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De Laurentiis
De Laurentiis, Presidente del Napoli

Nel day after che ha seguito la fine del calciomercato invernale in Italia la grande sconfitta di questa sessione è rappresentata dal Napoli: il club partenopeo – che forse più di tutti gli altri aveva bisogno di rinforzarsi sul mercato per mandare un messaggio alla Juventus e al campionato – è rimasto vittima degli stessi giocatori che ha cercato di prendere per tutto il mese. Alla fine non è arrivato nessuno, per i motivi più disparati. Dal mercato di gennaio del Napoli si potrebbe trarre tranquillamente una predisposizione cinematografica di un film grottesco, o quantomeno una guida su come non fare mercato nel periodo di riparazione. Il viaggio dei 31 giorni di gennaio della dirigenza partenopea è stato semplicemente incredibile (e non in positivo): le motivazioni del fallimento, come già accennato, sono moltissime. Una cosa è però certa: il Napoli ha perso una grandissima occasione. E i tifosi, ovviamente, non sono contenti di com’è stato gestito il calciomercato invernale. Per molti napoletani sembra di rivedere un film già trito e ritrito: i timori di aver perso lo Scudetto ancora una volta a gennaio sono enormi, forse perfino troppo catastrofici. La realtà dei fatti, però, ha raccontato di un Napoli che deve crescere ancora molto in fatto di appeal e di potenza societaria, una dirigenza che invece di esercitare il suo potere l’ha subito da parte di altri, cedendo alle furbe logiche di un calciomercato ormai alle spalle.

Il gennaio nero del calciomercato del Napoli: tutti gli errori e gli impedimenti che hanno rovinato la sessione invernale

Nel corso del mese di gennaio il Napoli ha intavolato tante trattative, tutte sfociate in un inquietante nulla di fatto. In principio fu Simone Verdi il vero obiettivo del mercato azzurro: l’esterno offensivo del Bologna, ormai teoricamente arrivato alla maturità calcistica, era il dichiarato oggetto del desiderio del club. Già allenato da Sarri all’Empoli, il calciatore sarebbe stato utile sia come esterno offensivo che come falso nueve per far rifiatare Mertens. L’affare, nonostante le smentite di rito, sembrava praticamente fatto. A quel punto, però, il Napoli ha commesso il primo grave errore di questo calciomercato, forse il più decisivo: attendere la decisione di Verdi senza però costruirsi una valida alternativa per il ruolo. Verdi, abbastanza sorprendentemente (ma anche comprensibilmente), ha detto no agli azzurri per restare a giocare nel Bologna e completare il suo percorso di maturazione, per poi essere ceduto probabilmente nel prossimo mercato estivo. Il rifiuto di Verdi a Napoli non solo ha scatenato l’ira dei tifosi partenopei ma è riuscito ad avere un effetto decisamente più devastante: ha, sostanzialmente, mandato in confusione totale la dirigenza azzurra, praticamente certa di aver preso il giocatore. Dopo aver aspettato addirittura 15 giorni per ottenere infine un rifiuto, il Napoli ha dovuto guardarsi attorno per cercare un giocatore con le stesse caratteristiche di Verdi, puntando magari a qualche nome mediatico per scaldare un ambiente divenuto ancora più freddo. Lucas Moura e Deulofeu si sono rivelate quasi delle soluzioni di depistaggio dai reali obiettivi (il primo è finito al Tottenham, il secondo al Watford), che invece erano evidentemente altri. Come ad esempio il tedesco Amin Younes, praticamente già opzionato da mesi dal Napoli e certo di vestire l’azzurro da luglio in poi, e Amato Ciciretti, il quale verrà preso la prossima estate a parametro zero e che giocherà questi 6 mesi in Serie B, al Parma. La questione Younes, se possibile, assume toni ancor più singolari di quella Verdi. Il calciatore tedesco – che all’Ajax stava facendo panchina – non era la prima scelta per gennaio ma rappresentava senz’altro un profilo interessante: buona esperienza europea, ancora giovane, pronto a fare la riserva senza battere ciglio, molto forte nel dribbling e nell’assistenza ai compagni. Così si è deciso di forzare la mano con gli olandesi: al posto di prenderlo a zero in estate il Napoli ha deciso di fare un’offerta simbolica di 5 milioni. L’affare, anche in questo caso, sembrava praticamente fatto: il giocatore ha svolto con successo le visite mediche e tutti aspettavano il consueto tweet di Aurelio De Laurentiis per l’ufficialità. Un’ufficialità che però non è mai arrivata, tanto da scatenare una sorta di psicosi nel penultimo giorno di mercato: si parlava di uno Younes sparito, irraggiungibile persino per il suo entourage, che aveva cambiato idea sul venire a Napoli. La verità emersa, invece, spiega di un problema familiare che ha frenato l’arrivo del giocatore, il quale ha preferito stare vicino alla famiglia in questi mesi. Lo stesso legale del calciatore, Mario De Rossi, ha gettato acqua sul fuoco proprio oggi: “È falso dire che Younes sia deluso, è solo un modo per buttare fango sul Napoli. Non ci sarà alcun rinnovo con l’Ajax, ha firmato col club azzurro. Nelle trattative ci sono delle variabili che sfuggono al nostro controllo; nel caso di Younes, queste variabili hanno impedito l’arrivo del calciatore a gennaio. Il ragazzo ha avuto dei problemi familiari e ha chiesto alle due società coinvolte di posticipare il trasferimento a giugno“. Di conseguenza, però, il Napoli si è visto sfuggire il suo esterno nel penultimo giorno di mercato.

