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tudor iuliano udinese

Sei anni fa l’Udinese si piazzava quinta in classifica, accedendo all’Europa League e confermandosi come mina vagante del campionato. Francesco Guidolin e Antonio di Natale furono i veri trascinatori di una squadra capace di regalare emozioni uniche e imprese eccezionali: la notte di Anfield, in quel di Udine, si dimenticherà difficilmente. Oggi i friulani si trovano a fare i conti con una stagione disastrosa, due allenatori esonerati e una squadra progettata per raggiungere una modesta salvezza. Cos’è cambiato? Quanto ha pesato l’addio di Guidolin? Perché i Pozzo hanno accantonato il club per concentrarsi maggiormente sul Watford? Domande retoriche a cui sarebbe fin troppo facile rispondere, ora qualcosa potrebbe cambiare.

UN ANNO E QUATTRO PARTITE

Igor Tudor e Mark Iuliano sono di nuovo insieme, dopo tanti anni e qualche chilo in più. Loro che hanno già difeso e sudato per la stessa maglia, si ritrovano in vesti diverse, con nuovi compiti ma con la stessa determinazione e voglia di sempre. Reduci da anni non facili come allenatori, i due hanno un solo risultato disponibile e possibile: salvare la squadra e cucirgli addosso un’identità in vista della prossima stagione. Galatasaray e Tirana, piazze difficili e rendimento simile: circa 1,55 punti a partita, troppo pochi per squadre che mirano alla testa del campionato. Entrambi esonerati, entrambi vogliosi di riscattarsi e riaffermarsi dove hanno dato il loro meglio; in Italia, in bianconero. “Non vorrei parlare troppo di me. Cosa posso dare? Tutto o niente, dipende dalla squadra”. Schietto, sincero, senza peli sulla lingua. Tudor preferisce il lavoro sul campo a una retorica sterile, focalizzarsi sull’obiettivo e pedalare a testa bassa. I suoi modelli sono Lippi, Ancelotti e Capello. Ha appreso un po’ da tutti e ora è il momento di dimostrarlo: aggressività e tanta intensità le sue armi preferite, 4-2-3-1 il modulo più gettonato.

UNA NUOVA OCCASIONE

Questa storia, però, ci racconta della voglia di redimersi di due ex campioni che, per motivi differenti, hanno macchiato le proprie carriere. Igor troppo spesso fermato dagli infortuni, Mark da una troppa impulsività e più di qualche problema fuori dal campo. Udine, oasi di tranquillità in cui poter dimostrare il proprio valore, rappresenta per entrambi quella seconda possibilità che non tutti hanno la fortuna di avere. A Benevento si ricomincia, fianco a fianco, contro tutto e tutti.

di Giacomo Pizzardi

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Classe '85. Fondatore e direttore editoriale di MaiDireCalcio (ora Contrataque), istintivo sognatore napoletano. Ho scritto per PianetaNapoli.it, ora sono redattore per NapoliCalcioLive.com, web content per jobyourlife.com e pagellista per calciomercato.it. Laurea in Economia, giornalista pubblicista, baggista e folle appassionato del Crystal Palace. Twitter @claudioc7 Facebook facebook.com/ChandlerBing85