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silva watford
FONTE: Daily Express

La scuola portoghese di allenatori si è evoluta nell’ultimo decennio in un pozzo di idee innovative e profili avanguardisti; una filosofia che tuttavia va contro i canoni dell’icona più esemplare dei mister portoghesi, Josè Mourinho. Lo Special One è la punta di diamante di un sistema che sta spopolando in tutta Europa, dalle big del Portogallo ai campionati dell’est, passando per Ligue 1 e Premier League. Fra i vari Jardim, Andrè Villas Boas e Paulo Fonseca, sul piano internazionale si è distinto nelle ultime due stagioni l’attuale ex allenatore del Watford Marco Silva, da oggi non più sulla panchina degli Hornets.

Watford Marco Silva
Prima del Watford Marco Silva ha allenato l’Estoril Praia, lo Sporting Lisbona, l’Olympiacos e l’Hull City

Quarantenne originario di Lisbona, il suo lavoro nella precedente esperienza all’Hull City era stato molto apprezzato da buona parte del mondo della Premier League, e in primis, forse un po’ patriottisticamente, proprio da Mourinho. Anche se la stagione si è conclusa con la retrocessione dei Tigers il lavoro dell’allenatore portoghese è stato comunque valorizzato dall’offerta estiva del Watford, che dopo l’apatica stagione con Mazzarri ha deciso di voler puntare sul giovane manager lusitano. Tuttavia, a premesse interessanti e a buone proposte non sono corrisposti i necessari risultati affinchè Silva si confermasse un profilo promettente come nell’anno passato.

Marco Silva, un esonero di riflessione

Il cammino degli Hornets con Silva in panchina è iniziato con un avvincente ottavo posto dopo le prime tredici giornate, che col passare del tempo si è poi deteriorato in un’inconcludente decima posizione. Il lavoro svolto sul pragmatismo e l’ottimizzazione dei migliori elementi tecnici della rosa – non a caso con Silva è esploso il brasiliano Richarlison – prevedeva anche un profondo lavoro sulla mentalità della squadra: un lavoro che sembrava aver ben reso con l’Hull nonostante la retrocessione. Il portoghese ha sempre cercato di ampliare gli orizzonti del club in cui ha lavorato cercando di dare ai giocatori una dimensione più sublime e di rilievo, aumentando la stima del gruppo. E inizialmente, in questo panorama di rivitalizzazione dopo la gestione Mazzarri, l’impostazione di Silva al Watford sembrava aver trovato una felice continuità.

Purtroppo per Silva le carte pescate dal mazzo si sono rivelate sempre più sfortunate, e il lavoro del portoghese nei mesi ha perso lo smalto entusiasmante e propositivo che aveva invece inizialmente promosso nell’ambiente. Ma a Vicarage Road sembra essersi inceppato qualcosa pure nello spogliatoio, perchè dall’idillio iniziale (21 punti nei primi 13 incontri) si è passato ad un palese guasto nei meccanismi che ha fatto scivolare il club in una zona di classifica apparentemente tranquilla ma con l’ansia delle ultime posizioni. Alla fine, la stagione scorsa con Mazzarri ha insegnato ai tifosi degli Hornets che è vietato dormire sonni tranquilli, perché passare dalla parte sinistra a quella destra della classifica è un attimo, e ancor più effimera è la speranza di una salvezza tranquilla. A questo punto della stagione, lo scorso anno, il Watford iniziava quella discesa pericolosa che dalle zone nobili del torneo trascinava i gialloneri verso un turbolento quindicesimo-sedicesimo posto, in cui alla fine sono rimasti fino alla fine del campionato. Il Watford sul suo sito ufficiale ha scritto che l’esonero di Silva è stato dettato dal pernicioso atteggiamento della squadra nelle ultime uscite ma soprattutto la dirigenza ha notato che dal flirt dell’Everton con il proprio manager, quest’ultimo sembra essere rimasto quasi “assorto” dalla corte dei Toffees. Da lì in poi, secondo il club, la gestione della squadra da parte del portoghese è andata via via corrodendosi fino al picco clamoroso di un un’unica vittoria in undici gare.

FONTE: Sky Sport

I Pozzo dunque hanno esonerato il loro ottavo allenatore in sei anni di Watford, rendendosi protagonisti di un filone che in Inghilterra non gode di molta fortuna ma che quest’anno, dopo i licenziamenti di Bilic, Shakespeare, Pulis, Koeman e De Boer, sta vedendo un notevole aumento dei casi.

Marco Silva, le origini

Fra i profili più interessanti sul piano internazionale, Marco Silva ha iniziato ad allenare nel club che lo aveva visto appendere gli scarpini al chiodo, l’Estoril Praia. Dopo i buoni risultati con il piccolo club portoghese, l’allenatore di Lisbona assunse un ruolo di ragguardevole visibilità quando venne nominato allenatore dello Sporting Lisbona nella stagione 2014-2015. Con i biancoverdi però non arriva nessun trofeo, e pure l’anno dopo, in Grecia all’Olympiacos, il solo campionato vinto non soddisfa le pretese del club e viene esonerato a fine stagione. Praticamente la carriera di Silva è stato un continuo e annuale vagare in diversi campionati europei senza trovare una stabilità fissa e continuativa, al contrario di come sperava di fare quest’anno al Watford. Quando infatti l’anno scorso Silva concluse la stagione con la retrocessione dell’Hull, i complimenti riscossi dal lusitano lo convinsero a rimanere in orbita Premier League nonostante le lusinghe di molti club di altri Paesi (si vociferava pure l’Inter). Invece Silva lascia Vicarage Road con un decimo posto, 33 reti fatte e 44 subite, di cui solo 6 incassate nella sfida d’andata con il Manchester City.

Il già citato flirt dell’Everton con Marco Silva effettivamente deve aver distratto il portoghese dal suo delicato lavoro nei pressi di Londra, dove quest’anno l’obiettivo era di conquistarsi una posizione nelle parti basse del lato sinistro della classifica. E alla fine, se la posizione attuale non era così proibitiva, il gioco, le sconfitte (tre nelle ultime quattro gare) e i soli 5 punti di distanza dal Southampton terzultimo hanno influito parecchio sulla scelta dei Pozzo di cambiare allenatore.