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Coutinho Barcellona Liverpool
Coutinho Barcellona Liverpool (Foto: Fcebook - Barcelona e Liverpool)

Essere il secondo giocatore più caro della storia nel giro di pochi mesi non è soltanto un’etichetta ingombrante. Soprattutto se le capacità ci sono e l’ambiente per crescere è quello ideale. Philippe Coutinho, classe 1992, è costato al Barcellona ben 165 milioni di euro, ossia ‘soltanto’ 57 milioni in meno del suo connazionale Neymar Jr. In lui il club catalano vede sia un alter ego del paulista sia il futuro occupante del posto di mezzala sinistra che Andrés Iniesta lascerà a breve per questioni anagrafiche. Tuttavia, a causa del suo precedente impegno con il Liverpool nell’edizione della Champions League corrente, il brasiliano non è arrivato per poter contribuire a vincere nuovamente in Europa quest’anno, ma è stato archiviato soprattutto in prospettiva. Oltre che per dare più opzione al tecnico Ernesto Valverde di confermare il dominio su un campionato nazionale già vinto a dicembre. Creatività e classe, le caratteristiche principali dell’ex Inter, che in Liga potrebbe esaltarsi ancora di più che in Premier. Ma chi in realtà ha fatto un affarone con la vendita di Coutinho è stato il Liverpool, e non soltanto per una questione economica. Jürgen Klopp, un tecnico sornione che fa delle verticalizzazioni il suo credo tattico, ha trovato la perfetta scusa per tessere il suo calcio preferito una volta partito il brasiliano.

Senza Coutinho, meno possesso e più pressing

Da buona squadra rock’n roll, il Liverpool targato Klopp ha sempre predicato il verbo dell’attacco vertiginoso e verticale. Da quando il tecnico tedesco è approdato ai docks del Mersey, la marea red ha ripreso a esaltarsi a ritmi elevati. Il secondo migliore attacco della Premier League, dopo il City capolista, conta 75 reti in assoluto in campionato. In Champions, invece, dopo il netto 3 a 0 di ieri agli uomini di Guardiola, il Liverpool si afferma come il miglior attacco in assoluto, con 31 reti all’attivo. Non a caso, delle 31 segnature 21 portano la firma di Firmino, Salah e Mané, tutti e tre a quota 7 centri finora. Un dato inconfutabile dell’effettività e del cinismo Red nella competizione regina. Ma senza fermarsi ai gol, bensì concentrandosi sul gioco, è evidente che la dipartita di Coutinho abbia permesso a Klopp di poter contare su un tridente più veloce e aggressivo, sebbene meno tecnico. Il brasiliano, che ama ricevere palla e farla circolare, non ha le caratteristiche di pressing di Mané, né tantomeno la sua abilitá nell’andare in profondità. Con Firmino a fare da elastico e Salah e Mané ad accentrarsi, l’allenatore tedesco è riuscito a trovare il modo di non dare punti di riferimento offensivi agli avversari. Paradossalmente, a farne le spese è stato proprio Pep Guardiola, sconfitto in due occasioni da Klopp dopo aver incassato prima 4 e poi 3 reti. Proprio lui, il predicatore del centravanti di movimento.

E chissà che il destino non dia al Liverpool l’opportunità di giocarsi una possibile semifinale proprio contro il Barcellona. In quell’occasione Coutinho sarà nel palco delle autorità. Mangiandosi le mani per non poter giocare. Né da un lato, né dall’altro.