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Donnarumma
Donnarumma dà indicazioni alla difesa - FOTO: Twitter

L’impressione è che domenica sera il fischio finale dell’arbitro Pairetto non abbia soltanto messo fine ai sogni di rimonta del Milan di Rino Gattuso, ma aperto quella che con ogni probabilità sarà la questione deputata a tenere banco dalle parti di Milanello nei prossimi mesi. In attesa della sfida contro il Napoli con una difesa rossonera inedita, il futuro di Gianluigi Donnarumma, erede designato di Buffon in Nazionale e pilastro del Milan del futuro, resta più che mai incerto. Da una parte Mino Raiola, che vorrebbe portarlo all’estero forte della promessa strappata ad alcuni tra i più importanti club europei, dall’altra il Milan che per bocca del suo ds Massimiliano Mirabelli punta forte sul classe ’99 per ricostruire una squadra degna di tal nome, ma intanto nelle scorse settimane ha perfezionato l’ingaggio di Pepe Reina in scadenza di contratto con il Napoli. Una situazione intricata che rischia di coinvolgere, come già accaduto in passato, proprio il diretto interessato, dimostratosi tutt’altro che immune da tanto clamore mediatico attorno al suo nome. Un’incertezza che potrebbe influenzare anche le prossime mosse di calciomercato del Milan.

Donnarumma, giovane predestinato eternamente in discussione

Vista la mancanza di talento e giocatori dai quali far ripartire l’intero movimento nazionale, il calcio italiano si aggrappa a Donnarumma ma in realtà non lo protegge abbastanza dal mondo che gravita attorno a un sistema che in molti vorrebbero riformare. In tutto ciò, spesso ci si dimentica della giovanissima età dell’estremo difensore rossonero, lanciato da Mihajlovic e aiutato all’inizio soprattutto da una struttura fisica imponente capace di nascondere gli inevitabili difetti tecnici da limare. Dopo aver impressionato soprattutto per personalità, Donnarumma ha iniziato a fare i conti con il campo, evidenziando limiti che solo grazie al lavoro quotidiano possono essere superati. Difendere la porta di una delle società più vincenti e prestigiose del calcio italiano, non è in fondo molto diverso rispetto a quanto potrebbe essere occupare i pali di un club di seconda fascia, perché quando si è giovani si è anche un po’ incoscienti. Allenare la tecnica, curare lo stile, lavorare sulle uscite, sono tutti elementi che hanno contribuito a confermare il valore assoluto di un giocatore come Donnarumma, le cui potenzialità restano ancora inesplorate. Nonostante gli 11 clean sheets in campionato (gli stessi dell’anno dell’esordio in serie A, uno in meno di quelli della scorsa stagione), la portata di ogni suo errore viene amplificata vista la cassa di risonanza, rimettendo tutto in discussione, dall’effettiva bravura al fatto che si sia in presenza dell’ennesima grande illusione di questi ultimi anni. La rete subita maldestramente nel match di Europa League con l’Arsenal ha riacceso gli interrogativi di appassionati e tifosi circa il suo reale valore, togliendo evidentemente qualche certezza al diretto interessato, apparso poco sicuro e reattivo nelle ultime uscite.

Il consiglio del Campione del Mondo

Ecco così che Marco Amelia, campione del mondo nel 2006 ed ex portiere rossonero, ha voluto dare pubblicamente un consiglio tecnico a Donnarumma, qualcosa di inusuale nei talk show televisivi di casa nostra che qualcuno ha voluto interpretare come una tiratina d’orecchie. “Secondo me sui tiri da lontano ha una postura sbagliata, con un appoggio dei piedi che è un po’ troppo aperto. Probabilmente lo fa per la sua struttura, ma il problema è che in questi tiri a mio avviso perde del tempo. Per spingere il piede destro invece di portarlo verso la palla lo porta verso l’interno per spostare il baricentro e poi spingere verso l’esterno, perdendo così quella frazione di secondo che non gli permette di arrivare sul pallone. È solo una mia idea, lavorare su questo può agevolarlo, anche perché effettivamente prende qualche gol di troppo in queste situazioni”. Appunto rimarcato guarda caso anche da Mario Ielpo, secondo cui in occasione della rete di Politano “Donnarumma era troppo spostato a sinistra e aveva le gambe troppo larghe. Tenendo il compasso dei piedi troppo aperto, è più difficile fare il tuffo più rapidamente e si arriva meno lontano”. Il mondo attorno a Donnarumma resta variegato e caratterizzato da troppi alti e bassi, anche e soprattutto nei giudizi che un giorno lo vedono fenomeno e quello successivo sulla graticola. Un circo mediatico costruito ad arte attorno al nome di un ragazzo deputato a proseguire la grande scuola di portieri del calcio italiano che tuttavia non sembra giovare alla crescita di quello che resta essenzialmente un giovane talento che come tale ha bisogno dei suoi spazi e di momenti attraverso cui migliorare per arrivare dove tutti si aspettano.