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roma, di francesco
Il tecnico della Roma Eusebio di Francesco (Fonte: Tuttosport)

Quella che doveva essere una notte indimenticabile si è trasformata in un incubo ad occhi aperti. Liverpool-Roma è stata la massima rappresentazione del gioco di Klopp per 80 minuti di gioco: pressing asfissiante (gegenpressing), ritmi forsennati, verticalizzazioni continue e tanta, tanta fame di gol. Vanno fatti i complimenti ai Reds, a Klopp e all’immancabile cornice di pubblico. Momo Salah, però, si merita qualcosa in più. Senza di lui, senza le sue giocate, la sua velocità e il suo estro si starebbe parlando di un’altra partita: 2 gol e 2 assist, in una semifinale di Champions, non sono da tutti.

SALAH, LA DURA LEGGE DELL’EX

La scorsa notte è girata tutto intorno a lui, intorno alle sue giocate. 10 minuti, due magie e Roma k.o. Un sinistro-sinistro che ha letteralmente schiantato i ragazzi di Di Francesco, lasciandoli in balia delle accelerazioni del tridente più prolifico in circolazione: Manè-Firmino-Salah non risparmiano nessuno. Momo si è calato nei panni del cattivo per antonomasia infrangendo i sogni reconditi dei suoi vecchi compagni. Nessuna pietà, nessuna esultanza. L’egiziano ha fatto ciò che ha voluto, trovandosi davanti un Juan Jesus troppo arrendevole e mai attento. Manè e Firmino hanno ringraziato e depositato in rete. Una partita che poteva e doveva essere impostata in maniera del tutto differente: un solo contropiede è bastato a mandare nel panico una Roma che sembrava ben disposta. Sembrava, appunto.

LE SCELTE DI DI FRANCESCO

Il 3-4-2-1 e la scelta di marcare a uomo i tre pericoli principali si è rivelata disastrosa. Incursioni da ogni dove, linea mediana assente e un attacco anonimo hanno fatto il resto. Nei primi 25 minuti del secondo tempo, come se non bastasse, la situazione è riuscita a peggiorare: Totti disperato e Monchi con il volto fra le mani ne sono la prova. Il blackout finisce al minuto 75, quando Salah esce fra gli scroscianti applausi di Anfield. Non è una coincidenza. Manè e Firmino ricevono meno palloni, la difesa torna a respirare, i Reds abbassano i ritmi e la Roma riesce ad accorciare le distanze con Dzeko e Perotti.

Ci sono ancora 90 minuti per onorare la competizione e credere nel secondo miracolo. Questo gruppo ha mostrato al mondo intero che nulla è impossibile…

di GIACOMO PIZZARDI