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Claudio Ranieri

Claudio Ranieri torna ad allenare in Italia dopo pochi mesi dall’ultima esperienza, il ritorno a Roma. Lo fa alla Sampdoria, club in crisi che necessitava – secondo la proprietà – di un allenatore esperto, sempreverde, positivo. Lo fa, per uno strano scherzo del destino, subentrando nuovamente a Eusebio Di Francesco, con i due che stanno evidentemente riproponendo un’accoppiata simile alla Conte-Ventura di qualche anno fa, finendo per allenare le stesse squadre uno dopo l’altro. L’esperto tecnico nostrano proverà a rimettere a posto dubbi e tatticismi di una Sampdoria che ha sofferto moltissimo in difesa e che, al contrario, nella fase offensiva ha peccato tremendamente, pur avendo in squadra il capocannoniere della scorsa stagione Fabio Quagliarella.

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La Sampdoria a Ranieri, ecco come giocherà

Uomo fin troppo navigato per credere che nel calcio i moduli contino più di tutto il resto, Claudio Ranieri si prepara a non affrontare l’avventura blucerchiata in maniera idealista, inseguendo un solo credo tattico. Con l’immensa esperienza alle spalle il tecnico ex Fiorentina e Napoli studierà la soluzione più giusta, come un decano intento a dare insegnamenti alla gioventù (si spera) non bruciata.

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Di certo, l’errore di base della Sampdoria è stato quello di puntare su un tecnico abituato a giocare con ali e a puntare sugli esterni alti, non supportata da un mercato in grado di soddisfare le richieste tecniche previste. La scelta di Ranieri sembra più congeniale in tal senso: il tecnico potrebbe infatti puntare su un classico 4-4-2 (quello che, per esempio, gli consentì di vincere la Premier League con il suo miracolo Leicester) ma anche optare per un ritorno a uno giampaolesco 4-3-1-2, con cui la Sampdoria ha creato e finalizzato molto in fase offensiva.

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Solidità difensiva con il 4-4-2

Certamente, però, la priorità di Ranieri sarà quella di regalare una solidità finora mancata in retroguardia. Proprio per questo motivo è facile ipotizzare che possa utilizzare un modulo più accorto. Alla base c’è la compattezza dei reparti come fatto notare magnificamente nell’avventura con il Leicester. Proprio con le Foxes Ranieri adoperava un 4-4-2 con linee molto strette, affidando ai due centrocampisti centrali il compito di convertire con una certa facilità il gioco dal difensivo all’offensivo (e, nell’ultimo caso, di fatto la squadra si posizionava con un 4-2-4). Per far questo Ranieri avrà bisogno di puntare sugli elementi di centrocampo che gli garantiranno maggior corsa ma anche miglior capacità di impostazione.

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I profili più adatti, in tal senso, potrebbero essere quelli di Ekdal e Linetty, con Jankto validissima alternativa e potenziale arma segreta negli inserimenti. In generale, rispetto agli altri anni, la Sampdoria sembra avere minore qualità a centrocampo. Il compito di Ranieri sarà quello di impostare una fase di possesso atta a cercare immediatamente gli attaccanti, decisamente completi. Un esperto come Quagliarella potrebbe dettare movimenti con grande facilità, non solo per sé stesso ma anche al fine di liberare compagni con meno marcatura.

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Una gestione di uomini e risorse

Al di là del miracolo Leicester, anche nell’ultima esperienza italiana a Roma (contro cui, curiosamente, l’allenatore esordirà al rientro dalla sosta) Ranieri ha tratteggiato sistemi di gioco molto simili, puntando magari su moduli differenti. Decise di impostare la sua squadra con delle linee guida già citate. Ha tratto letteralmente il massimo con una squadra mentalmente scarica, priva di tante pedine a causa infortuni e oggettivamente difficile da allenare a causa di molte tensioni interne. Escludendo la tremenda batosta contro il Napoli in casa, Ranieri raggiunse infatti risultati tendenzialmente positivi, arrivando a soli 3 punti dal quarto posto Champions, seppur piazzandosi solo sesto in campionato. Alla ricerca di una figura di responsabilità, la Sampdoria trova in Ranieri il suo epico traghettatore. Nessuno si aspetta un nuovo miracolo ma la salvezza, alle giuste condizioni, può risultare davvero l’obiettivo minimo della stagione doriana.

L’ALLENATORE TRAGHETTATORE

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