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casemiro real madrid

Le notti calcistiche di gala sono riservate a quei calciatori che fanno sempre parlare di sé in maniera positiva. Sia per la continuità nell’andare in gol (vedi Cristiano Ronaldo), sia per la solidità difensiva (vedi Rafael Varane). Ma persino in queste occasioni da vestito buono si sente forte e vibrante la voce dell’operaio, di quell’umile pedina che con il suo lavoro a base di olio di gomito mette le basi per la vittoria. D’altronde anche gli edifici con le facciate più belle necessitano delle travi e delle fondamenta più solide per risplendere. Paulo Henrique Casemiro è forse il titolare meno vistoso del Real Madrid, ma anche il più difficile da sostituire. Quale sentinella in mezzo al campo ha non solo il compito di scortare Modric e Kroos al momento di ricamare l’azione ma è altresì importante far fare da diga davanti alla difesa. Per di più, il mediano brasiliano si prodiga anche negli inserimenti offensivi, grazie al suo istinto di scegliere il momento propizio per sgusciare alle spalle dei rivali senza praticamente farsi notare. Diverso da Busquets ma proprietario della stessa zolla di campo, il brasiliano è ugualmente importante per il gioco dei suoi. Meno vistoso e armonioso, il calcio del Real Madrid è più speculativo e cinico di quello del Barcellona, ed è per questo che il dinamismo e l’astuzia di Casemiro si equivalgono con il senso della posizione e le geometrie del numero 5 blaugrana. Ma è soprattutto nelle serate importanti che il suo impiego risulta fondamentale.

Casemiro, solo gol importanti

Fin dall’inizio di stagione Casemiro si era fatto notare per il suo contributo, alquanto insperato, in zona gol. Ne sa qualcosa José Mourinho, sconfitto nella gara unica della Supercoppa Europea per 2 a 1 in un incontro nel quale lo stesso numero 14 merengue aveva aperto le marcature sfruttando un cross dalla destra di Carvajal. Turnover con l’Apoel Nicosia a parte, l’ex San Paolo è stato utilizzato sempre in Europa da Zidane, che gli ha risparmiato soltanto 11 minuti della gara di andata contro il PSG per far spazio a Lucas Vazquez, che ha poi spezzato la resistenza francese nel finale. Ma nei momenti importanti, soprattutto quando c’era da battagliare in mezzo al campo, il tecnico francese non ha mai fatto a meno di Casemiro, che in Champions non ha sommato neanche un’ammonizione. Nel match di ritorno a Parigi, con un 4-4-2 piuttosto improvvisato, è stato lui il perno di cemento armato che ha permesso a Kovacic di impostare e a Vazquez e Asensio di viaggiare liberi sulle fasce. In totale il mediano ha intercettato ben 11 palloni e distribuito il 95% dei passaggi correttamente secondo le statistiche ufficiali.

Numeri che da soli giustificherebbero un’ottima prestazione alla quale va aggiunto il gol con il quale ha chiuso la partita con il definitivo 2 a 1. Un gol fortunoso, come quello nella finale del 3 giugno scorso a Cardiff contro la Juve, ma un premio alla sua audacia e alla sua capacità unica di passare da mediano difensivo a incursore in pochi secondi. E come dimenticare lo strepitoso gol del 3 a 1 rifilato oltre un anno fa al Napoli: un fulmine lanciato al volo senza pensarci. Perché Casemiro è istinto e rabbia, copertura e incisività. E nei momenti caldi, Zidane non può fare a meno di lui.