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decreto dignità

Di questi primi mesi del nuovo governo il provvedimento che ha senza alcun dubbio fatto più discutere e parlar di sé è stato il Decreto Dignità. Quest’ultimo è finito per incidere, in maniera anche abbastanza diretta e concreta, persino sul mondo del calcio. La questione è indissolubilmente legata al divieto di sponsorizzazioni sul gioco d’azzardo. Infatti, erano molte le società, di Serie A e non solo, che avevano e hanno tuttora in atto accordi di partnership con brand di prestigio operanti nel settore del gambling. I club le aziende coinvolte sono stati così costretti a rivedere i contratti, tenendo conti di molteplici paletti, tra cui il limite del gennaio del 2019. Insomma, effetti che, da un certo punto di vista, possono essere considerati tutt’altro che positivi.

Le leghe sportive prendono posizione sul Dl Dignità

La preoccupazione dell’impatto e delle conseguenze del decreto accomuna molto leghe sportive, che hanno infatti deciso di diramare un comunicato. La principale e più importante richiesta fatta all’esecutivo, come si legge su Calcio&Finanza, è quella di un maggiore coinvolgimento nel processo decisionale, nel riordino e nella riorganizzazione del comparto del gioco d’azzardo. Inoltre vi è una piena disponibilità a collaborare nella lotta contro la ludopatia e contro ogni forma di dipendenza e di devianza, senza mai dimenticarsi del contrasto all’illegalità e alla frode. Lo sport è infatti uno strumento educativo che può fare da argine a certi fenomeni. Insomma, i due mondi hanno necessità di incontrarsi e di confrontarsi. Ciò che più colpisce, e che viene perfettamente sottolineato nella nota, è la non considerazione dei risvolti economici che il divieto di sponsorizzazione, partnership e pubblicità può causare. Molte società infatti hanno dei cospicui guadagni da ciò e questo potrebbe portare a rivedere i loro budget e le loro disponibilità finanziarie.

La problematica della pubblicità però sembra non riguardare soltanto l’Italia e il nostro governo

In tutti i Paesi europei sono presenti delle restrizioni sulla pubblicità riguardante il settore del gioco d’azzardo. Inoltre, è stata la stessa Commissione europea a emanare una Raccomandazione agli Stati membri intitolata ‘sui principi per la tutela dei consumatori e degli utenti dei servizi di gioco d’azzardo online e per la prevenzione dell’accesso dei minori ai giochi d’azzardo online’. Quest’ultima contiene proprio delle raccomandazioni specifiche sulla regolamentazione della pubblicità. Molto importante uno stralcio pubblicato su Gamingreport.it che afferma che “la comunicazione commerciale dei servizi di gioco d’azzardo online può svolgere un ruolo importante nel canalizzare i consumatori verso un’offerta che autorizzata e regolamentata”. Insomma, viene sottolineato il ruolo fondamentale svolto dalla pubblicità. Quest’ultima ha infatti il compito di informare, guidare e proteggere il consumatore. Ed è forse sulla base di questo che nessun altro Paese ha introdotto un divieto totale, ma una serie di restrizioni utili a tutelare i soggetti considerati a rischio. Un qualcosa che probabilmente dovrebbe e potrebbe indurre a riflettere.