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during the UEFA Europa League group D match between AC Milan and Austria Wien at Stadio Giuseppe Meazza on November 23, 2017 in Milan, Italy.

Un anno disastroso e di impossibili apologie è quello di Vincenzo Montella, esonerato dal Milan nel novembre 2017 e da poche ore dal Siviglia. Due esoneri in una sola stagione non succedono a tutti. Oltre agli abituali problemi ambientali che si possono incontrare a certi livelli, Montella ci ha messo del suo nel rovinare sia quanto di buono fatto al Milan che tutte le ottime premesse suscitate dal suo arrivo al Sanchez Pizjuan. Al Milan era stato esonerato dopo lo 0-0 casalingo contro il Torino che aveva fatto perdere la pazienza a Fassone: adesso, dopo una manita più che umiliante contro il Barcellona in Copa del Rey, l’Aeroplanino è costretto per forza ad atterrare.

Montella e il Milan

È stato tutto un gioco di premesse: Milan in Champions League, squadra da secondo posto, corazzata micidiale. La strada imboccata da Montella per guidare il Milan nei primi quattro posti era iniziata bene. Erano arrivati 10 gol nella fase preliminare di Europa League e un convincente 3-0 al Crotone alla prima di campionato. Ma già da Milan-Cagliari 2-1, seconda giornata, il progetto rossonero aveva iniziato a palesare delle difficoltà tecniche: un percorso disastroso iniziato con Lazio-Milan 4-1 passando per le sconfitte clamorose contro la  Sampdoria e il filotto negativo contro tutte le big a novembre.

Vincenzo Montella, conferenza stampa Genoa-Milan
Fonte: AC Milan

Un Milan finalmente con un organico competitivo, con giocatori affermati e un ambiente rivitalizzato dopo il ritorno in Europa grazie allo stesso Montella, è degenerato in una versione di incapacità gestionale e una profonda confusione. Montella ha cambiato il modulo passando al suo tanto desiderato 3-5-2 con il trio difensivo Musacchio-Bonucci-Romagnoli senza avere risultati convincenti. Attaccanti che non segnavano, Bonucci irriconoscibile, squadra che sembrava perennemente stanca. Fra voci di ammutinamenti di spogliatoio e indecisioni tecniche, Montella aveva cambiato anche la propria comunicazione, passando dall’onesto e lucido personaggio del Milan 2016-2017 al nervoso e lamentevole allenatore di questa stagione. L’esonero è arrivato proprio quando si pensava che Montella sarebbe rimasto a Milano almeno fino a Natale, un Milan-Torino 0-0 in cui, senza prendere reti, la squadra aveva giocato male e Montella aveva perso l’ultimo treno per una sofferta riconferma nell’ambiente rossonero. Lo stesso che l’allenatore campano aveva riqualificato dopo anni tristi e apatici.

Montella e il Siviglia

La notizia è stato un raid mediatico: nel giro di poche ore Montella è diventato l’allenatore del Siviglia, completando finalmente quel concetto ideologico che legava l’ex allenatore del Milan al calcio spagnolo. Verticalità, palla a terra, gioco veloce, tutti diktat che Montella finalmente pensava di applicare in un contesto idoneo, anche se il panorama del Siviglia, in quel momento, non era così roseo. Anzi, va detto che il compito di Montella era quello di riportare il Siviglia in Champions League e riprendere così linfa grazie all’opportunità spagnola. Invece è successo il contrario. Montella ha iniziato subito col piede sbagliato perdendo un clamoroso derby contro il Betis 5-3; proprio la manita è stato uno degli elementi caratteristici che ha accompagnato Montella nel suo soggiorno andaluso: ben quattro incontri hanno visto il Siviglia uscire con almeno cinque reti subite, mentre in attacco non è mai andata oltre le tre marcature in una partita. E i numeri, durante la sua gestione a Siviglia, raccontano di una squadra che ha provato spesso a giocare a calcio dimostrando buone capacità – individualità in organico mai discusse – ma anche contraddistinte da una forte inconcludenza sotto porta. Giustamente la dirigenza andalusa non può essere soddisfatta alla luce di un settimo posto che escluderebbe il Siviglia da qualsiasi competizione europea, cosa che non accade dalla stagione 2002-2003. Non basterebbero, per controbilanciare, i quarti di finali raggiunti eliminando lo United o l’eliminazione dell’Atletico Madrid dalla Copa del Rey ai quarti. Il Siviglia di Montella è comunque naufragato.

Montella e i perché

Le ragioni di un’annata “discutibile” sono l’incrocio di tanti fattori di natura differente. Al Milan l’inserimento in pochi mesi di tanti e nuovi giocatori e l’impennata sulle ambizioni progettuali della nuova dirigenza hanno fatto sì che Montella andasse in crisi. Inizialmente, l’idea di partire con il 4-3-3 era stata confermata, e successivamente, il passaggio al 3-5-2 ha causato molti mali ai rossoneri, non abituati a quel modulo e a tutti questi cambiamenti. Evidentemente il tecnico ha osato troppo e ha persistito con delle scelte azzardate, ostinandosi a puntare su certi giocatori e su un modulo che non dava risultati e gioco. Fra nervosismo e ansie, il Milan battagliero e operaio della scorsa stagione è naufragato in un progetto che lo stesso allenatore ha reso inconcludente. Una volta che i risultati non sono arrivati anche per colpa di tanta sfortuna, la squadra aveva abbandonato il suo condottiero.

Il bilancio di Montella a Siviglia: 11 vittorie, 9 sconfitte e 7 pareggi. Settimo posto in campionato, è stato eliminato dalla Champions League e ha perso la finale di Copa del Rey.
FONTE: Tuttosport

In Spagna sicuramente hanno influito la lingua e il non esser stato presente alla costruzione della rosa, nonostante la folta colonia di ex giocatori del campionato italiano (da Vazquez a Muriel passando per Banega e Kjaer) In un ambiente difficile dopo l’allontanamento di Berizzo e un quinto posto non proprio piacevole, Montella non è riuscito a risolvere i problemi e ha insistito con il vecchio modulo dell’allenatore argentino senza ottenere risultati. Forse, alla fine di tutta la vicenda, quello che ha reso la stagione del Montella allenatore un vero fiasco è stato il Montella uomo, Aeroplanino non più sorridente ma capitano di volo cieco e presuntuoso.