo Vieira

L’argomento, introdotto recentemente in Inghilterra dal Dailymail, resta molto serio. Dapprima l’Arsenal di Wenger lottava per il titolo, poi si è dovuto accontentare negli anni di un piazzamento entro le prime quattro posizioni mentre ora, addirittura, il rendimento della squadra è persino sceso. Per molti l’Arsenal di quest’anno è uno dei peggiori di sempre e la colpa viene data alla società proprio per non aver sostituito nel lungo termine un giocatore così fondamentale come Vieira dopo la sua partenza per andare a giocare nella Juventus, nel 2005. Eppure, molti calciatori si sono alternati nel centrocampo dei Gunners per far dimenticare il possente e roccioso mediano transalpino. In primis citazione doverosa per Gilberto Silva, brasiliano che ha giocato nell’Arsenal per 6 anni fornendo buone prestazioni e vincendo anche qualche titolo. Il suo ricordo, nonostante tutto, è positivo mentre non si può dire lo stesso dello sfortunato Abou Diaby, che in 9 anni con il club ha subito infortuni di ogni genere che hanno di fatto annullato l’apporto dei 19 gol segnati e delle 180 gare giocate. Prima di perdersi nel Barcellona, invece, Alex Song aveva fatto abbastanza bene con l’Arsenal: 215 partite in 6 stagioni e 10 gol, per almeno un paio di anni Song si era riscoperto fondamentale nel gioco di Wenger ma l’offerta blaugrana è stata evidentemente considerata impossibile da rifiutare. Denilson invece, nonostante 153 presenze e 11 reti, fu una sorta di oggetto misterioso: Wenger lo descrisse come una via di mezzo tra Rosicky e Gilberto ma il calciatore – che fu prelevato giovanissimo nel 2006 – non ha mai saputo reggere i paragoni.

Chelsea-Arsenal Ramsey
Ramsey si dispera dopo il palo – FOTO: account ufficiale Twitter Premier League

Delusioni francesi

Altro fallimento fu quello di Lassana Diarra: nazionale francese come Vieira ma sicuramente non al suo livello tecnico e tattico, giocò soltanto una stagione nell’Arsenal per poi essere ceduto dopo 13 presenze incolori. Uno dei giocatori che ci sta davvero provando è invece Aaron Ramsey, che sicuramente in fatto di gol e assist sta mettendo in scena grandi numeri: all’Arsenal dal 2008, ha segnato addirittura 50 gol ed è certamente uno dei giocatori più importanti attualmente per l’allenatore. Come Ramsey anche Mikel Arteta è stato in grado, fino alla sua permanenza, di dare qualità e ordine a centrocampo: 149 partite e 16 gol per lui, con due trionfi in FA Cup nel 2014 e nel 2015. Nonostante l’assenza molto lunga anche Santi Cazorla può dire di non aver fallito (almeno parzialmente) il suo compito nel centrocampo dei Gunners: lo spagnolo, che però rispetto a Vieira occupa una porzione di campo nettamente più offensiva, in 180 partite ha siglato 29 segnature. Tutto sommato bene anche Jack Wilshere che, nonostante i tanti infortuni e un rendimento piuttosto discontinuo, nel corso dei suoi anni all’Arsenal ha garantito una buonissima percentuale di giocate decisive. Può fare ancora meglio: si tratta pur sempre di un ragazzo di 26 anni, quindi calcisticamente non ancora anziano. Sempre dalla Francia però arrivano altre delusioni, come Francis Coquelin: per lui nessuna rete in 160 partite, tanti infortuni ma anche molti errori decisivi in partita. Molto difficile giudicare invece la doppia carriera di Mathieu Flamini all’Arsenal: sicuramente importante come uomo d’ordine e centrocampista grintoso ma anche fallace in tecnica, qualità e zona gol. I tifosi lo ricordano positivamente ma paragonare il suo rendimento a quello di Vieira sembra una bestemmia. Per adesso, infine, anche Elneny e Xhaka si stanno dimostrando degli acquisti assolutamente insoddisfacenti: per entrambi pochi gol e un rendimento generalmente in calo, sin dal loro arrivo in Inghilterra.

Verdetto decisivo

In sostanza, il bilancio della ricerca di un nuovo Vieira può considerarsi negativo per l’Arsenal: alcuni calciatori sono riusciti a mantenere le promesse (e tra questi svariati sono stati ceduti), molti altri però si sono letteralmente persi per strada insieme a coloro i quali, invece, non sono stati in grado di far bene dopo una partenza decente. Un giocatore come Vieira sarà comunque impossibile da sostituire per Wenger, anche perché l’Arsenal dei primi anni 2000 aveva una forza e un’organizzazione nettamente superiori rispetto a quello attuale, trovandosi peraltro in un contesto in cui le avversarie partivano a prescindere meno preparate. Prima o poi il centrocampo dell’Arsenal troverà un altro fuoriclasse ma sembra evidente che il nome di Vieira potrà essergli accostato solo delicatamente, per non sconvolgere equilibri e ricordi di un passato glorioso.