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È morto a 71 anni Emiliano Mondonico, storico allenatore del Torino negli anni ’90, che condusse i granata fino alla finale di Coppa UEFA contro l’Ajax. Il calcio italiano è quindi ancora una volta in lutto per la scomparsa di un vero e proprio signore di questo sport che ormai da 7 anni lottava con il cancro. Nel corso della sua lunga carriera Mondonico ha allenato la Cremonese riportandola in Serie A dopo 54 anni, il Como, l’Atalanta, il Torino, il Napoli, il Cosenza, la Fiorentina, l’Albinoleffe ed il Novara. Il ‘Mondo’ ha lasciato ricordi bellissimi ovunque di un uomo buono, vero e genuino capace di rapportarsi con la gente oltre che con i propri calciatori. Un allenatore bravo ed anche simpatico, come testimonia un curioso evento legato al lontano 1967. Erano gli anni della rivoluzione musicale con l’eterna lotta tra Beatles e Rolling Stones ed anche un giovane Mondonico era ammaliato in particolare da Mick Jagger. ‘Mondo’ era tanto fan dei Rolling Stones da farsi squalificare apposta pur di assistere ad un loro al Palalido di Milano, l’8 aprile di quell’anno. Un aneddoto curioso e divertente che Mondonico stesso raccontò qualche tempo fa: “Brian Jones era seduto su una sedia di legno, simile a quella che ho alzato ad Amsterdam. Era uno spettacolo diverso da tutti. Noi eravamo abituati a Orietta Berti, a Nilla Pizzi, a Celentano. Era sconvolgente, ti prendeva… Mi sono fatto squalificare la domenica precedente“.

Mondonico e i Rolling Stones: un aneddoto tutto da ridere

Mondonico racconta: “Gli Stones avrebbero suonato al sabato sera ed è chiaro che la trasferta sarebbe partita il sabato pomeriggio. Dovevamo giocare a Mestre. Mi sono fatto espellere. Fisicamente non ero in grado di fare dei falli e allora ho cominciato a lanciare improperi all’arbitro. Quando lui si girava per vedere chi era, mi giravo anch’io. E non riusciva a capire chi fosse l’autore delle provocazioni. Alla fine, ha compreso. ‘È lei che mi ha insultato per tutta la partita?’ L’importante era che mi buttasse fuori, così da potere andare a vedere gli Stones. Oltre a Brian Jones, Mick Jagger, un animale da palcoscenico. Da Tony Dallara che faceva il falsetto, mi trovavo di fronte a Jagger. Eravamo abituati a Sanremo… In quel periodo erano i capelli che facevano la differenza. Noi obbligati da sempre alla sfumatura alta… La grande rivoluzione era avere i capelli lunghi. Era un grande contraltare con i genitori. Siamo entrati nel pomeriggio e poi ci siamo nascosti per sentire anche il concerto della sera”.