Allan tra rinnovo e il sogno mondiale, il working class hero del Napoli

Allan tra rinnovo e il sogno mondiale, il working class hero del Napoli

In tutte le orchestre, anche le più talentuose, esiste sempre un musicista meno dedito ai virtuosismi ma senza il quale il gruppo non potrebbe andare a tempo. Solitamente addetto alle percussioni, colui che abbandona la melodia per i suoni sordi è al servizio del collettivo come nessun altro, cosciente della sua importanza capitale nonostante non sia solito rubare la scena. Allan Marques, autore del gol con il quale ieri il Napoli ha battuto di misura la Spal, è il working class hero della squadra azzurra. Il coltellino svizzero utile in ogni occasione e fondamentale per tenere salda l’elasticità di una squadra che si muove a fisarmonica sempre in sintonia con il pallone ma che ha bisogno di un guerriero dedito al lavoro sporco. Se poi quest’ultimo dispone anche di un discreto palleggio e di una capacità di inserimento rabbiosa ed effettiva, non c’è da meravigliarsi se il brasiliano spicchi come il giocatore più insostituibile tra quelli a disposizione di Maurizio Sarri. Zielinski non può fargli da riserva e Rog può farlo fiatare solo in momenti sporadici.

Il suo spirito è intriso di abnegazione e le sue gambe composte da un dinamismo tale da permettergli di recuperare palloni e ripartire con identico slancio. Senza negare di offrire sempre un appoggio a Callejón o Hysaj, portare l’acqua a Jorginho e, soprattutto, pressare in modo così efficace da aver migliorato le statistiche in zona gol. In campionato fino ad ora ha accumulato 3 assist e 4 reti. Caso vuole che Allan entri nel tabellino dei marcatori ogni 7 incontri disputati, per un computo globale di marcature già simile a quello delle due prime stagioni in azzurro. La sua importanza è andata in crescendo specialmente da quando il gioco del Napoli si è spostato da sinistra a destra in seguito all’infortunio di Ghoulam, creando un’alternativa valida e pungente sull’out prima meno incisivo degli azzurri.

Allan, rinnovo sì, mondiale forse

Ormai totalmente compenetrato nella mentalità napoletana, il brasiliano si è dimostrato consapevole dell’unicità del suo ruolo, seppur sempre con la testa bassa. Il rinnovo fino al 2022 senza alcuna clausola rescissoria sembra cosa fatta e lo stesso Allan si profila come uno dei calciatori che correrà parecchi km in maglia azzurra insieme ad Insigne e Jorginho, entrambi, come lui, classe 1991. Ciò che invece fa scalpore è la sua totale assenza dal gruppo della nazionale brasiliana che punterà al sesto titolo mondiale in Russia. A parte cinque presenze nell’under 20, il numero 5 azzurro non ha mai indossato la casacca verdeoro, un onore importantissimo in patria. Eppure il tecnico brasiliano Tité, che ha plasmato un gruppo compatto e determinato, sembra aver già scelto la maggior parte degli effettivi per l’avventura mondiale. In mezzo al campo Fernandinho, Renato Augusto, Paulinho e Willian sono sicuri, senza dimenticare il possibile ritorno in gruppo di Luiz Gustavo. Nonostante l’azzurro sia protagonista probabilmente della sua miglior stagione in carriera, è plausibile che Tité non voglia stravolgere un gruppo forgiato durante una fase di qualificazione strepitosa nella quale lo stesso Allan non è stato praticamente mai preso in considerazione.

Per adesso se lo godono Maurizio Sarri e lo stadio San Paolo, che ieri ha gridato il suo nome a squarciagola dopo un gol fondamentale che è valso da solo tre punti necessari per credere al miracolo. Il lottatore silenzioso è il simbolo più fiero del Napoli armonioso ma anche guerriero che prova a scrivere la storia da working class hero.