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Motta nel giorno della presentazione al PSG - FOTO: sito ufficiale PSG

Thiago Motta, centrocampista italo-brasiliano del Paris Saint-Germain con un passato glorioso in Serie A con le maglie di Genoa e Inter, ha rilasciato una lunga intervista a France Football alla vigilia dell’andata degli ottavi di finale contro il Real Madrid. Il metodista dei parigini è tornato a parlare della sua avventura in nerazzurro culminata con trionfo in Champions in finale contro il Bayern Monaco grazie alla doppietta di Milito:  “Quando giocavo all’Inter e siamo andati a giocare la semifinale di Champions a Barcellona nel 2010 il nostro modo di giocare è stato quello di stare in undici nella nostra metà campo e poi provare ad attaccare in contropiede. Questo non è il gioco del PSG. Ma questo non vuol dire che bisogna partire all’attacco, come dei pazzi in avanti. Bisogna trovare l’equilibrio. Ma per qualificarci dovremo essere il PSG, tutto qua”.

Thiago Motta elogia Mourinho

Poi Thiago Motta ha esaltato il modo di difendere della squadra del Triplete, allenata in maniera magistrale da José Mourinho: “All’Inter la difesa era composta da undici persone. Samuel e Lucio sono stati degli ottimi difensori, uno meglio dell’altro, ma anche Eto’o e Milito sapevano difendere. Da qualche parte è stato obbligatorio perché è stata la nostra idea di calcio all’Inter. Questa è la cosa importante, restare fedeli alla propria identità e giocare con quella senza rinnegare se stessi. Al PSG siamo abituati a giocare in attacco.  Mourinho è stato fondamentale. Aveva una tale personalità…Alcuni dei nostri giocatori non avevano questa personalità. Ma lui ce l’ha trasmessa, dopo ognuno lavorava sulle sue idee”. Infine il centrocampista del PSG ha concluso l’intervista spiegando le differenze tra Neymar e Ibrahimovic: “Neymar ha portato il club su un altro livello, bisogna rendersi conto che è un giocatore enorme con grande capacità di dribblare. Chiede sempre di avere il pallone, un po’ come Ibra del resto. Sono due giocatori complementari”.