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Le prestazioni scintillanti di inizio stagione hanno regalato a Gaetano Castrovilli un posto tra i giovani più promettenti della prossima generazione di italiani. Gioventù, modernità e tradizione legate insieme nel classe 1997 di Canosa di Puglia. Un vero e proprio gioiellino che si segnala più per le cose normali che per le giocate fumose ed estemporanee. Concreto, leggero, con la mente sgombra e il cuore che pulsa di calcio. Castrovilli ha convinto praticamente tutti in questo inizio stagionale, interpretando alla grande ogni caratteristica del centrocampista contemporaneo. Non un caso, dunque, che proprio oggi la Fiorentina abbia annunciato ufficialmente il suo rinnovo fino al 2024, in un contesto di festa e serenità.

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Gaetano Castrovilli, un centrocampista moderno

Figlio di una generazione viola che sembra sfornare talenti di sicuro avvenire (qualche nome: Sottil, Venuti, Vlahovic, Ranieri), Castrovilli è quello che più di tutti ha già dimostrato di valere palcoscenici luminosi. Sin da piccolo, al netto delle sue qualità, veniva paragonato a un altro ex enfant prodige del calcio nostrano, quel Marco Verratti che giocatore di pallone lo è diventato ma senza sconfinare nell’auspicato fenomenismo. Crescendo, le doti di Castrovilli lo hanno però fatto somigliare a un altro tuttocampista molto talentuoso come Marek Hamsik, a cui si può pensare anche per via della somiglianza atletica.

Nato come trequartista dai piedi buoni, Castrovilli ha sfruttato la sua qualità per far crescere di pari passo anche il senso della posizione. Nelle partite di campionato appena trascorsa il ragazzo ha manifestato una grande intelligenza tattica sia nella fase più offensiva che in quella di ripiegamento. Ha trovato il modo di non risparmiarsi e regalando quindi ai tifosi un calciatore senza alibi, che dal campo esce sempre con la maglietta sudata. Che sia al centro o a sinistra, Castrovilli ha dato mostra di essere già – nonostante la giovane età – un calciatore di qualità superiore.

Uno dei pochi giovani italiani a sviluppare ancora un fondamentale che al nostro calcio manca come un calice di vino abbinato a una pietanza prelibata: la volontà di creare superiorità numerica. Proprio questa capacità potrebbe consentire a Castrovilli – altrettanto bravo nella verticalizzazione e nella copertura degli spazi senza palla – di emergere come calciatore, senza paranoie su eventuali errori ma anche con la consapevolezza di proporre delle giocate più “europee” e meno “italiane” (che tanto avrebbero fatto incazzare Stanis La Rochelle).

Le parole di Daniele Pradè

Dopo la continuità trovata nelle due stagioni con la Cremonese, il salto di Castrovilli appare a pochi prematuro. Il “rischio”, se così possiamo chiamarlo, può essere quello di trovarsi di fronte a un Gagliardini-bis. Un giocatore talentuoso ma forse non così fenomenale, lanciato troppo presto in una prima squadra in crisi. C’è anche da dire, però, che l’ambiente attuale della Fiorentina – allenatore con idee di calcio, società seria e disposta non solo a investire ma pure a credere nei giovani – sembra ideale per le sue caratteristiche. La conferenza stampa del rinnovo è stata uno spettacolo. “Gli ho detto che se continua a comportarsi seriamente poteva scrivere su Instagram a mia nipote, che è molto carina”, ha spiegato sorridente Daniele Pradè, rendendosi conto di aver bloccato per il futuro non solo un ottimo interprete del calcio ma anche un capitale umano di profilo positivo

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Un messaggio chiaro

“Mi piacerebbe molto diventare un giocatore simbolo della Fiorentina”, ha dunque spiegato anche il calciatore. L’investimento Castrovilli, in tal senso, appare anche un messaggio chiaro della società – così come dei tifosi – per Federico Chiesa. Le sirene delle big strisciate non avranno di certo già abbandonato il forte esterno della Nazionale, da sempre indeciso tra la vita da principe a Firenze e le vittorie da “comprimario” in una big. Quella che potremmo definire l’indicizzazione mediatica di Castrovilli rientra forse anche in un processo di “aiuto al distacco” nei confronti del figlio d’arte, tuffatosi con abnegazione e rinnovato spirito nella nuova avventura viola ma sempre in bilico tra la permanenza e la partenza. L’uscita del centrocampista ex Bari, invece, pare quasi una dichiarazione d’amore. Come nel calcio non ne esistono più, difatti è sempre difficile eliminare il pregiudizio nel crederci. Ma Castrovilli sta costruendo il suo futuro e, almeno per ora, sembra pronto a spiccare il salto decisivo per prendersi Firenze e, magari, la Nazionale.

“Mi piacerebbe molto diventare un giocatore simbolo della Fiorentina”