SHARE
psv campione eredivisie olanda
Fonte profilo Twitter PSV

Il Philips Stadium di Eindhoven prende il nome dalla nota catena di televisori che esporta schermi e plasmi in tutto il globo. Uno sponsor che ha accompagnato per 34 anni le gesta della squadra della città, il Psv, la cui P nel nome sta proprio a indicare la Philips, azienda già attiva nell’anno di fondazione (1913). Eppure, un po’ malinconicamente, questa è già la seconda stagione dopo più di trent’anni che il marchio di audiovisivi non ha più il proprio logo sulle magliette dei Boeren. Ma poco importa, la vittoria è arrivata lo stesso. Quello di domenica è un successo che agli occhi del mondo sportivo appare quasi come un’impresa, o meglio, una sorpresa. L’Ajax era favorito anche quest’anno, ma la preparazione, la determinazione e la forza di un gruppo splendidamente gestito da Phillip Cocu hanno avuto il sopravvento. Un campionato lineare e un percorso in continua crescita, che nonostante alcuni risultati tetri – dall’eliminazione precoce dai preliminari di Europa League al pesante 0-3 ad Amsterdam a dicembre – alla fine ha trovato la propria gratificazione nella vittoria finale.

La vittoria del collettivo

Marco Frisoli, voce dell’Eredivisie per Sky, in esclusiva a Contra-Ataque ha commentato la stagione appena vinta dal PSV: “Non c’è un giocatore nettamente più distinto nell’organico della squadra, che è pure piuttosto corto. Certo, su tutti, Pereiro e Lonzano sono i giocatori più rappresentativi insieme a De Jong. ma la vittoria è un successo soprattutto del gruppo”. Verità. La rosa del Psv è piuttosto ridotta, un organico che ufficialmente conta 31 giocatori ma che effettivamente ne ha utilizzati con insistenza poco più della metà. I marcatori in questo campionato sono stati addirittura 16 di cui cinque difensori. In un torneo dove si segna molto (nelle ultime due edizioni rispettivamente 912 e 884 reti) la squadra di Cocu ha centrato il bersaglio ben 82 volte, diventando grazie alle ultime tre reti all’Ajax la squadra leader nella sezione “gol fatti”.

L’organico del Psv era e rimane tecnicamente più limitato rispetto ai talenti dell’Ajax, squadra inizialmente accreditata come vincitrice finale di un torneo che negli anni ha regalato all’Europa mainstream Milik, Depay, Wijnaldum, e probabilmente regalerà anche Lozano e Kluivert. Tuttavia, quello che ha premiato la squadra di Eindhoven è stata la continuità sul lungo, come ricorda ancora Frisoli: “La chiave del successo fondamentalmente è stata l’andatura costante, sfruttando gli errori dell’Ajax che ha buttato via il campionato. Va bene che i Lancieri venivano dal post-Bosz ma l’organico era superiore a tutti e avrebbero dovuto vincere il campionato. Alla fine il Psv non aveva una brutta squadra ma erano sicuramente più limitati dell’Ajax, e penso che la differenza l’abbia fatta anche Cocu, adesso il miglior allenatore in Olanda”. E in questa continuità di risultati (solo 2 pareggi e tre sconfitte) un fattore chiave è stato proprio il Tempio di Eindhoven, il Philips Stadium, dove in 16 incontri sono arrivate quindici vittorie e un solo pareggio: un fortino inespugnabile. La squadra è stata sicuramente agevolata dall’assenza di competizioni internazionali, che se da una parte vedevano escluso pure l’Ajax, dall’altra era invece un peso in più per i campioni uscenti del Feyenoord (in Champions nel girone del Napoli). La conquista del titolo è arrivata addirittura con tre giornate d’anticipo, ulteriore testimonianza di come la continuità del lavoro di Cocu abbia funzionato sul lungo.

Pereiro, Lozano e Cocu: i leader

Phillip Cocu è un dipendete del Psv da circa dieci anni: prima come tecnico delle giovanili, poi vice e infine primo allenatore.

FONTE: Calcio Olandese

Una figura istituzionale dalle parti del Philips Stadium, dove da giocatore ha vinto quattro campionati e che con quello vinto da allenatore, archivia invece il terzo campionato olandese da quando è diventato tecnico dei Boeren. Un percorso che lo ha esaltato come un profilo tecnico assolutamente valido, esempio di una forma di coaching vincente e soprattutto di validità internazionale, visti anche i progressi raggiunti in Europa: due stagioni fa venne eliminato agli ottavi di Champions ai rigori dai futuri finalisti dell’Atletico, e nella stessa annata riuscì pure a battere il Manchester United di Van Gaal. Originario di Eindovhen, Cocu ha costruito un processo di crescita per giocatori oramai affermati in ambito internazionale, come il terzino colombiano Arias, ma ha anche rilanciato l’ex Milan Van Ginkel ed ha esaltato le qualità di Strootman, Narsingh, Toivonen, Wijnaldum e Depay. Infine Ha dato fiducia a due grandi talenti dell’attuale presente del Psv, i sudamericani Gaston Pereiro e Hirving Lozano. Rispettivamente ala destra e sinistra, il duo latinos è stato il fulcro tecnico del 4-3-3 di Cocu, in cui anche l’ex Newcastle Liuk De Jong ha avuto un ruolo cruciale nella vittoria del titolo.

Prelevato in estate dal Pachuca, il messicano Hirving “Chucky” Lozano è stato l’exploit tecnico più sorprendente di tutto il panorama calcistico dell’Eredivisie. Il classe ’95 è il capocannoniere della squadra con 17 gol. Se i mezzi tecnici non si discutono – esplosivo e con un destro micidiale – da rivedere il temperamento particolarmente nervoso. Un caratterino che gli sono valsi due rossi diretti e ben quattro giornate di squalifica. L’altro talento invece, l’uruguagio Pereiro, è a Eindhoven da tre stagioni: prelevato dal Nacional per 7 milioni di euro, con nove centri stagionali è diventato uno dei punti di riferimento di Cocu. Il duo sudamericano ha fatto le fortune di un gruppo che in passato ha già proposto fior di talenti, canonizzando una scuola calcistica e una gestione tecnica impeccabile. Sempre sotto il segno di Cocu.