giovedì, Gennaio 27, 2022

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Roma, Baldissoni spiega la strategia per il bilancio

Il mercato della Roma è stato tutt’altro che esaltante: sono arrivate varie cessioni (tra cui quella, piuttosto indicativa e singolare, di Héctor Moreno) e nessun acquisto veramente degno di nota o che potesse davvero rinforzare la squadra nel brevissimo termine. Ovviamente del malumore è scaturito da questa sessione di mercato: la situazione societaria del club è comunque delicata e i tifosi avrebbero voluto qualche risposta in più. In tal senso, il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni ha provveduto a spiegare la strategia dirigenziale per quanto riguarda la gestione dei soldi e del mercato. Delle parole, peraltro, che spiegano alla perfezione perché sia stato scelto proprio Monchi come ds della Roma.

Baldissoni spiega le strategie di bilancio della Roma

“Purtroppo da qualche anno le squadre non possono essere libere di agire secondo le loro strategie ma devono fare i conti con il Fair Play Finanziario, che implica delle restrizioni nell’operatività”, spiega il dirigente della Roma a Tutti Convocati. Baldissoni pone subito il punto su una questione importante: “Si sente spesso dire che la Roma ha bisogno di soldi: non è così. Abbiamo una proprietà solida, che quando serve li versa. I bilanci sono pubblici, basta guardare: soltanto negli ultimi 15 mesi ci ha inviato 98 milioni, mentre l’aumento del capitale precedente – cioè quello del 2014 – fu di altri 100 milioni”. Il problema, semmai, sembra esser stato causato dai risultati non ottenuti sul campo: “Nella scorsa stagione non siamo riusciti a qualificarci in Champions League. Avevamo costi tarati per una competizione di un certo livello, molto onerosa. Fallendo l’ingresso non abbiamo usufruito dei ricavi conseguenti“. Baldissoni ci tiene però a precisare che “La proprietà ha contribuito però a fare i versamenti necessari a mantenere la gestione di costi così elevati”. Le note dolenti però non hanno tardato ad arrivare: “Purtroppo, però, il parametro di bilancio del FPF non fa considerare i contributi della proprietà come attivi di bilancio in grado di neutralizzare i costi e, quindi, le perdite. D’altronde l’introduzione del FPF nasce proprio per questo motivo: evitare che proprietari ricchissimi potessero avere possibilità infinite di spesa”.

Cosa fare sul mercato

Di conseguenza, per la Roma – che è stata ‘colpita’ dalle potenziali sanzioni del FPF, in sede di mercato si sono aperte due strade obbligate: “Dovevamo scegliere se abbattere i costi e tornare a crescere dal punto di vista della competitività sportiva e quindi, in parallelo con una crescita organica dei ricavi, dei costi della rosa. Immaginate quanto tempo ci sarebbe voluto. Oppure, potevamo continuare a investire mantenendo costi alti, recuperando il differenziale tra costi e ricavi attraverso la cessione dei calciatori, facendo questo grazie a plusvalenze che consentono di sistemare il bilancio. Perché, lo ricordo, non è un tema di denaro ma di bilancio”. La strada scelta dalla Roma è piuttosto evidente, dunque. “In questa maniera”, conclude Baldissoni, “la Roma è riuscita a mantenere la competitività, tanto è vero che da ormai 4 anni si trova piuttosto stabilmente in zona Champions League”. Sembra chiaro, dunque, che il mercato della Roma dei prossimi anni (almeno quelli più recenti) sarà all’insegna del vendere tanto e bene, sperando di comprare calciatori che possano in seguito rappresentare una plusvalenza utile a risanare i conti del club. Monchi, bravissimo al Siviglia nella gestione della rosa in questa maniera, è stato dunque tesserato con lo scopo principale di agire secondo tali dettami. Per adesso la situazione della Roma resta comunque delicata: il club ha gli occhi del FPF addosso, la squadra è per ora fuori dalla zona Champions e un ipotetico mancato approdo nella competizione europea più importante genererebbe senz’altro un pericoloso ridimensionamento del progetto tecnico.

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