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Manuel Lazzari, Spal
Manuel Lazzari in azione con la maglia della Spal, con cui in questa stagione ha debuttato in serie A. Fonte - www.pianetafantacalcio.it

Non è certamente un bel periodo per la Spal di Leonardo Semplici, reduce da due sconfitte consecutive con Cagliari e Milan, terzultima in classifica a quattro lunghezze di distacco dal Crotone. Senza successi dallo scorso dicembre, la meglio piazzata tra le neopromosse non ha approcciato al massimo il 2018, nonostante i preziosi pareggi consecutivi imposti a Udinese e Inter avessero fatto ben sperare i tifosi ferraresi. Manuel Lazzari tuttavia continua a riscuotere complimenti, imponendosi come dei migliori esterni di fascia del campionato; un giocatore del quale si continua evidentemente a parlare poco, capace di rappresentare una certezza nello scacchiere tattico del tecnico toscano, e sul quale si stanno catalizzando le attenzioni dei maggiori club italiani. Un carneade trasformatosi in veterano, presenza costante durante tutto l’arco dei novanta minuti grazie a una vivacità davvero unica nel suo genere, in grado di tenere in costante apprensione i suoi avversari diretti.

Lazzari, il carneade divenuto imprescindibile

Una storia quantomeno curiosa quella dell’esterno classe ’93, unico superstite della Giacomense, club militante in Lega Pro fusosi con la Spal nell’estate 2013 fino a rinverdire i fasti della società di un tempo, dal glorioso passato tra serie A e B. Esordiente nel massimo campionato nazionale, al pari di diversi suoi compagni di squadra, ha realizzato il suo primo e unico gol nel match della seconda giornata con l’Udinese, chiudendo simbolicamente un cerchio. Intraprendente, spigliato, protagonista, Lazzari si è imposto sin da inizio stagione come uno dei giocatori chiave del gioco di Semplici: esterno a tutta fascia capace di difendere e attaccare senza soluzione di continuità. Con il passare delle giornate, la serie A ha imparato a conoscerlo, mentre lui non hai modificato il suo modo di intendere il ruolo cucitogli addosso da colui che può essere certamente considerato come suo padre calcistico. Lazzari è attualmente il giocatore che ha più volte tentato il dribbling sulla fascia in assoluto, mettendo spesso alle corde il proprio avversario diretto, come accaduto con Ricardo Rodriguez nell’arco di tutto il primo tempo di Spal-Milan. Un primato inaspettato che testimonia la sua peculiarità nell’andare sempre alla ricerca della giocata, creando quella superiorità numerica che resta uno dei fattori di maggior efficacia nel calcio moderno. Anche i numeri dell’ultima partita con i rossoneri, vedono Lazzari primeggiare per quanto riguarda i cross effettuati (meglio di lui solo Suso con 4), confermando la tendenza stagionale. Non è un caso che il ragazzo di Valdagno sia attualmente l’elemento più impiegato dell’intera rosa con i suoi 2288’ disputati, sempre presente da titolare in tutte le 24 partite.

Su e giù sulla fascia, sognando la Nazionale

Anello di congiunzione tra vecchio e nuovo corso, soprattutto dopo l’addio dell’ex capitano Mora, Lazzari rappresenta una delle certezze di una squadra che ha davanti a sé un’impresa difficile, ma non impossibile vista la discreta qualità del materiale a disposizione. Attesa dalla proibitiva trasferta di Napoli, la Spal dovrà fare di necessità virtù, senza mai rinunciare ai propri principi, ancorata al 3-5-2 e 3-5-1-1, i moduli utilizzati da Semplici a seconda del valore dell’avversario. Imprescindibile come sempre, Lazzari continuerà a presidiare la fascia destra di competenza, cercando di migliorare in fase di appoggio e cross, fondamentali che ancora non vanno di pari passo alla grande mole di corsa e dribbling. Quando avrà compiuto quest’ultimo salto, potrà sicuramente essere considerato merce rara nel panorama calcistico nazionale, stuzzicando anche la curiosità del neo ct Di Biagio che potrebbe decidere di concedergli una chance in vista delle prossime due amichevoli con Argentina e Inghilterra. Lui intanto scala le classifiche di rendimento (è al nono posto della top ten dei giocatori che hanno subito più falli, alla pari con Ilicic e Belotti a quota 49) e resta concentrato sul futuro prossimo della Spal, che dopo aver trovato la sua freccia deve tornare a marciare sulla corsia di sorpasso verso la salvezza.