Roma-Barcellona, il capolavoro tattico di Di Francesco

Roma-Barcellona, il capolavoro tattico di Di Francesco

Una serata indimenticabile per la Roma. Con un rotondo 3-0 i giallorossi si sono guadagnati l’accesso alle semifinali di Champions League vincendo all’Olimpico contro il Barcellona, forte del 4-1 dell’andata. Un risultato inaspettato, che però ha regalato gioie e felicità alla piazza capitolina che ha festeggiato il passaggio del turno fino a notte inoltrata.  Inoltre, c’è un dato, più di altri, che esalta la solidità difensiva della squadra di Di Francesco tra le mura amiche: la Roma è l’unica squadra a non aver subito gol in partite casalinghe in questa edizione di Champions League.

Ma la vittoria dell’Olimpico è stata soprattutto frutto del capolavoro tattico impiantato dall’allenatore dei giallorossi con il passaggio alla difesa a tre snaturando di conseguenza la sua filosofia di gioco. Una scelta saggia che ha complicato i piani di Messi e compagni.

Roma-Barcellona, la strategia di Di Francesco

Per la sfida dell’Olimpico a sorpresa Di Francesco ha optato per un 3-4-2-1 con Nainggolan e Schick alle spalle di Dzeko: “Alisson; Manolas, Fazio, Juan Jesus; Florenzi, De Rossi, Strootman, Kolarov; Nainggolan; Dzeko, Schick”.

Lo stesso allenatore della Roma ha svelato i motivi del cambiamento a Premium Sport nel post-partita: “Sono un pazzo, il modulo che abbiamo applicato contro il Barcellona me lo sono inventato in tre giorni. Lo abbiamo provato per pochissimo tempo. Sapevo che, se fosse andata male, me l’avrebbero fatta pagare, ma non m’importa. Ho preferito rischiare, sono fatto così”.

L’inserimento del terzo centrale difensivo con Florenzi a destra e Kolarov a sinistra ha comportato due modifiche sostanziali nello svolgimento della partita. In fase di possesso la ricerca dell’ampiezza con i due laterali a tutta fascia, mentre quella di non possesso l’uscita veloce su Messi e Suarez, in base alla zona di campo, di uno dei tre centrali con marcature asfissianti di Fazio, Manolas e Juan Jesus. Una mossa decisiva che ha messo in serie difficoltà il Barcellona.

Messi riceve palla a centrocampo, ma è Juan Jesus a seguirlo ad uomo anche in questa zona di campo prendendolo in consegna

La difesa della Roma sembrava disordinata spezzando la “linea” e con continui duelli individuali sugli attaccanti blaugrana, ma è proprio questo aspetto ad avere la meglio. Una mentalità diametralmente opposta alla visione di calcio di Di Francesco, sempre orientato a far muovere i propri giocatori in base alla posizione della palla. All’Olimpico la “pazzia” dell’allenatore della squadra capitolina ha avuto enormemente successo.

Florenzi a destra e Kolarov a sinistra cercano l’ampiezza con De Rossi, in cabina di regia, bravo a cambiare rapidamente il gioco. Nainggolan e Schick, infine, non davano punti di riferimento dietro all’unica punta Dzeko.

Roma-Barcellona, il gol di Dzeko

Nei primi minuti la Roma, però, si è esposta a pericolissimi ripartenze di Messi e compagni, ma l’uomo in più in difesa è stato decisivo nei raddoppi sistematici. Proprio da una spazzata di Kolarov è nato successivamente il gol di Dzeko, autore di una prestazione sensazionale.

L’attaccante bosniaco mette giù un pallone incredibile facendo così salire la squadra giallorossa, dopo aver recuperato velocemente su Suarez e Messi. Dopo un giro palla la sfera arriva sui piedi di De Rossi, che lasciato tutto solo in mezzo al campo, serve con i giri contati lo stesso Dzeko che s’infila tra Jordi Alba e Umtiti e segna il gol del vantaggio.

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La boa Dzeko ha la meglio su Piqué proteggendo palla in maniera esemplare. L’attaccante della Roma partecipa alla costruzione che, poi, porta al gol dello stesso bosniaco che è abile ad inserirsi tra le maglie dei difensori del Barcellona.

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Con palla tra i piedi di De Rossi va evidenziato, ancora una volta, la ricerca dell’ampiezza da parte di Florenzi e Kolarov. Alla fine il capitano giallorosso sceglie di verticalizzare su Dzeko, bravo a crearsi lo spazio. Jordi Alba e Umtiti provano a scappare, ma il bosniaco è in serata di grazia.