SHARE
omeonga
FERRARA, ITALY - OCTOBER 29: Stephane Omeonga of Genoa CFC ( R ) in action during the Serie A match between Spal and Genoa CFC at Stadio Paolo Mazza on October 29, 2017 in Ferrara, Italy. (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

Dei tanti ottimi classe 1996 di cui si parla attualmente in Serie A – i vari Calabria, Scuffet, Donsah – si nomina forse troppo poco Stephane Omeonga del Genoa, centrocampista alla prima stagione nel massimo torneo italiano. Belga di passaporto ma congolese di origine, Omeonga è una delle silenziose rivelazioni del Genoa di questa stagione; nonostante il campionato del Grifone non certo esaltante, la rosa può contare su alcuni elementi interessanti e di prospettiva come il ricercatissimo Perin, gli esterni Laxalt e Lazovic, il partente Pellegri e proprio il centrocampista belga. Partito molto indietro nelle primordiali gerarchie di Juric, il centrocampista è emerso successivamente con il ritorno di Ballardini che, a quanto pare, sembra aver fatto riprendere quota al malconcio aeroplano genovese. In un presente dalle tante lodi e applausi ai gioielli dell’altra Genova di Torreira, Praet e Linetty, nessuno sembra più ricordarsi della metà più “sofferente” della città, in cui oggettivamente, tra esoneri e sconfitte, in pochi hanno compreso a pieno le potenzialità di alcuni effettivi della rosa. Omeonga è appunto uno dei pochi mvp del Genoa che meritano attenzione e riguardo: il giocatore potrebbe riempire la casella degli “oggetti d’interesse” come era successo l’anno scorso a Simeone.

Omeonga: feeling rossblù

A ventun’anni Omeonga è alla prima stagione in Serie A e alla seconda in Italia, dove era arrivato inizialmente ad Avellino: i Lupi lo avevano pescato in un serbatoio importante, quell’accademy belga dell’Anderlecht che inaspettatamente ha lasciato partire il centrocampista nonostante si parlasse un gran bene di lui. Il ragazzo si è giocato bene le sue carte (30 presenze in B) e Preziosi, nella sua campagna acquisti al risparmio, ha investito mezzo milione sul suo talento.

Cresciuto nell’Anderlecht, Stephane Omeonga ha all’attivo quattro presenze nella UEFA Youth League FONTE: Fantagazzetta

Poco convinto dalla preparazione estiva, le presenze di Omeonga con Juric sono state appena 7 di cui 4 da subentrato. Da aggiungere la pessima mossa del giocatore nell’incappare in un’espulsione grave nella gara contro l’Inter, in un periodo in cui sia il Genoa come squadra che Omeonga come singolo hanno raggiunto forse il picco più basso. Dopo la squalifica, a Omeonga sono servite tre partite per ritrovare la titolarità di un centrocampo spesso in confusione ed in cui non riuscivano a cozzare i vari elementi, troppo diversi fra loro e poco inclini al tipo di gioco di Juric. Con Ballardini, invece, il giovane ha ricevuto una spinta importante verso la ribalta anche grazie a un migliore andamento della squadra, la cui media punti con l’ex tecnico di Lazio e Palermo è aumentata da 0,5 a 1,6, migliorando la posizione in classifica dal diciottesimo di novembre al quindicesimo attuale. Seppur il minutaggio con l’allenatore croato (401) sia maggiore di quello attuale con Ballardini (307), Omeonga sta trovando una maggiore continuità soprattutto nel periodo recente e nell’ultimo match contro la Juventus perso per 1-0, è stato obbiettivamente uno dei migliori in campo.

Il DNA di Omeonga

Perennemente schierato come centrocampista centrale, sia a partita in corso che dal primo minuto, Omeonga è risultato spesso uno dei più in forma dei suoi. Certo, il belga non ha il physique du role (177 cm e 72 kg), eppure è uno dei migliori recupera-palloni del campionato nel periodo più recente. Nell’ultimo confronto contro la Juventus in Serie A Omeonga ha strappato ben sei palloni agli avversari, lo stesso numero di Matuidì in campo bianconero. La sua qualità caratterizzante è proprio il tempismo nei contrasti e la facilità nel sapersi muovere nello stretto: quello che balza agli occhi di Omeonga è soprattutto l’assenza di timidezza e la disinvoltura nel proporsi ostinatamente per il passaggio, rischiando la giocata in situazioni e momenti in cui sarebbe più premuroso allontanare il pallone. Su 1,7 contrasti tentati a partita ben 1,2 risultano essere vinti, una buona media per un centrocampista che si sta muovendo in un contesto non proprio dei migliori. Per Omeonga c’è ancora un girone di ritorno quasi intero per poter migliorare ulteriormente e raggiungere un livello di maturazione che possa soddisfare le esigenze di qualche direttore sportivo altolocato, come era successo nella scorsa stagione al Cholito Simeone e ancor prima a tanti altri giovani come loro.