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Davide Calabria (Foto: Twitter @acmilan)

Milan-Sampdoria, posticipo domenicale della 25/a giornata di Serie A, ha portato con se diverse polemiche, legate all’utilizzo del Var sul caso Calabria. Il giovane terzino rossonero si è infatti ritrovato protagonista di un episodio sospetto a cavallo dell’area milanista proprio sul finire della prima frazione di gioco. A conti fatti il Milan porterà a casa il bottino pieno grazie ad un goal di Bonaventura su assist dello stesso Calabria, ma il classe 1996 di Gattuso ha ‘creato’ un caso che farà scuola. Al 38′ di Milan-Sampdoria gli uomini di Giampaolo effettuano un lungo lancio in direzione del centravanti colombiano Duvan Zapata, anticipato però al limite dell’area proprio da Calabria con quello che a tutti gli effetti sembra essere un tocco di mano. I doriani protestano, il gioco viene momentaneamente fermato e il Var procede all’analisi dell’intervento. Il mani di Calabria sembra piuttosto evidente ma dopo qualche istante di palpitazione il calcio di rigore per la Samp non viene comunque concesso.

Milan-Sampdoria, perchè non viene utilizzato il Var sul mani di Calabria?

Va dunque spiegato perchè il Var non è intervenuto assegnando ai doriani il penalty per fallo di mano di Calabria. Nel post-partita negli studi di Sky il caso viene analizzato con cura ed è evidente che è lo stesso protocollo del Var ad impedirne l’applicazione in casi come questo.Non sembra infatti possibile stabilire con certezza la posizione di Calabria al momento del mani, in quanto il terzino rossonero potrebbe trovarsi fuori area. I calci di punizione non sono dunque episodi che rientrano nella categoria dei “rivedibili” con l’ausilio del Var e per questo la tecnologia non ha modificato l’iniziale decisione arbitrale. Non potendo stabilire se il tocco era avvenuto in area o meno il Var non ha quindi potuto fare altro che confermare la decisione del direttore di gara.