Infortunio Neymar, il Mondiale prima di ogni cosa

Infortunio Neymar, il Mondiale prima di ogni cosa

Il Mondiale prima di tutto. Non lasciatevi ingannare dalle ormai prossime consultazioni elettorali, anche se lo slogan potrebbe richiamare ad un movimento politico. L’infortunio subito da Neymar nel corso di Psg-Marsiglia dello scorso 25 febbraio ha trasformato gli ultimi giorni in un turbinio di comunicati stampa e accuse che hanno coinvolto a vario titolo il club parigino, lo stesso giocatore, il suo entourage, fino ad arrivare al medico della Selecao Rodrigo Lasmar. Quella che sembrava una forte distorsione alla caviglia, sembra essersi trasformata in una ben più grave “frattura al quinto metatarso del piede destro” capace di mettere a rischio addirittura la piena integrità fisica di O Ney in vista del Mondiale in Russia di giugno. Una notizia che, se confermata, getterebbe nella disperazione un paese intero e soprattutto non gioverebbe al calcio in generale, se non fosse che quanto accaduto in queste ore lascia qualche dubbio sulla reale entità di un problema fisico divenuto ovviamente di dominio pubblico vista la portata del giocatore in questione, divenuto il più pagato di sempre dopo il suo trasferimento record nella capitale francese. L’impressione è che alla fine della giostra, la posizione del Psg ne esca parecchio indebolita, sopraffatta dal circo mediatico che gravita attorno a Neymar, già tornato in patria per sottoporsi alle cure del caso. Tutto questo a pochi giorni dal ritorno degli ottavi di finale di Champions League, dove la squadra di Emery sarà chiamata all’impresa per ribaltare il 3-1 subito all’andata dal Real Madrid; una sfida stellare della quale non farà certamente parte il fuoriclasse brasiliano, l’uomo più atteso, anche se non è detto che la sua assenza rappresenti necessariamente una cattiva notizia per i parigini.

Da distorsione a frattura, la stagione di Neymar è già finita

Quando si parla di Neymar, nulla è come sembra. Ecco perché, anche una distorsione alla caviglia può diventare materia di discussione e riempire una quantità impensabile di fogli di giornali. Dubbi, accuse, smentite, stoccate, verità vere o presunte. A metà tra realtà e finzione, la questione si è trascinata ben oltre i confini del lecito, sfociando in un terreno più adatto agli speculatori che ai semplici appassionati di calcio. I 222 milioni di euro sborsati in estate dal Psg per strappare Neymar al Barcellona in barba alle rigide restrizioni del FFP, avrebbero probabilmente preteso più controllo diretto su un caso divenuto ben presto materia di scontro diplomatico tra gli uomini di campo come il tecnico spagnolo Emery e la federazione brasiliana, con in mezzo la proprietà qatariota rappresentata da Al-Khelaifi a cercare di mediare. L’iniziale pretattica si è trasformata in irritazione, con tanto di allusioni a proposito della poca propensione del giocatore a giocare sul dolore a differenza di quanto fatto in passato da Guedes (ora al Valencia), prima che il responso medico di Lasmar mettesse al momento la parola fine sull’argomento. Niente Real Madrid dunque (sarebbe comunque stato molto complicato un recupero lampo per il match in programma la prossima settimana) e a questo punto chissà, la stagione di Neymar potrebbe essere già finita visto il rassicurante vantaggio del Psg sul Lione in Ligue 1 e la semifinale di Coppa di Francia conquistata a spese del Marsiglia. Del resto, un Mondiale da protagonista non è paragonabile a un campionato di secondo livello e pazienza se uno stipendio da 3 milioni di euro al mese imponga un comportamento decisamente più professionale.

Un Mondiale da protagonista

Senza il suo giocatore più rappresentativo, il Psg attende i Blancos di Zinedine Zidane, forti del doppio vantaggio conquistato al Santiago Bernabeu. Assenza pesante che costringerà Emery a pescare dal mazzo di una panchina lunga e di qualità, dalla quale potrebbe alzarsi Angel Di Maria, decisivo con una doppietta nel 3-0 al Marsiglia di Rudi Garcia (7 gol in 4 partite di coppa per il Fideo). Toccherà probabilmente a lui non far rimpiangere l’infortunato Neymar, sempre più lontano dall’ideale di calciatore in grado di incarnare il leader di uno spogliatoio composto da tante prime donne e nessun campione affermato. Tutto il contrario di quanto avviene con la maglia della Selecao di Tite, dove l’ex stella del Santos rappresenta senza dubbio il fuoriclasse dal quale dipendono le sorti di una nazionale accreditata come una delle grandi favorite al titolo di campione del mondo. Questione di stimoli e prospettive, obiettivi e priorità: il Mondiale prima di tutto, meglio se preparato all’ombra della torre Eiffel piuttosto che lungo le affollate Ramblas.