SHARE
Lazio eliminazione Europa League
FONTE FOTO: calciomercato.com

“Look into my eyes… It’s where my demons hide…It’s where my demons hide” cantano gli Imagine Dragons in Demons. Non c’è probabilmente strofa musicale migliore per descrivere quanto accaduto ieri alla Red Bull Arena di Salisburgo, dove la Lazio, in un quarto d’ora di ordinaria follia, ha buttato al vento una qualificazione che sembrava oramai cosa fatta perdendo per 4-2. Bastava semplicemente guardare gli occhi dei giocatori biancocelesti per capire i demoni da cui sono stati afflitti.

LAZIO, UN QUARTO D’ORA DA INCUBO

Eppure i capitolini per un’ora erano stati pressoché perfetti dal punto di vista tattico. Inzaghi ha un po’ snaturato la sua squadra, pensando più a contenere che a offendere, ma in contropiede la Lazio riesce sempre a essere pericolosa. La conferma è arrivata dal gol di Immobile. Ma è proprio dopo la rete del vantaggio che accade l’impensabile. Il pareggio immediato taglia le gambe ai biancocelesti, vittime della loro sufficienza e dell’aver forse pensato di aver già passato il turno. Il blackout è frutto di uno sgretolamento mentale incomprensibile, ma anche di errori di singoli. Strakosha, come ammesso da lui stesso nel post partita, non è perfetto nell’occasione del raddoppio del Salisburgo. De Vrij perde inesorabilmente la bussola e trascina con sé Luiz Felipe con tutta la sua inesperienza. Ma lo stesso Inzaghi sale sul banco degli imputati. “Ho messo Felipe Anderson al posto di Milinkovic per fare il secondo gol“. Ma la mentalità iper offensiva, messa intelligentemente da parte per un’ora, non sempre paga, soprattutto quando la testa inizia a mancare e di conseguenza le gambe smettono di girare. Ed ecco che Luis Alberto si divora incredibilmente il gol del 2-1 su un contropiede orchestrato proprio dal brasiliano, proprio, ironia della sorte, nell’azione precedente al raddoppio austriaco. Così i padroni di casa prendono possesso del centrocampo, perché, nonostante la prestazione non eccezionale, la fisicità del serbo era fondamentale. “Ci manca esperienza a livello internazionale” è stato il mantra del post partita. Niente di più vero. Scelte e atteggiamento lo hanno dimostrato fin troppo bene. E forse, in un certo senso, le gambe hanno iniziato a tremare quando il traguardo era là a un passo.

LAZIO, ORA I DEMONI VANNO SCONFITTI

A colpire è anche il fatto che, dopo il quarto gol, la Lazio non ha mostrato nemmeno un minimo segnale di reazione, arrancando e arrivando seconda su ogni pallone. Eppure sarebbe bastato un gol per riaprire tutto e andare ai supplementari. Un crollo che appare più mentale che fisico e che vanifica una prima ora di partita intelligente. Un’eliminazione che brucia per come è maturata e che rischia di lasciare scorie e contraccolpi non indifferenti. Ma la bellezza del calcio è che c’è sempre la possibilità di una rivincita. E il derby di domenica può essere l’occasione migliore. Perché i demoni sono fatti per essere sconfitti.