SHARE
San Siro
La coreografia di San Siro prima di Milan-Juventus - FOTO: AC Milan

La gara Juventus-Milan di stasera assegnerà la Coppa Italia. E come in ogni finale che si rispetti, non c’è un vero favorito. Entrambe le squadre hanno compiuto il loro percorso importante e faranno di tutto per festeggiare al fischio finale. Tra i protagonisti annunciati in casa rossonera non c’è solo l’illustre ex Leonardo Bonucci. Anche Suso intende assurgersi a leader dei suoi. Possibilmente replicando la bella prestazione del 23 dicembre 2016 quando a Doha sempre in Juventus-Milan trascinò i suoi al successo in Supercoppa Italiana. Lo spagnolo siglò in particolare un assist per il gol di Bonaventura ed andò a segno nella lotteria dei rigori. E per tutto l’incontro rappresentò una spina nel fianco della Juventus. Suso sabato scorso ha lasciato una impronta importante nel match di campionato col Verona, firmando due passaggi decisivi.

Suso vuole lasciare un’impronta importante

Una risposta importante dopo che nelle ultime settimane l’ex Liverpool e Genoa era sembrato in difficoltà dal punto di vista fisico. La sua stagione resta molto buona, nonostante di recente sia stato offuscato da un Calhanoglu in crescita. A testimoniare la grande motivazione del talento di Cadice ci sono le sue parole rilasciate poco tempo fa riguardo alla assoluta convinzione di voler restare al Milan. Il Italia c’è il Napoli che è molto interessato a lui, ma Suso in rossonero si è integrato fin dal primo minuto al meglio, e col tempo è riuscito a diventare via via sempre più importante per tutti gli allenatori transitati in panchina.

Pericolo clausola rescissoria

Incombe una clausola rescissoria da 38 milioni di euro che dovrebbe essere valida solo per l’estero e che, se dovesse essere esercitata, lascerebbe comunque l’amaro in bocca al Milan. Il club molto probabilmente cederà qualcuno, ma non è nelle sue intenzioni privarsi del 24enne spagnolo, che nei piani tecnici dell’immediato e del futuro, rappresenta un punto cardine. Intanto c’è la Juve da domare, per tornare a vincere un trofeo un anno e mezzo dopo, contro un avversario di grande prestigio.