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mattia caldara, atalanta

Competitivi e preparati anche fuori dal campo? Si può, a discapito delle voci di popolo e del sentire comune. Premessa d’obbligo: non stiamo dando alla categoria dei calciatori le stimmate di “uomini di cultura”, ma i numeri dimostrano che l’etichetta di “ignoranti” può essere cancellata. Come in tutti gli altri ambiti, anche nel mondo del calcio ci sono strade e carriere che si incrociano all’interno del rettangolo di gioco, anche se al di fuori di questo non tutti sembrano avere come unico pensiero il pallone, anzi. Calcio e studio possono andare di pari passo. L’ultima dimostrazione è arrivata da Mattia Caldara, talentuoso difensore azzurro nato nel 1994 e oggi all’Atalanta, ma già promesso sposo della Juventus. Il calciatore di proprietà dei bianconeri, in prestito a Bergamo, ha in tasca un diploma di ragioneria con votazione di 93/100, studierà nell’Università intitolata a Guido Carli attraverso la collaborazione tra la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali e Gr Sports Agency, la società fondata dal procuratore Giuseppe Riso che cura gli interessi e gestisce l’immagine del giocatore. A fine percorso, auspicando in un esito positivo, il difensore della Juventus però non sarà l’unico a poter contare su un titolo universitario nel massimo campionato italiano. Insieme a lui infatti ci sono stati altri giocatori che hanno conseguito la laurea, fino a comporre una potenziale Top 11.

Fonte: lastampa.it

Difesa: regnano economia e giurisprudenza

Concentrazione, equilibrio e attenzione. Sono le doti che si richiedono a un buon difensore o a un ottimo portiere, così come agli uomini di leggi e a chi deve verificare i conti. Sarà per questo che le lauree in economia e giurisprudenza vanno a braccetto con i calciatori che devono presidiare la propria porta. Giorgio Chiellini, difensore della Juventus, si è specializzato in Business Administration dopo la laurea in Economia e Commercio da studente/lavoratore. Titolo di studio simile, nell’altra metà di Torino, per Lorenzo De Silvestri: il terzino destro classe 1988 è laureato in Economia e Management dello Sport. Duro in campo, elegante fuori: un binomio che ben si addice a Guglielmo Stendardo, difensore oggi in forza al Pescara dopo aver conseguito la laurea in legge alla Link Campus University di Malta, ha anche sostenuto l’esame per diventare avvocato superandolo a pieni voti. Una via che gli ha provocato qualche problema in campo: il 24 settembre 2015, quando era all’Atalanta, non fu convocato per una partita a causa di un esame imminente. Completa la linea Angelo Ogbonna, italiano ma oggi al West Ham: è proprio in Inghilterra che ha conseguito la laurea in Giurisprudenza. Tra i pali la scelta ricade su Christian Puggioni, fresco di passaggio al Benevento: non ha ancora ottenuto il famoso foglio di carta, ma la laurea in legge è vicina.

Fonte: gazzetta.it

Centrocampo, si detta legge

Come valori assoluti, lo dicevamo all’alba di questa riflessione, i calciatori laureati ci sono, ma in percentuale comunque inferiore alla media: una statistica dettata sì da una buona componente di mancanza di volontà, ma anche da carriere che iniziano molto presto e che difficilmente concedono spazio per crearsi agevolmente un percorso professionale parallelo al calcio.. A dimostrarlo è uno studio dell’anno scorso di Transfermarkt (sito tedesco tra i più autorevoli quanto a statistiche e analisi su tutti i calciatori in attività), secondo il quale il tasso dei laureati della Serie A era appena dello 0,8%. Allora, peschiamo anche nelle panchine: in cabina di regia della nostra Top 11 posizioniamo l’allenatore del Verona Fabio Pecchia che quando giocava era già noto come l’Avvocato, mentre il suo collega nell’Udinese Massimo Oddo –utilizzato come “ala” per l’occasione – ha conseguito la laurea in Scienze giuridiche, economiche e manageriali dello sport (nel 2011). L’eco della Serie A risuona nel nome dell’ex centrocampista del Milan Nigel De Jong, dottore in economia politica, e nel terzino dell’Inter Yuto Nagatomo, fresco di passaggio al Galatasaray: il 32enne giapponese è laureato in Economia presso l’Università di Meiji, una delle più prestigiose di Tokyo.

Fonte: fantagazzetta.it

Attacco, Mertens l’eccezione

E non solo perché l’attaccante belga continua a segnare con una facilità impressionante, partorendo gemme preziose. Chiedere agli spettatori presenti domenica sera al “Vigorito” per conferme su quel dolce pallonetto che ha aperto le marcature nella vittoria del Napoli: nello spogliatoio azzurro il numero 14 è l’unico laureato. Dottore in Scienze Motorie, per la precisione. Dries Mertens merita così la maglia numero 10 della nostra insolita formazione, affiancato lì davanti da un altro volto noto passato per anni sui campi del calcio italiano con le maglie di Parma, Fiorentina e Juventus: Adrian Mutu, laureato in giurisprudenza all’Università di Bucarest.

Top 11 Laureati: Puggioni; De Silvestri, Stendardo, Chiellini, Ogbonna; Oddo, Pecchia, De Jong, Nagatomo, Mutu, Mertens.

Gli altri “dottori”

Altri esempi di calciatori che hanno superato avversari e ostacoli fino alla laurea? In Italia ci sono Annibale Frossi, Franco Baldini, Piero Volpi, Fulvio Bernardini, Nello Governato, Lamberto Boranga, Luigi Beghetto, Gianfranco Semioli, mentre all’estero compaiono nomi importanti come quelli di Edwin Van der Sar, Glen Johnson, Robert Lewandowski, Cesc Fabregas, Xabi Alonso, Andres Iniesta, Juan Mata. Gli ultimi quattro hanno avuto nell’ultimo decennio un ruolo di primo piano nella Spagna capace di vincere tutto, o quasi. E non sarà un caso.

Di Luca Guerra