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Gabriel Strefezza Spal
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Stesso canovaccio tattico, interpreti diversi. La rincorsa della Spal di Leonardo Semplici alla conquista della terza salvezza consecutiva in serie A passa soprattutto attraverso la ricerca di nuovi profili in grado di garantire la necessaria continuità a un progetto tra i più virtuosi del nostro panorama calcistico. Rinnovarsi senza perdere le proprie caratteristiche. È questa la sfida che ogni anno attende il club emiliano, capace in questi anni di mettere in mostra diversi profili interessanti. Tra gli altri c’è quel Manuel Lazzari, passato la scorsa estate alla Lazio dopo essere stato uno dei protagonisti della magnifica scalata alla massima serie. 

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Progetto Strefezza: caratteristiche e statistiche

Sulle orme dell’ex idolo del “Mazza”, ecco dunque Gabriel Strefezza. Guai ad azzardare paragoni quantomeno prematuri, vista la precoce comparsa sulla scena del brasiliano classe ’97. Fisico minuto da funambolo piuttosto che da tornante a tutta fascia, ruolo fondamentale per il 3-5-2 di matrice sempliciana. Il ragazzo nato a San Paolo sembra aver cominciato nel migliore dei modi il suo percorso di adattamento alla serie A. Una categoria soltanto assaggiata dopo il suo arrivo in Italia nel 2016 proveniente direttamente dal vivaio del Corinthians. Aggregato come fuori quota alla Primavera guidata da Roberto Rossi, ha disputato le ultime due stagioni in prestito con le maglie di Juve Stabia e Cremonese prima di fare nuovamente ritorno alla base. L’idea era quella di fare ben presto le valigie in cerca di minuti utili ad accumulare esperienza. L’infortunio occorso a Fares e la partenza del già citato Lazzari hanno mutato le prospettive.

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Semplici ha scelto di trattenere un giocatore certamente duttile ma ancora acerbo sotto diversi aspetti. Ma la coperta corta nella batteria di esterni ha definitivamente convinto tutti a fugare ogni dubbio. L’infortunio del nuovo arrivato D’Alessandro ha spinto l’allenatore a lanciare nella mischia Strefezza. Un calciatore che a questo punto può essere considerato un vero e proprio investimento a lungo raggio da parte della Spal. Una società per cui ogni singolo calciatore può e deve rappresentare una risorsa. Nonostante la polivalenza tattica e la capacità di ricoprire più ruoli, Strefezza è stato impostato come “quinto di centrocampo”. Un ruolo avuto sin dal suo esordio in Primavera proprio per volere del direttore sportivo Davide Vagnati, come confermato recentemente dallo stesso Rossi (nel frattempo passato alla guida del Cesena Calcio Femminile). Segno inequivocabile di programmazione seria e duratura che neppure le successive annate hanno scalfito, viatico perfetto per quella che è oggi la realtà da raccontare.

Eclettismo e concretezza

Croce e delizia del suo allenatore, Strefezza rappresenta una delle novità più positive proposte dalla Spal in questo primo scorcio stagionale. È reduce da una prestazione superlativa macchiata dall’espulsione che l’ha costretto ad abbandonare il terreno di gioco a circa venti minuti dalla fine della delicata sfida al Parma. Nel derby con i Ducali ha fornito l’assist per la decisiva rete di Petagna, mettendo a ferro e fuoco la fascia sinistra avversaria, quasi mai in grado di trovare le giuste contromisure per limitarne il raggio d’azione. Fino all’ingenuità, a qualcuno sembrava di rivedere proiettata la figura di Lazzari. Un giocatore rispetto al quale non possiede la stessa esplosività fisica ma certamente un tasso tecnico più elevato. Una caratteristica che potrebbe permettergli di divenire ben presto una variante altrettante efficace e letale. Eclettico di natura, capace di fondere diversi stili all’interno di una partita, promette di trovare la sua reale dimensione alla corte di Semplici. A patto di imparare a mettere da parte gli estrosi colpi di testa per far spazio alla concretezza, oggi come in passato, peculiarità di chi punta dritto alla salvezza.