domenica, Dicembre 5, 2021

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Joao Mario e Gabigol, un fallimento da 70 milioni

Alcuni tifosi interisti non lo ammetteranno mai, altri invece faranno i salti di gioia per il trasferimento: Joao Mario, centrocampista portoghese Campione d’Europa nel 2016, è stato ceduto in prestito con diritto di riscatto al West Ham e proverà a ricostruire in Premier League una carriera che stava precipitando nel campionato italiano. Il portoghese, arrivato in pompa magna un paio di anni fa, non ha mai offerto prestazioni convincenti e la cessione si è resa praticamente inevitabile date le circostanze. Il film Joao Mario rappresenta però una pellicola già vista: sempre due anni fa anche l’arrivo di Gabigol pareva dover rappresentare una svolta per l’Inter. I due calciatori, però, sono soltanto il ritratto palese del fallimento di quella sessione di mercato nerazzurra, che sarebbe dovuta invece essere decisiva per le sorti presenti e future del club.

Joao Mario e Gabigol, il ritratto del fallimento interista

Joao Mario e Gabigol, come detto, arrivarono con la nomea di salvatori della patria ma sul campo fecero davvero poco, risultando essere un vero e proprio fallimento. Il portoghese è stato capace di segnare solo 3 gol e servire una manciata di assist in 43 partite, mentre il brasiliano – per cui fu organizzata una presentazione sfarzosa, come fosse il nuovo Ronaldo – raccolse una decina di presenze (quasi tutte dalla panchina) con l’unica grande gioia regalata a sé stesso e ai tifosi a Bologna, in una gara nella quale siglò un gol decisivo. Le luci della ribalta che ne avevano sottolineato l’arrivo adesso lasciano spazio a solitudine e sollievo dopo la loro partenza. Joao Mario e Gabigol hanno rappresentato, più che un equivoco tecnico, un grosso equivoco tattico: il centrocampista non è mai riuscito a trovare una sua posizione nei vari moduli adottati dai tecnici che si sono seduti in questi due anni sulla panchina dell’Inter. Se possibile anche peggio è andata all’attaccante brasiliano, che da seconda punta non ha mai trovato un ruolo adatto in una fase offensiva che trovava sfogo spesso in un 4-3-3 o in un 4-2-3-1. La pressione è stata sicuramente nemica di entrambi, così come il prezzo investito dall’Inter per averli: in totale 70 milioni di rimpianti, 40 per il portoghese e 30 per il presunto fenomeno carioca. L’intera sessione estiva di mercato del 2016 fu però altamente insoddisfacente per l’Inter e, col senno di più, decisamente indicativa riguardo le attuali difficoltà tecniche del club.

Il superstite

Nella già citata sessione estiva di mercato di due anni fa l’Inter mise a segno acquisti teoricamente molto importanti. Oltre ai due fantasisti, i nerazzurri bloccarono Caprari per 4,5 (lasciandolo in prestito al Pescara) e presero i vari Ansaldi, Erkin, Banega e Candreva. Ebbene, tra questi calciatori – che dovevano rappresentare l’ossatura presente e futura della squadra – soltanto Candreva, pagato 22 milioni, è rimasto. Gli altri sono stati tutti ceduti: Ansaldi, per cui l’Inter spese 10 milioni, gioca ora nel Torino, Erkin e Banega – presi da svincolati – ora giocano rispettivamente per Besiktas e Siviglia, mentre di Joao Mario e Gabigol abbiamo già parlato abbondantemente. Caprari infine è stato ceduto quest’estate alla Sampdoria senza mai vestire la maglia nerazzurra ma almeno ha portato una plusvalenza nelle casse del club (la Samp lo ha prelevato per 15 milioni). Tutti gli altri affari si sono però rivelati un fallimento a livello tecnico ma soprattutto economico: in quel mercato l’Inter spese 106,5 milioni e dalle successive cessioni ha guadagnato senz’altro molto meno. Persino gli stessi Joao Mario e Gabigol difficilmente genereranno delle plusvalenze, anzi.

I motivi del tracollo

L’approdo di Suning all’Inter doveva rappresentare non solo una certezza nel lungo termine – e i recenti dati sui ricavi e sul bilancio fanno ben sperare – ma anche una rinascita tecnico-tattica nel breve-medio termine. Per adesso però il progetto tecnico è un vero fallimento: i giocatori più importanti della squadra sono arrivati tramite le gestioni precedenti (Handanovic, Miranda, Perisic, Icardi) e tutti i calciatori presi sono stati strapagati oltre il loro reale valore: Suning rappresenta pur sempre una potenza agli occhi di eventuali acquirenti ed è possibile che l’Inter abbia pagato proprio questo teorico appeal nel calciomercato degli ultimi anni. Inoltre, certamente aver cambiato così spesso guida tecnica in questi anni non ha aiutato i calciatori, anche se questo problema dovrebbe aver trovato una risoluzione con l’approdo di Luciano Spalletti. Il mercato di gennaio – nel quale, per adesso, sono arrivati Lisandro Lopez dal Benfica e Rafinha dal Barcellona – lascia ben sperare. I tifosi dell’Inter, nel frattempo, si augurano semplicemente di non veder più Joao Mario e Gabigol con la maglia nerazzurra. O quantomeno di tenerli lontani da Milano per qualche mesetto.

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