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mariusz stepinski
Mariusz Stepinski con la maglia della Polonia Under 21. Fonte - www.radiogol24.it

Tempi duri per le due squadre di Verona. Se l’Hellas piange, il Chievo di certo non ride. La sconfitta interna con l’Inter e il ko contro la Roma ha ulteriormente complicato i piani dei ragazzi di Maran, ora passati a Lorenzo D’Anna. Più abituati rispetto alle dirette concorrenti a gestire la pressione del momento, i clivensi sono stati comunque incapaci di rialzarsi dopo un girone di ritorno da incubo (10 punti conquistati in 16 partite). Senza i gol di Inglese, ritornato a segnare a Roma dopo più di un mese, i Mussi Volanti si aggrappano a Mariusz Stepinski, giovane attaccante polacco classe ’95 prelevato in prestito dal Nantes. Partito inizialmente indietro nelle consolidate gerarchie tecniche, ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nelle rotazioni, riuscendo a bucare nel giro di un mese Milan, Napoli e Inter con la naturalezza del predestinato e la spregiudicatezza dei suoi anni. Un’arma in più da sfruttare in queste tre quattro gare, vista la scarsa vena dell’attacco dei clivensi in questa stagione (con 31 reti, il quinto peggiore del torneo alla pari del Cagliari).

Stepinski, l’arma in più del Chievo

A metà strada tra Lewandowski e Milik, Stepinski mostra di possedere tutte le caratteristiche dell’attaccante moderno nel solco della tradizione polacca da sempre in grado di produrre ottimi prospetti. Dopo essere rimasto in panchina nelle prime tre partite di campionato, è andato a segno all’esordio assoluto in serie A, diventando così il secondo straniero nella storia del Chievo dopo Oliver Bierhoff a bagnare con un gol il proprio debutto. Il percorso di ambientamento con il calcio italiano è proseguito attraverso diversi spezzoni lungo tutto il girone di andata, prima delle prime due gare consecutive da titolare con Udinese e Lazio nel mese di gennaio. Il prestigioso scalpo al Milan (rete del momentaneo 1-1 nel match poi vinto per 3-2 dai rossoneri) l’ha definitivamente sbloccato, convincendo Maran di avere a disposizione un giocatore fatto e finito, pronto a dare il suo prezioso contributo alla causa. Le quattro presenze dal primo minuto nelle otto sette partite dimostrano una volta di più l’importanza di Stepinski nello scacchiere gialloblù. Ora che i punti cominciano a pesare come macigni, non esistono più certezze acquisite: scende in campo chi lo merita e dimostra di non avvertire la pressione che una dispendiosa corsa alla salvezza può comportare. Animo leggero, piede pesante, il polacco appare il più in palla dell’intero reparto offensivo del Chievo, certamente quello che sembra averne di più ed è capace di incidere quando viene chiamato in causa, molto spesso a partita in corso (3 delle 4 reti realizzate sono arrivate subentrando dalla panchina). Inspiegabile però la sua assenza contro la Roma, una scelta che ha lasciato perplessi i tifosi clivensi.

Un affare “a costo zero”

Possibile che, con il Chievo ancora in A, Stepinski possa rappresentare l’erede designato di Inglese, promesso sposo del Napoli. Prima punta capace di vedere la porta come pochi alla sua età, riesce a disimpegnarsi al meglio anche come seconda punta, riuscendo talvolta a svolgere il lavoro di raccordo tra centrocampo e attacco fondamentale nel calcio moderno. Lavoro sporco e fiuto del gol: l’impressione è che anche stavolta la società del presidente Campedelli ci abbia visto lungo, a differenza di quanto accadde qualche anno fa con il matrimonio tra l’allora semi sconosciuto Robert Lewandowski e il Genoa. Affare praticamente fatto che saltò proprio al momento delle firme, un curioso caso di mercato ancora oggi molto in voga tra gli operatori, incubo ricorrente per i tifosi del Grifone. A Verona hanno voluto evitare rischi, chiudendo un affare ancora a costo zero. Dopo gli 8 gol in 16 partite con la maglia dell’Under 21, Stepinski punta ad essere la sorpresa nella lista di convocati del ct Nawalka per i Mondiali in Russia, che tuttavia l’ha escluso nelle ultime due amichevoli disputate a marzo con Nigeria e Corea del Sud. Salvezza e Mondiale, due obiettivi molto diversi tra loro che potrebbero indirizzare la carriera di questo giovane attaccante, del quale sentiremo parlare a lungo anche nei prossimi anni.