La querelle Politano

Il vero misunderstanding del calciomercato invernale del Napoli è stato però il mancato approdo al San Paolo di Matteo Politano. Parallelamente all’affare Younes il Napoli aveva mostrato immediatamente nel post Verdi un interessamento per Politano, esterno offensivo che sembrava avere caratteristiche simili agli altri (e dunque gradimento). Qui però entra in ballo anche un terzo club: la Juventus. I bianconeri, forti di un appeal maggiore, di un’esperienza comprovata e di migliori rapporti con il Sassuolo, prima hanno fatto scalpore con le dichiarazioni di Marotta – parole molto criticate dalla tifoseria azzurra, troppo avvezza però al complotto – e poi hanno provato un’azione di disturbo (assolutamente legittima e per niente “illegale”) per cercare di appropriarsi del giocatore, o almeno così è sembrato. Quest’ultima sentenza viene confermata proprio dal dg del Sassuolo in persona, Giovanni Carnevali, durante la conferenza stampa di presentazione di Babacar: “La Juventus ci ha chiesto se avevamo chiuso un accordo con il Napoli, noi abbiamo detto di no e che probabilmente non l’avremmo fatto, e loro ci hanno risposto che poteva interessargli in base al responso delle visite mediche di Cuadrado”. La Juventus, alla fine, non ha mai fatto un tentativo davvero serio per prendere il giocatore, andando così a sottolineare la non reale volontà di operare per sostituire il colombiano. Carnevali ha poi cercato di minimizzare la situazione (“A volte si ricama su cose che non esistono”), confermando infine il rapporto con Marotta, “ottimo ma personale, siamo un club indipendente”. La Juventus cederà poi, nell’ultimo giorno di mercato, sia Lirola che Tripaldelli a titolo definitivo al Sassuolo, diventando il club con più collaborazioni di mercato con i neroverdi, superando la Roma. In tutto questo, però, dove iniziano davvero i demeriti del Napoli? Probabilmente la risposta risiede nel fatto di essersi ridotti all’ultimo giorno senza cercare altre alternative concrete. La pista Politano sembrava essersi riaperta nelle ultime due ore di mercato ma poi l’affare non è stato più portato a termine. La ragione principale va cercata nella volontà del Sassuolo di non cedere il giocatore al Napoli fino a quando non si fosse presentata un’offerta folle, quasi impossibile da rifiutare. Gli azzurri hanno provato il tutto per tutto offrendo 27 milioni + 3 di bonus + il prestito di Ounas (rischiando quindi persino di strapagare Politano, che attualmente ha un valore di mercato di 8,50 milioni di euro) ottenendo infine il presunto ok del club. In molti si sono dunque stupiti della mancata finalizzazione dell’operazione, accusando il Napoli di averci messo troppo tempo con la documentazione. In realtà – come rivelato da Sky, Mediaset Premium e altre importanti testate – il club partenopeo aveva già inviato online i documenti necessari almeno un’ora prima della fine del mercato, per accelerare i tempi. Il Sassuolo però, evidentemente, non era poi così convinto di voler cedere il giocatore e l’affare è definitivamente saltato. La volontà del calciatore non è bastata, lo stesso Carnevali ha spiegato che “dispiace, ma non possiamo sempre accontentare tutti”, mentre l’agente del ragazzo Davide Lippi ha affermato che “a volte purtroppo non si riesce a trovare l’accordo”. Il risultato, dunque, è stato quello di un Napoli che ha fallito (per colpe sue e di altri) l’acquisto dell’unica pedina che serviva seriamente per rinforzare la rosa, in virtù anche della cessione di Giaccherini al Chievo.

