martedì, Gennaio 25, 2022

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Da dove provengono gli allenatori di Serie A? Dominio della Toscana

Nella “propaganda” del nostro calcio sovente è possibile ascoltare o leggere una frase che nasconde qualche insidia ma che, a suo modo, rappresenta la pura verità: gli allenatori italiani sono i migliori del mondo. E guai a sostenere che sia una menzogna: d’altronde i vari Sacchi, Capello, Ancelotti, Conte – solo per citare i più recenti – hanno vinto tanto sia in Italia che in Europa e sono riconosciuti come alcuni tra gli allenatori più famosi e vincenti nella storia del calcio. Negli ultimi anni nuovi talenti sono emersi e vecchie certezze sono ritornate in ballo: gli allenatori italiani sono sempre una garanzia, sia nel Bel Paese che all’estero. Ognuno di loro è però cresciuto in un contesto particolare, spesso in comune con altri colleghi ma anche differente rispetto alla massa. Può essere interessante, dunque, comprendere meglio dove e come si sono formati gli allenatori nostrani che attualmente guidano le squadre della nostra Serie A.

Dalla Toscana all’estero: dove sono “cresciuti” gli allenatori italiani

Il punto di partenza di questa riflessione può scaturire da un passaggio della recente intervista di Luciano Spalletti al Corriere dello Sport: il tecnico di Certaldo ha spiegato che, secondo lui, la maggior parte degli allenatori italiani di valore proviene dalla Toscana perché in questa regione ci sono strutture notevoli (come ad esempio quella di Coverciano) e tantissime squadre della regione stessa sono state al top in questi anni nei nostri campionati (si potrebbero citare, tra gli esempi più eclatanti, quelli di Fiorentina, Empoli,Siena e Livorno). La visione di Spalletti – che è personale, ma contiene motivazioni oggettiva – viene avvalorata anche dal fatto che, effettivamente, in questo momento molti degli allenatori della nostra Serie A vengono proprio dalla Toscana. Spalletti stesso, come detto, è originario di Certaldo e sin da calciatore ha sviluppato la sua carriera proprio in squadra prevalentemente toscane, con qualche eccezione ligure (come la Virtus Entella, squadra nella quale fu allenato dall’ex C.T. dell’Italia Gianpiero Ventura). Anche come allenatore Spalletti ha iniziato in Toscana, proprio all’Empoli, prima nelle giovanili e poi come allenatore della prima squadra. Un percorso che lo ha portato a vincere prima una Coppa Italia di Serie C proprio con i toscani e poi tanti altri trofei con la Roma e lo Zenit. Anche il tecnico attualmente più vincente del campionato italiano è toscano: Massimiliano Allegri è stato un onestissimo calciatore (giocando anche per Pisa e Livorno), per poi emergere come allenatore in primis al Sassuolo, poi con il Cagliari e infine trovare la consacrazione con Milan e Juventus. Questo dopo una gavetta che – a proposito di squadre toscane – gli ha permesso di allenare anche il Grosseto. Pur essendo napoletano di nascita, a tutti gli effetti anche Maurizio Sarri può essere considerato un toscano, essendo cresciuto prevalentemente nell’aretino. La sua storia, arcinota e plurinarrata, lo vede lontano dai campi da gioco come calciatore ma attivissimo nelle serie minori come allenatore. Soprattutto, per l’appunto, con squadre toscane e campane (prima del Napoli aveva brevemente allenato Avellino e Sorrento). La perseveranza e le qualità tecniche gli hanno poi permesso di diventare un idolo dei partenopei, non prima di aver portato a termine alcune stagioni incredibili tra Serie B e Serie A di nuovo con l’Empoli, club di fatto abituato a lanciare grandi allenatori. Anche Walter Mazzarri non poteva mancare in questa lista: altro toscano capace di allenare sia Napoli che Inter, l’attuale allenatore del Torino è originario della provincia di Livorno, club che ha guidato per una stagione guadagnando una promozione in Serie A. Leonardo Semplici è invece “l’intruso” del gruppo, un allenatore che solo quest’anno ha raggiunto la Serie A dopo tanta gavetta ma che è diventato famoso soprattutto per aver guidato la Primavera della Fiorentina, che all’epoca vantava giocatori come Lezzerini, Bernardeschi, Capezzi, Seferovic, Iemmello e Camporese. Prima di tutto questo e degli exploit con la Spal, Semplici aveva allenato il Figline con ottimi risultati, nonché Arezzo e Pisa negli anni successivi. In generale quasi tutti i tecnici della Serie A sono legati in qualche maniera alla Toscana ma quelli citati sono sicuramente gli esempi più eclatanti perché facenti parte del territorio.

Di Francesco
Eusebio Di Francesco. Fotoda: ansa.it

Gli allenatori del resto d’Italia

Ovviamente non tutti gli allenatori sono nativi della Toscana o hanno avuto una formazione in quella specifica regione. Basti pensare, per esempio, al calabrese Gennaro Gattuso, che da calciatore ha iniziato a farsi notare addirittura in Scozia prima di emergere con il Milan e che da guida tecnica ha fatto il girovago per tutta l’Europa prima di tornare nella casa rossonera. La piccola colonia dei milanesi è guidata invece da De Zerbi, Donadoni e Zenga: il bresciano ha allenato e giocato soprattutto al Sud (Napoli, Palermo, Foggia, Benevento), il bergamasco si è ormai stabilito a Bologna da anni dopo una grande carriera da calciatore con il Milan ed esperienze da allenatore di club con Genoa, Napoli, Livorno e Parma. Infine, Zenga è stato una bandiera dell’Inter ma da allenatore ha vinto gli unici trofei all’estero, con la Steaua Bucarest e la Stella Rossa Belgrado. Anche l’Emilia-Romagna può vantare una piccola colonia, di cui fanno parte il piacentino Simone Inzaghi (che ha conquistato la Lazio sia da giocatore che da allenatore, nelle giovanili e in prima squadra), il ravennate Davide Ballardini (divisosi spesso tra Palermo, Cagliari e Genoa, con parentesi alla Lazio) e il parmigiano Stefano Pioli (Parma, Bologna, Inter, Lazio e Fiorentina nel suo pedigree da allenatore). Pure l’Abruzzo può vantare tre rappresentanti in Eusebio Di Francesco, attuale tecnico della Roma ma in passato allenatore anche di Pescara e Sassuolo, Marco Giampaolo, nato a Bellinzona ma originario di Giulianova e nomade della panchina e il Campione del Mondo Massimo Oddo, che dopo una bella carriera con (tra le altre) Napoli, Verona, Lazio e Milan sta guidando l’Udinese dopo l’esperienza a Pescara. Fabio Pecchia è napoletano solo d’adozione, poiché in realtà è nato a Formia: è cresciuto proprio nella squadra partenopea, sia come uomo che come allenatore (in molti lo ricordano, dopo piccole esperienze minori, secondo di Benitez proprio al Napoli e anche al Real Madrid). Gasperini è l’unico piemontese, Maran l’unico trentino, Iachini il solo marchigiano mentre Diego Lopez – una vita al Cagliari sia come allenatore che come allenatore – è l’unico straniero presente in Serie A.

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