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Gli acronimi vanno per la maggiore nel calcio di oggi. Anche se non rimandano a importanti programmi informatici che hanno fatto la storia o a importanti media di comunicazione. Ecco dunque che irrompe spavalda la MSF del Liverpool. Mané, Salah e Firmino, il trio con più gol all’attivo della storia della Champions League, prende da ora il gradino più alto del podio occupato da quella BBC del Real Madrid capace di mettere a referto 28 reti nell’edizione 2013-14. Con il gol di ieri all’Olimpico firmato da Mané, il trio d’attacco Red ha raggiunto quota 29, ad ennesima conferma che il traino della macchina di Klopp è tutto lì davanti. La trazione anteriore forgiata ad Anfield è forse la migliore opera del tecnico tedesco, uno che da sempre punta sulla vertiginosità e l’elettricità dell’attacco per avere ragione degli avversari. Meno avvezzo al tatticismo esasperato e al possesso palla stantio, Klopp è a tutti gli effetti un amante delle emozioni e cura molto poco la fase difensiva rispetto a quella offensiva. E una volta lasciato andare Coutinho, tra l’altro dopo un intelligente tira e molla dialettico orchestrato d’estate per far gonfiare il prezzo del brasiliano, il tecnico teutonico ha messo le ali al suo Liverpool. E se il record della BBC è stato appena battuto, quello della MSN del Barça (27 gol), per molti il più forte tridente della storia del calcio, era stato già messo in secondo piano nel match d’andata. Ma al di là del record di segnature, un mero dato statistico, l’impressione è che la stagione della MSF in Champions sia proporzionalmente di gran lunga superiore a quella della MSN nella stagione 2014-15, quella dell’ultimo triplete del Barça. E perché?

MSF – MSN, due fionde diverse

Sebbene il tiqui taca del Barça stesse più di là che di qua ai tempi di Luis Enrique, un altro sostenitore della verticalità, è bene fare un chiarimento. La base del Barça 2014-15 era comunque ancora quella di una squadra che faceva del palleggio il suo dogma principale, nonostante Xavi non fosse più titolare. Con Piqué, Busquets e Iniesta nell’undici classico, era molto più semplice far arrivare palloni giocabili a Messi ed a Neymar, i quali poi si beneficiavano dei movimenti di Suarez per andare a rete o far andare il gol proprio l’uruguaiano. Il Liverpool di Klopp è tutta un’altra cosa. Sia la difesa sia il centrocampo non sono altro che compartimenti stagni di una macchina che, come detto prima, punta tutto sulla potenza e la velocità della sua parte più avanzata. Il principale regista della squadra non è certo Henderson bensì Firmino, un nove atipico che prende palla spalle alla porta ed apre corridoi impensabili per i velocissimi Mané e Salah, che mai prima d’ora erano andati a rete così facilmente. Sicuramente non dei cannonieri nati, i due africani hanno beneficiato delle ingenti occasioni da gol in ogni partita. E tutto ciò non sarebbe stato possibile senza il sacrificio di un centrocampo non eccelso dal punto di vista della qualità ma ideale per far accorciare le fila e permettere a Firmino di agire da trequartista e fare da nesso con le due finte ali.

L’immagine della Champions 2018

Questo ragionamento è dunque alla base della provocatoria affermazione secondo la quale la MSF ha inciso molto di più della MSN nella trionfale cavalcata del Liverpool fino alla finale. Magari i Reds non vinceranno il titolo, visto che il Real Madrid di riffa o di raffa le porta sempre a casa, ma il loro calcio vivace e spensierato sarà senza dubbio l’immagine viva della Champions League di quest’anno. Vada come vada.