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Velocità di pensiero, testa ben focalizzata sull’obiettivo, voglia di arrivare. Così Takehiro Tomiyasu – per tutti semplicemente “Tomi”- ha sorpreso tutti, conquistando in poco tempo la fiducia dell’ambiente e di Sinisa Mihajlovic. L’allenatore del Bologna l’ha lanciato senza alcun timore sul palcoscenico della serie A. Fino a non rinunciarvi praticamente mai.

Punto fermo

Tra il ventenne giapponese nato a Fukouka e Bologna è stato amore a prima vista. Sin dalla conferenza stampa di presentazione durante la quale esordì parlando in italiano scatenando gli applausi e i sorrisi dei giornalisti presenti. Timido ed educato fuori dal campo, Tomiyasu sta dimostrando una determinazione feroce all’interno del rettangolo di gioco. Si è imposto come uno dei migliori difensori dell’intero campionato per continuità di rendimento. E pensare che il nuovo idolo del “Dall’Ara”, ha alla spalle soltanto tre anni da professionista. Un’ascesa incredibile e al tempo stesso costante, passando soprattutto dall’esperienza nel campionato belga con il VV Sint Truiden, utile a misurarsi con i ritmi del calcio europeo dopo aver militato in patria tra le fila dell’Avispa Fukuoka.

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Alzi la mano chi pensava potesse dimostrarsi già così pronto per il grande salto, nonostante l’investimento operato in estate dagli uomini mercato rossoblù (circa 7 milioni di euro) ne giustificasse in parte la speranza. Dopo le prime sette giornate, al pari del portiere Skorupski, Tomiyasu è il giocatore più utilizzato della rosa (678 minuti disputati), senza mai essere stato sostituito. Inamovibile dunque, nonostante agisca da terzino destro, piuttosto che da centrale difensivo (ruolo che appare cucitogli addosso e nel quale aveva sempre giocato fino ad ora). Secondo giapponese nella storia del Bologna dopo Nakata, ha davvero stupito oltre ogni più rosea previsione, soprattutto in termini di sicurezza e personalità. Non è un caso del resto che, nonostante la giovane età, sia già da qualche tempo un punto fermo della nazionale nipponica con cui ha giocato da titolare l’ultima edizione della Coppa America.

L’inarrestabile corsa di Tomiyasu

Pulito in fase di impostazione, aggressivo quanto basta nei contrasti, intelligente tatticamente. Le statistiche di Tomiyasu raccontano un giocatore capace di riassumere alla perfezione queste caratteristiche. Secondo i dati raccolti da whoscored.com infatti, la sua media di “precisione nei passaggi” equivale a 82.1, di cui 58.3 completati, mentre sono soltanto 0.6 le palle perse a partita. Numeri e peculiarità da difensore moderno, in grado di partecipare attivamente alla tanto ricercata costruzione dal basso e mantenere un buon grado di concentrazione quando c’è da retrocedere in fase di contenimento. Intercetti (1.7) e contrasti vinti (1.4) chiudono definitivamente il cerchio, decretando la bontà di un acquisto ancora poco pubblicizzato, eppure oggettivamente azzeccato.

Va veloce “Tomi”, come uno shinkansen lanciato a tutta velocità verso una meta ancora sconosciuta ma che potrebbe vederlo presto alzare ulteriormente il livello, smentendo una volta di più il luogo comune che vede i calciatori asiatici poco adatti al calcio europeo. E pensare che una delle caratteristiche distintive di Fukuoka è proprio il ritmo lento, totalmente agli antipodi rispetto alla frenesia della capitale Tokyo. Anche sotto questo aspetto Tomiyasu ha saputo stravolgere lo stato delle cose. Ha conquistato così l’amore dei tifosi e il rispetto degli avversari, fino a diventare un’autentica certezza.

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