Problemi atavici

Vale la pena aprire una piccola digressione anche sugli altri affari di calciomercato del Napoli. Innanzitutto la situazione Inglese: De Laurentiis l’aveva annunciato a inizio mese scorso ma non è mai arrivato, nonostante le insistenze del club azzurro per dare un vice Mertens a Sarri. La questione Klaassen invece appare ancor più nebulosa, soprattutto perché fa emergere un altro problema atavico di ogni calciomercato del Napoli: quello dei diritti d’immagine. Lo stesso allenatore dell’Everton, Sam Allardyce, ha spiegato che Klaassen (la cui ultima presenza in squadra risale a settembre) non è andato in Campania per problemi sotto quell’aspetto. Problemi che in passato hanno impedito a molti calciatori di far parte della squadra ed è servito da pretesto a tanti altri per andare via. Lo stesso Klaassen, però, rappresentava una spesa non necessaria: il Napoli a centrocampo è ormai coperto e l’ex Ajax sarebbe stato adattato con grande fatica nel ruolo di esterno offensivo, essendo egli stesso un trequartista e non potendo trovare spazio nell’ormai archiviato 4-3-1-2. A far sorridere è anche la gestione dei pochissimi acquisti fatti dal Napoli: emblematico, ad esempio, il caso di Machach. Il calciatore, prelevato dagli svincolati dopo un’esperienza a Tolosa, sembrava poter essere utilizzato come pedina di scambio o giocatore da mandare in prestito in qualche club minore. La redazione di TuttoNapoli fa notare che, sul sito della Lega, il trasferimento di Machach al Napoli non è segnalato, così come per nessun’altra squadra di Serie A o B. Persino nel sito ufficiale del club il ragazzo non è presente nella rosa della prima squadra. Un altro mistero di un calciomercato all’insegna dell’incredulità.

