Calabria, lo stantuffo inesauribile simbolo del nuovo Milan di Gattuso

Calabria, lo stantuffo inesauribile simbolo del nuovo Milan di Gattuso

Faccia da bravo ragazzo, precisione chirurgica negli interventi, intelligenza calcistica, piede educato, sovrapposizioni efficaci. Come certificato dai meritati elogi di Gattuso nel dopo partita di Milan-Sampdoria, Davide Calabria sta attraversando un momento di forma particolarmente brillante, probabilmente il più luminoso della sua giovane carriera. Lanciato in prima squadra da Sinisa Mihajlovic ancora prima dell’esordio di Donnarumma, il classe ’96 sta finalmente trovando la continuità che gli era sempre mancata per esprimere tutto il potenziale a disposizione. Tra i migliori nel match con i blucerchiati, Calabria sta stupendo tutti per rendimento, corsa e giocate decisive, proponendosi come il terzino del futuro per i rossoneri, da anni alla ricerca di un giocatore in grado di ridare lustro ai fasti del glorioso passato.

Calabria, il protagonista che non t’aspetti

Non è un azzardo considerare oggi Calabria tra i giovani prospetti su cui costruire il Milan che verrà, nonostante la giovane età consigli in questi casi calma ed equilibrio nell’esprimere giudizi e fare previsioni. L’ultima performance induce a ben sperare soprattutto perché dal primo all’ultimo minuto Calabria è rimasto lucido negli interventi, sempre sul pezzo fisicamente, presente nelle fasi calde della partita, protagonista nell’azione che ha ispirato la rete decisiva messa a segno da Bonaventura. Le sovrapposizioni sulla fascia destra con Suso in possesso palla sono state tra gli elementi tattici che il 4-3-3 di Gattuso ha contrapposto al 4-3-1-2 di Giampaolo, risultando a conti fatti determinanti. I numeri dimostrano come Calabria sia stato il giocatore ad effettuare più cross al pari di Calhanoglu, oltre che quello ad aver giocato più palloni nell’arco della gara. Curioso notare come il terzino rossonero, assieme a Montolivo, primeggi nel dato relativo alle palle recuperate, segno inequivocabile di uno stato di forma smagliante che gli ha permesso di correre e rincorrere gli avversari fino al novantesimo. Il coast to coast nel finale ha esaltato il pubblico rossonero, prima che il grande intervento di Viviano negasse a Calabria la gioia del primo gol in serie A. Straripante dal punto di vista fisico, è riuscito a gestirsi in maniera oculata, senza mai far mancare il proprio contributo alla fase d’attacco, supportata intelligentemente solo quando c’era effettivamente la possibilità di far male all’avversario.

Da Montella a Gattuso, un cambiamento sostanziale

Quasi a sorpresa Gattuso ha trovato l’ideale di terzino moderno che ogni allenatore vorrebbe avere a disposizione. Non soltanto difensore puro abile a muoversi assieme alla linea, Calabria è uno stantuffo inesauribile sulla fascia di competenza. Presidio della propria zona, attacco dello spazio in profondità, capacità di servire il compagno meglio piazzato mettendolo così in condizione di colpire verso la porta avversaria. Con Montella, che l’aveva spesso utilizzato sulla linea dei centrocampisti, la scintilla non era mai scoccata del tutto, nonostante la discreta fiducia che il tecnico campano aveva mostrato nei suoi riguardi; la musica è cambiata con l’avvento sulla panchina rossonera dell’ex allenatore della Primavera, che l’ha nuovamente riproposto nel suo ruolo naturale, ricavandone quantità abbinata a  sprazzi di discreta qualità. Il passaggio a vuoto nella partita con l’Udinese, dove la sua espulsione aveva costretto il Milan a un finale di partita in sofferenza culminato nel pareggio friulano, non ha minato le certezze acquisite nelle precedenti uscite da titolare. Un’ascesa costante quella di Calabria, anticamera di una possibile chiamata in Nazionale maggiore dove ritroverebbe Di Biagio, il tecnico con cui ha condiviso gli anni nell’Under 21. Fino a quel momento, basterà continuare a mostrare le proprie qualità, dentro e fuori dal campo; quando si è giovani si fa presto a montarsi la testa, ma qualcosa ci porta a pensare che a un ragazzo così non accadrà facilmente.