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L'esultanza di Ciro Immobile, in gol da subentrato contro il Genoa FOTO@SSLazioOfficialPage

La Lazio si è lamentata ancora una volta della Var. Lo ha fatto Igli Tare ieri, parlando di “12 punti che ci sono stati sottratti dalla moviola in campo in questo campionato falsato”, e lo ha fatto oggi l’allenatore biancoceleste Simone Inzaghi, parlando di Europa League “più bella e piacevole da giocare perché qui la Var non c’è”. Domani la compagine capitolina sarà impegnata nel ritorno degli ottavi di finale della competizione in casa della Dinamo Kiev. La squadra è partita oggi per l’Ucraina senza Milinkovic-Savic, rimasto a Roma a causa di un infortunio di natura muscolare. Intanto però alcuni tifosi della Lazio rivolgono lo sguardo all’indietro, e precisamente a Lazio-Torino dello scorso 11 dicembre. Si tratta di una delle partite di campionato contestate dal club presieduto da Claudio Lotito e nella quale venne espulso l’attaccante Ciro Immobile. Il risultato finale fu un sorprendente 3-1 in favore degli ospiti.

Lazio-Torino, “quella partita fu falsata”

I supporters laziali hanno portato nello specifico una istanza di rimborso all’attenzione del Giudice di Pace nei confronti degli arbitri Piero Giacomelli e Marco Di Bello. Il primo era il direttore di gara dell’incontro, l’altro era responsabile alla Var. Per i tifosi biancocelesti quel Lazio-Torino fu viziato da una non corretta applicazione del regolamento del Var e del relativo protocollo da parte degli arbitri coinvolti. L’udienza è stata fissata per il prossimo 25 giugno ed è la prima volta che in Italia accade una cosa simile, come confermato i legali che assistono in questa causa i supporters capitolini. “I due direttori di gara si sono discostati, nel loro operato, da quanto avrebbero dovuto seguire stando alle linee guida applicative del supporto tecnologico messo a loro disposizione”.

“È la prima volta che succede in Italia”

“Questo è il pensiero dei nostri assistiti”, affermano gli avvocati Stefano Previti e Flaviano Sanzari. La Lazio è stata defraudata dopo che le vennero negati un calcio di rigore e venne attuata una ingiusta espulsione ai danni di un suo tesserato. Episodi che alla fine hanno finito col pesare sul risultato finale”. Compito del giudice sarà ora stabilire se quanto di sbagliato (come sostenuto dalla parte promotrice della causa) stabilito dagli arbitri sarà necessario per giustificare una richiesta di risarcimento danni subiti, “di natura non patrimoniale”. Si potrebbe parlare in questo caso di nocumento morale, con la passione sportiva ed il tifo per la propria squadra del cuore fortemente minati da scelte avverse e che non si sarebbero dovute verificare, data la presenza del supporto tecnologico.