Giuntoli Sarri napoli
Fonte: Twitter @sscnapoli

Cause e colpevoli

Come già ampiamente specificato e osservato, le cause del calciomercato da incubo del Napoli sono svariate. Sicuramente il Napoli, inteso come società di calcio, esce incredibilmente ridimensionato da questo mese nero, sia per quanto riguarda lo “scontro” a distanza con la Juventus che per le vere e proprie trattative di mercato. Il tifoso partenopeo medio non si è sentito tutelato dalla dirigenza, sia per quanto concerne il progetto tecnico che le scaramucce a distanza, le quali caratterizzano da sempre il nostro calcio. La questione Marotta è stata stigmatizzata da De Laurentiis e Sarri con un paio di battutine – più atte a cercare un sorriso che una polemica – e lo stesso dirigente della Juventus ha comunque ribadito la stima e il rispetto nei confronti del Napoli e dei suoi rappresentanti. Il problema vero, più che altro, ha coinvolto l’organizzazione del mercato e l’incredibile mole di rifiuti ottenuti da giocatori e società: possibile mai che una squadra prima in campionato, che si ritrova a lottare per lo Scudetto, non venga considerata una meta ambita? Le ragioni di ciò si trovano non solo nell’eccessivo integralismo di Sarri nella scelta degli uomini, nella grande concorrenza che un calciatore deve affrontare in caso di arrivo e nei contratti estremamente complicati e “scorbutici” da firmare ma anche nell’immagine data costantemente di Napoli come una città pericolosa o poco vivibile. Su questo argomento proprio uno dei calciatori più rappresentativi del club, Lorenzo Insigne, si era espresso qualche giorno fa in un’intervista a France Football: “Ci sono ambienti complicati, certo, ma Napoli non è una città molto diversa da altre metropoli. Spesso i media hanno una narrazione sbagliata di Napoli, ma alla fine tutti quelli che visitano la città se ne innamorano. Nessuno dei miei compagni di squadra ha voglia di partire per qualcosa che sia legato all’ambiente. È un peccato che un calciatore preferisca accettare le offerte di squadre come Inter, Milan e Juventus piuttosto che quelle del Napoli. Succede sempre così, spero che questa situazione possa cambiare”. Tornando a un aspetto strettamente dirigenziale, dopo tante lodi positive stavolta anche il ds Giuntoli è finito nel mirino della critica: in molti – tra tifosi e addetti ai lavori – lo ritengono null’altro che una figura sottoposta a De Laurentiis, mancante di carisma e di forza decisionale nelle trattative. Probabilmente questo parere potrà sembrare esagerato, anche perché negli ultimi anni Giuntoli ha sempre fatto un mercato intelligente rinforzando la squadra anche dopo una cessione pesantissima come quella di Higuain. Una cosa però è certa: il Napoli, sempre come società di calcio e come club di prima fascia, sembra estremamente lontano dall’avere un certo potere in sede di mercato e dall’essere considerato credibile da alcuni calciatori. Un peccato enorme per una piazza che da anni offre palcoscenici importanti e piazzamenti costanti in campionato. Volendo spezzare una lancia a favore della società, invece, si può comunque ammirare come ogni trattativa del Napoli abbia avuto dei problemi incredibili: la titubanza finale e letale di Verdi, i problemi familiari di Younes, le tempistiche strette per Politano. Delle piccole attenuanti che, però, non cancellano il disagio e la delusione di molti.

Chi avrebbe potuto prendere il Napoli?

Giocando un po’ con la fantasia, infine, abbiamo pensato a quali altri giocatori il Napoli avrebbe potuto prendere in base alle esigenze dell’allenatore per rinforzare la lacuna offensiva evidente, allungando così la rosa e dando un ricambio ai titolari.
Un profilo estero interessante – emerso solo nelle ultime battute – poteva essere quello di Mikel Oyarzabal, spagnolo classe 1997 attualmente alla Real Sociedad. Molto bravo con i piedi – soprattutto il mancino – così come nel dribbling per creare superiorità numerica. Avrebbe dovuto ovviamente affrontare un periodo di adattamento ma difficilmente avrebbe rifiutato di fare la riserva a Napoli. Il costo del suo cartellino è attualmente di ben 30 milioni di euro: gli azzurri lo avrebbero pagato anche più di Politano. Una possibile soluzione in prestito o low cost sarebbe potuta essere quella di Ashley Young, esterno del Manchester United non più così giovane e poco amato da Mourinho, oltre che chiuso da veri e propri campioni. Young è un calciatore molto veloce, spesso ricordato in Inghilterra per la sua applicazione ma anche per le sue frequenti simulazioni. Può ricoprire anche il ruolo di terzino mancino e il suo cartellino si aggira attualmente sui 5 milioni (lo stesso prezzo di Younes). Infine, per ottenere un giocatore già pronto e abituato al campionato italiano, il Napoli avrebbe potuto fare un pensierino su Adem Ljajic, il quale sta vivendo forse il suo peggior momento da quando è al Torino e che avrebbe potuto rappresentare una scelta di qualità (anche se potenzialmente discontinua). Gli azzurri avrebbero potuto portarlo a casa partendo da una base di 13 milioni di cartellino: una soluzione forse dispendiosa ma utile. I sogni del mercato, però, sono già infranti: solo il futuro prossimo potrà dire se questo avrà compromesso tutto o meno.

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