lunedì, Novembre 29, 2021

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Fair Play Finanziario 2.0: le novità proposte dall’UEFA

Il Fair Play Finanziario sta diventando un vero e proprio nemico per moltissimi club in salute – abituati a spendere in maniera esagerata durante le ultime sessioni di mercato – ma anche per quelle società con maggiori problemi di liquidità e quindi con mancanza di garanzie. Alcune regole del Fair Play Finanziario si sono però rivelate facilmente aggirabili o comunque non molto efficaci e seguite in virtù di una loro difficile applicazione. Così, come rivelato dal quotidiano francese Le Parisien, l’UEFA starebbe varando un Fair Play Finanziario 2.0 per semplificare alcune questioni e gestirne meglio altre.

Ecco tutte le novità del Fair Play Finanziario 2.0

Il provvedimento, che dovrebbe entrare in vigore dalla prossima stagione (ma per cui non c’è ancora una data certa, anche se si pensa al 24 maggio come giorno di votazione durante una riunione del Comitato Esecutivo) prevede alcune novità di base, tutte comunque volte al solito obiettivo di sempre: la parità di bilancio. In primis, la novità più importante sarebbe quella dei soldi da spendere in una sessione di mercato: un club potrà infatti investire massimo 100 milioni più della cifra incassata. Esempio pratico e “singolo” (ma valido per molteplici operazioni): se una squadra venderà un calciatore per 50 milioni, non potrà spenderne più di 150 per rimpiazzarlo. Un’altra novità fondamentale dovrebbe essere la soppressione del limite di 30 milioni del deficit annuo per il bilancio, mentre per quanto riguarda l’assunzione di giocatori si inserirebbe un limite di massimo di 25 giocatori da poter tenere sotto contratto per singola squadra. In questa maniera non solo alcuni club sarebbero penalizzati (come il Chelsea, che vanta 60 giocatori sotto contratto in tutto il mondo, o anche il famoso club italiano citato nei giorni scorsi da Ceferin con 103 giocatori sotto controllo) ma bisognerebbe rivedere anche la regolamentazione per quanto concerne le squadre B. In ultima analisi, è previsto anche il tetto massimo del 30% di ricavi da aziende correlate alla proprietà che si occupa di un determinato club sportivo. Capiremo solo tra qualche mese se queste proposte saranno accettate o meno: nel caso in cui la risposta fosse affermativa, il mondo del calcio è destinato a cambiare nuovamente grazie al nuovo Fair Play Finanziario.

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