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Sarà un ottavo di Europa League particolarmente spettacolare quello previsto stasera alle 19 a San Siro. Il Milan più avvincente e determinato della stagione affronta i campioni in difficoltà dell’Arsenal di Wenger, sconfitto anche nell’ultimo turno di campionato. Ma l’ennesimo flop dei Gunners non è più una novità per la formazione londinese, che dopo 37 incontri stagionali ha registrato il dato quasi drammatico di 12 sconfitte. Un vero e proprio fallimento dell’Arsenal ancora sotto la gestione di Arsene Wenger, che dopo aver speso fior di sterline a gennaio per portare all’Emirates Mkhitaryan e Aubameyang e rinnovare il contratto di un deludente Ozil, non riesce a stare nemmeno nelle prime quattro della Premier League. Già nella stagione scorsa i Gunners avevano mancato per la prima volta in 20 anni l’accesso alla Champions League, un bis sempre più vicino. Costretti a giocare l’Europa League, dovranno affrontare una delle squadre più in forma d’Europa, il Milan di Gattuso.

Arsenal, la difesa: i fondamentali mancanti

La recentissima sconfitta a Brighton dell’Arsenal è un evidenziatore caratteristico dei tipici errori della squadra londinese. Due reti prese in modo imbarazzante e assolutamente evitabili, unite a una fase offensiva sterile e particolarmente prevedibile nonostante i top player schierati negli ultimi 50 metri di campo.

Portiere titolare dell’Arsenal, quest’anno Cech ha subito 42 gol

La prima rete dei locali è arrivata su una errata respinta di Cech in area e conseguente libertà del difensore Dunk di piazzare incontrastato il pallone in rete; la seconda marcatura è sempre un regalo di Cech, ma stavolta assieme all’ex portiere del Chelsea c’è pure Koscielny. Si perde in marcatura Murray che salta da solo e buca il non incolpevole estremo difensore. L’Arsenal di questa stagione vive continuamente di buchi difensivi ed errori in impostazione, palesando un’inconcludente relazione tra reparto difensivo e centrocampo. Ramsey o Xhaka spesso ricevono palla spalle ai propri difensori e l’intercetto per l’avversario è cosa semplice: il disordine in mediana, forse volto a favorire una ripartenza più istantanea in fase offensiva, è il primo grande errore del palleggio dei Gunners. In più, come si è visto nella partita col Brighton, la coppia di centrali definitivamente composta da Mustafi e Koscielny ha un problema con le marcature, dato che gli attaccanti (dal più ostico Aguero al “pesante” Murray) sgusciano da ogni parte nell’area dei biancorossi. Un centravanti rapace e cattivo come Cutrone potrebbe avere tantissimo pane per i suoi denti con simili errori degli avversari. Anche gli esterni di difesa, sempre alti, perdono il loro valore tecnico con banali errori di posizione, distratti nel voler subito ripartire.

Mustafi, in fase di impostazione, cerca Xhaka 10-15 metri più avanti, sbagliando il passaggio. Monreal, terzino sinistro, è troppo largo per ricevere il pallone e si farà successivamente imbucare proprio in quella porzione di campo lasciata libera.

Certamente la qualità di Monreal nell’uno contro uno e le capacità di spinta di Bellerin non si discutono: tuttavia l’Arsenal prende tantissimi gol proprio su cross, che di media, gli avversari effettuano circa 1,6 volte a incontro. Per capire il critico momento di forma dell’Arsenal basta guardare il febbraio dei Gunners dal punto di vista del risultati. Cinque sconfitte su sei incontri (Europa League compresa), 6 gol presi solo dal City (due 0-3), un pesante tonfo interno con l’Oestersund e l’ultimo capitombolo esterno con il neopromosso Brighton. Se questa squadra davanti può far paura agli avversari, la difesa fa paura ai tifosi dell’Arsenal.

Polveri bagnate e infortuni: l’Arsenal a San Siro fa meno paura

Contro il Milan, l’Arsenal avrà il parco attaccanti rimaneggiato. Fuori Lacazette per infortunio, Aubameyang non potrà essere schierato perché non inserito nella lista UEFA in competizioni europee, mentre bomber Giroud è stato venduto a gennaio come pure Sanchez e Walcott. In Europa League potrà contare sul solo apporto offensivo di Danny Welbeck e, se proprio di vuole, di Alex Iwobi. Ovviamente a Wenger non mancheranno i trequartisti Mkhitaryan e Ozil, ma in quanto a puri riferimenti offensivi c’è solo il centravanti inglese Welbeck, mentre Iwobi, nigeriano di 21 anni, è un’ala sinistra spesso adattato al centro.

Classe ’90, Welbeck ha segnato 18 gol in tre stagioni con l’Arsenal.

Proprio Welbeck ha realizzato solo tre gol in questa stagione e le ultime annate sono state caratterizzate da molti infortuni (ben 6 da quando è all’Arsenal, cioè dal 2015). Il reparto offensivo dei londinesi ha portato a Wenger 39 marcature, includendo nel dato pure i gol di Sanchez, Giroud e Walcott, ex cannonieri dell’Arsenal ceduti a gennaio. Ovviamente Wenger non può prescindere dalle enormi qualità dei singoli, che hanno aiutato non poco l’Arsenal in questa stagione. Tuttavia, contro il Milan, ci saranno ben pochi elementi di spicco in avanti, e pure l’ultimo arrivato Mkhitaryan sembra in una fase ancora sperimentale del suo ambientamento all’Emirates. Occhio però ai trequartisti che sono gli elementi più importanti dello scacchiere, i giostrai della manovra offensiva dell’Arsenal. A dispetto della tradizione inglese, l’Arsenal non è una squadra particolarmente fisica. Hanno una media di 17,4 duelli aerei vinti a partita i Gunners e sono la sedicesima formazione in Premier League. Per Gattuso ci sarà quindi una squadra ostica ma non nelle migliori condizioni, o meglio, totalmente in difficoltà nonostante i buoni singoli.

Nel 1-5 contro l’Everton, la prestazione di Ozil è stata tra le sue migliori in stagione. Qui il tedesco si avvicina al centravanti (Lacazette) muovendo la coppia di centrali dei Toffees e creando il varco per un passaggio verso il movimento a rientrare della punta.