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Bayern Monaco-Real Madrid - Champions League - Robben e Marcelo
Bayern Monaco-Real Madrid - Champions League - Robben e Marcelo

Sono i tiranni in patria. I club che più titoli nazionali hanno vinto nei loro campionati. Due realtà antitetiche di calcio e controllo. Sono rivali, nuovamente, in Champions League. Il Bayern Monaco e il Real Madrid si affronteranno per la venticinquesima e per la ventiseiesima volta a livello ufficiale. Il duello con più repliche nella storia del calcio europeo ha preso ormai la forma di un classico continentale, nonostante non si sia mai giocato in una finalissima. In semifinale, invece, spagnoli e tedeschi si sono sfidati in ben sette occasioni, l’ultima delle quali nell’edizione 2013-14, quando una doppietta di Sergio Ramos di testa mise in ginocchio il Bayern di Pep Guardiola proprio all’Allianz Arena. Dopo la rocambolesca qualificazione contro la Juventus, il trend vede il Real Madrid favorito su tutti per la vittoria del titolo. Ma se sulla carta esiste una squadra che può permettersi di dare fastidio ai blancos in un doppio confronto, quella è proprio il Bayern Monaco. Già libera da impegni di sorta in un campionato già vinto, la squadra allenata da Jupp Heynckes, che ha saputo motivare un gruppo logorato dalla gestione forse troppo blanda di Carlo Ancelotti, vorrà non solo arrivare alla finale di Kiev ma soprattutto vendicarsi dell’eliminazione subita l’anno scorso.

Heynckes, Kroos, Robben e James, una questione di ex

Nel ritorno dei quarti di finale della passata edizione, i bavaresi gridarono allo scandalo per il gol del pari di Cristiano Ronaldo, messo a segno in posizione irregolare, dopo aver subito l’espulsione di Arturo Vidal al minuto 84. Per questo ed altri motivi la doppia sfida tra due colossi del calcio europeo assume un’aura importante. Tra i protagonisti, ci saranno tanti che hanno lavorato per entrambi i club. In primis vi è proprio Heynckes, vincitore della Champions con il Real nel 97-98 e con il Bayern nel 2012-13. Con il tecnico tedesco in panchina Toni Kroos aveva alzato al cielo la coppa dalle grandi orecchie cinque anni fa, prima di farlo due volte agli ordini di Zidane al Real Madrid. Per Arjen Robben sarà un altro ritorno al Bernabeu, dove disputò due stagioni dal rendimento altalenante prima di trovare la sua definitiva consacrazione in Baviera. Il ritorno al Bernabeu sarà invece più emozionante per James Rodríguez, messo ai margini da Zidane l’anno scorso e adesso anch’egli grato al Bayern per essersi riscoperto crack a tempo pieno.

Squadra vs individualismi

Sebbene si tratti di due compagini di alto livello, la differenza tra bavaresi e madrileni è anche nell’indole di gioco. Il Bayern è una macchina che punta sull’amalgama di ottimi giocatori che funzionano benissimo collaborando. Il Real è un insieme di fenomeni che si esaltano in primis a livello individuale, come nel caso più ovvio, quello di Cristiano Ronaldo. Se i teutonici sono arrivati in semifinale lo devono soprattutto al collettivo, mentre gli spagnoli hanno beneficiato soprattutto dell’efficacia in zona gol di Ronaldo, che da gennaio ha risalito la china recuperando la forma perduta e dosificando i propri sforzi. Il gol del portoghese con la Juve allo scadere ha dimostrato la sua capacità di restare gelido in un momento bollente. Con un trend positivo a rimorchio e il match di ritorno da giocare in casa, il Real parte favorito. A Monaco, però, la voglia di rivincita di tanti potrebbe dare una spinta definitiva a un gruppo che vorrà salutare il partente Heynckes come si deve. Con la sesta Champions in bacheca.