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Gomez
Gomez festeggia il gol segnato contro il Lione nella fase a gironi di Europa League. Fonte @Atalantabc

Errori, imprecazioni, piccoli problemi fisici e un calo di rendimento oggettivo che rischia di costare caro in ottica Mondiale.  La stagione di Alejandro “El Papu” Gomez non riesce a decollare definitivamente spesso a causa di centimetri, inerzie in grado di orientare umori e giudizi nei confronti del giocatore più rappresentativo dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini, protagonista assoluto della splendida cavalcata che aveva issato la Dea fino al quarto posto in classifica al termine del campionato scorso. E se febbraio in questo senso è stato un mese da dimenticare, non si può certo dire che marzo sia cominciato sotto i migliori auspici, viste le numerose palle gol sprecate nella partita con il Bologna, decisa anche da una giocata di Ilicic, entrato proprio al suo posto. Mai in discussione, visto il suo peso specifico all’interno dell’undici base proposto dal tecnico piemontese, eppure mai realmente decisivo per le sorti di un’Atalanta che sembra aver raccolto meno di quanto seminato. Fuori dall’Europa League e dalla Coppa Italia, ai nerazzurri resta la possibilità di agganciare ancora il treno verso la gloria, magari con un Gomez in più, lo stesso che di qui a maggio dovrà riuscire nell’impresa di convincere Jorge Sampaoli a inserirlo nella lista dei convocati della Seleccion argentina per il Mondiale in Russia.

Sempre ad un passo dal gol, tutti gli errori del Papu Gomez

La stagione del Papu resta di assoluto livello, come dimostrano le 7 reti e i 9 assist in 32 gare complessive, lasciando aperto l’interrogativo su quella che sarebbe potuta essere senza i tanti, troppi, errori sotto porta che al momento macchiano le sue prestazioni. Il dispendio di energie che Gasperini chiede ai suoi attaccanti, primi portatori del pressing sugli avversari, non può bastare da solo a giustificare le occasioni sciupate a un passo dal gol. Nei momenti veramente importanti, capaci di indirizzare le sorti di una stagione, a Gomez è sempre mancata la stoccata finale. Dal calcio di rigore sbagliato nella semifinale di andata di Coppa Italia, alla chance capitatagli a tu per tu con Mirante nell’ultimo turno, con in mezzo la parata di Burki nel match di ritorno con il Borussia Dortmund e il clamoroso palo da trequarti campo con la Juventus a Torino che avrebbe potuto riaprire i giochi per la qualificazione. Sfortunato sì, ma evidentemente poco incisivo e determinato quando serviva. L’argentino è rimasto scolpito nell’immaginario collettivo come colui che non è stato in grado di capitalizzare al meglio le opportunità, additato come il principale “colpevole” del mancato passaggio del turno. Ma se mentalmente è chiaro che questi episodi negativi in serie potrebbero aver minato alcune sue certezze, dal punto di vista fisico non hanno prodotto alcun effetto immediato sul suo rendimento in campo. Anche a Bologna Gomez è stato uno dei più propositivi, entrando in diverse azioni offensive dell’Atalanta e sfiorando più volte la rete del vantaggio, ma soprattutto tenendo fede al trend positivo che lo vede concludere verso la porta avversaria mediamente quasi tre volte a partita in campionato (2.7), poco meno rispetto a quanto fatto registrare in campo europeo (2.9).

Un Mondiale ancora possibile

Rincuorato dalle parole di Gasperini (“Ha avuto episodi sfortunati contro il Borussia e la Juventus in Coppa Italia: se fossero entrati quei palloni si parlerebbe di lui come di un campione straordinario”), sarà costretto a saltare il recupero con la Juventus a causa di un risentimento muscolare alla coscia. Secondo giocatore più tartassato del campionato alle spalle del sampdoriano Torreira con 65 falli subiti, Gomez è un giocatore duttile e tatticamente prezioso perché assolutamente abile a svolgere entrambe le fasi di gioco. Partendo da sinistra ha dimostrato di saper essere letale, vista l’opzione rappresentata dal possibile rientro verso il centro con il piede destro, caratteristica che gli garantisce una discreta dose di imprevedibilità difficilmente interpretabile da parte dei difensori avversari. Fuori dalla lista dei convocati dell’Argentina per le amichevoli in programma con Italia e Spagna, il Papu conserva ancora discrete possibilità di realizzare il sogno di partecipare alla fase finale di un Mondiale con la maglia albiceleste. Sampaoli del resto ha dimostrato in passato di apprezzare le doti calcistiche e caratteriali del dieci atalantino. Un elemento che garantirebbe certamente equilibrio e pericolosità a uno dei reparti d’attacco più forti al mondo, privo al momento di certezze assolute, a parte Messi ovviamente.