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Foto: Francesca Tomaselli per maidirecalcio.com

Ci sono poco più di tre chilometri a separare lo stadio Mestalla del Valencia dall’Estadio Ciutat de Valencia del Levante. Stessa città ma club diversi, e soprattutto, al momento, pure situazioni opposte. Un Valencia che nonostante la sonora scoppola subita sabato dal Real è ancora in piena zona Champions League e cenerentola tra le grandi di Spagna. Il Levante, la squadra più antica di Valencia ma ora anche la più sofferente, ha confermato le difficoltà pronosticate a inizio stagione stagnando attualmente al diciassettesimo posto. In generale si può dire che la stracittadina con vista mare è un confronto ad armi impari, in cui tuttavia i guerrieri parlano italiano da entrambe le parti. Da questo febbraio infatti Simone Zaza non sarà più solo a Valencia, visto che per risollevare le sorti del club la dirigenza del Levante ha chiamato da Verona Giampaolo Pazzini; il Pazzo, trentaquattro anni, arriva da un periodo di turbolenze e litigi con Pecchia, allenatore dell’Hellas. L’ex centravanti di Milan e Inter non è riuscito a riconfermarsi dopo il titolo di capocannoniere nello scorso torneo cadetto, e fin qui, in Serie A, i gol al Bentegodi erano stati soltanto quattro. Il Levante si è assicurato le prestazioni di Pazzini in prestito, con la speranza che il ritorno in una città di mare gli faccia bene, memori dell’eccezionale stagione 2010-2011 che l’attaccante disputò con la Sampdoria.

In cerca di una svolta

Zaza è attualmente il terzo miglior marcatore della squadra di Marcelino (10 reti), che intuito il periodo nero dell’attaccante di Policoro ha cercato immediatamente di curare i suoi mali con un po’ di panchina. Dall’espulsione sciocca e violenta contro il Girona, l’attaccante ha perso la titolarità tanto esaltata da media e tifosi nella prima parte di stagione. Da quella partita Marcelino ha concesso a Zaza soltanto 40 minuti, neanche un tempo intero.

Eppure Zaza era considerato uno dei più ostici antagonisti di Messi nella corsa al titolo di pichichi, dato che a novembre tra l’argentino primo e l’italiano secondo correvano solo tre reti di differenza (12 contro 9). Poi Zaza ha un po’ perso la testa e la concentrazione, riflettendo sulle gambe il nervosismo che aveva in testa. Adesso però il Valencia ha bisogno di lui, perché il Real Madrid è in ripresa e il rischio di scivolare quarti o addirittura fuori dalla zona Champions League inizia ad essere un assillo un po’ troppo realistico. Marcelino avrà dunque bisogno del suo attaccante e del suo miglior marcatore

Accanto a quello che sembra essere un profilo in calo, nelle gerarchie degli italiani all’estero è arrivato Giampaolo Pazzini. Il recente periodo di magra nello score del bomber bergamasco ha convinto lo stesso attaccante ad accettare la proposta dei Granotes. Un club dalla tradizione secolare e i cui risultati, nelle ultime stagioni, hanno sempre coinciso con sentimenti quali la sofferenza, la delusione e il dramma. Già un altro italiano aveva provato a salvare il club valenciano, si chiamava Giuseppe Rossi; nemmeno Pepito è riuscito nell’impresa di evitare la retrocessione del popolo del Ciutat de Valencia, ma i sei mesi di Liga furono paradossalmente furono per l’attaccante l’ultimo grido notevole nella sua sfortunata carriera.

I dirigenti del Levante sperano di aver dato maggiore incisività all’attacco del club valenciano che finora ha segnato solo diciotto reti in ventuno incontri. Memori del positivo lavoro di Rossi, l’ambiente del Levante spera di trovare in Pazzini un altro giocatore capace di far bene e in particolare di far sperare. Quello che sta cercando lo stesso attaccante, reduce senza dubbio dal punto più amaro della sua carriera. A Valencia si è venuto a creare una rivalità cittadina in salsa spaghetti, in cui due bomber dalle origini diversi cercano la stessa cosa: un riscatto. Zaza per le follie degli ultimi mesi, Pazzini per una stagione confusa e oscura, due storie appannate in cerca di un detergente tecnico, ambientale e motivazionale. Valencia potrà annoverare due nuovi predatori assetati di reti, e anche se i contesti sono diversi, la voglia di segnare di certo non mancherà a nessuno.