Lewandowski e Icardi cambiano squadra, ma sono solo omonimi

Lewandowski e Icardi cambiano squadra, ma sono solo omonimi

Poi dicono che il calciomercato invernale 2018 in Italia non meriti di essere ricordato. Apri il giornale il primo febbraio e leggi tra i trasferimenti i nomi di Lewandowski e Icardi. Ah, però.  E pensi subito. Visto, cara Premier League? Anche noi in serie A siamo in grado di muovere grandi nomi, pur senza “big money”. È vero, voi avrete mosso 85 milioni pagati dal Liverpool per un difensore centrale come Van Dijk e sarete stati anche il campionato più spendaccione d’Europa, ma guardate un po’ nel sottobosco del nostro calciomercato che nomi agitiamo. Messaggio recepito, cara Liga? Voi avrete acquisito il titolo di acquisto più costoso con l’arrivo di Coutinho a Barcellona, ma occhio al bistrattato campionato di serie A. Chi altro è in grado di muovere Lewandowski e Icardi a gennaio?

Simone Icardi, dal Catanzaro alla Virtus Entella

Errata corrige

Se credete che questo dialogo sia figlio di un mero esercizio di fantasia, avete pienamente ragione. Già, perché Lewandowski di nome fa Michal, gioca in porta, ha 22 anni ed è passato dal Teramo al Monopoli dopo le esperienze con Crotone e Avezzano; Icardi invece si chiama Simone, gioca a centrocampo, è nato a Roma e nelle ultime ore di contrattazioni e passato dal Catanzaro, in serie C, alla Virtus Entella, club di B che spesso e volentieri investe sui giovani talenti italiani. Nulla a che vedere con Robert, centravanti polacco di casa a Monaco di Baviera, su sponda Bayern, o Mauro, numero 9 dell’Inter noto per il suo fiuto del gol da top player e – talvolta – per le sue uscite social che lo conducono fuori dall’area della sfera privata in favore di quella pubblica. Un caso di doppia omonimia che sintetizza la delusione emanata nei calciofili italiani da quel meraviglioso sottobosco che è il calciomercato invernale, più un vespaio di ipotesi che un accumulo di risorse in organico alla fine delle contrattazioni: con tutto il rispetto per il calciatore, se Rafinha, un calciatore che nel 2017 ha visto più la tribuna – per guai fisici – che il terreno di gioco del Camp Nou è il colpo numero 1 della sessione, probabilmente occorre una severa riflessione sull’appeal del nostro calcio.

Michal Lewandowski, nuovo portiere del Monopoli

Vado a schierare la formazione

Così, se Politano è rimasto nella lista degli obiettivi del Napoli, che si è consolato con gli arrivi di Younes e Ciciretti, “posticipati” a luglio, se Pastore per l’Inter è stato solo un sogno accarezzato con mano, se la Juventus ha evitato interventi sul mercato limitandosi a cedere Pjaca in Bundesliga e se la Roma ha bocciato prematuramente Hector Moreno, acquistato in estate e salutato nell’inverno successivo, cosa rimane di questa finestra invernale di calciomercato? Uno spiraglio di luce, confidando nel fatto che le risorse rimaste in tasca come le mani al freddo di gennaio siano tirate fuori con la stessa frequenza di un ombrellone in spiaggia libera d’estate, e l’amarezza di una conferma: non siamo più ai vertici del calcio europeo. Me ne faccio una ragione: alle 18 del sabato si torna in campo per la giornata numero 23 e vado a schierare la formazione del fantacalcio, passione che tocca milioni di allenatori virtuali in uno Stato in cui, come diceva Winston Churchill, si perdono guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. Dai un occhio alla lista: Lewandowski è in Bundesliga, Icardi nella rosa del tuo avversario.